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Lunedì, 17 Gennaio 2022
I cambi colore

La Liguria vede la zona arancione, altre tre regioni a rischio: ecco cosa cambia

Tre regioni hanno superato anche la seconda soglia di rischio per posti letto in terapia intensiva, due per ricoveri ordinari, mentre la Liguria è ad un passo per superarle entrambe e cambiare fascia di rischio

Un'occupazione delle terapie intensive a livello nazionale al 14%, 4 punti sopra la soglia di rischio, e 14 Regioni su 21 che hanno superato il limite, in alcuni casi di molto. Questo il quadro che emerge dal monitoraggio quotidiano dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari Agenas mentre aumenta anche l'occupazione dei posti di letto da parte di pazienti Covid nei reparti ordinari di area medica in 17 Regioni e province autonome. Dati che sottolineano un incremento della pressione sugli ospedali ma con un minore impatto rispetto alle ondate passate.

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Vediamo quindi nel dettaglio quali sono i territori che rischiano nelle prossime settimane di passare a una fascia di rischio più alta e che potrebbero riscontrare nuove restrizioni. 

La percentuale di occupazione dei posti letto nei reparti di area medica non in terapia intensiva è più alta in:

  • Valle d'Aosta con +4% nelle ultime 24 ore raggiunge il 36%.
  • Calabria con +1% raggiunge il 30%;
  • Liguria con +1% si attesta al 29%
  • Friuli Venezia Giulia +1% arriva al 23%
  • Piemonte +1%, 22%
  • Trento +2% raggiunge il 22%
  • Marche +1% al 23%
  • Umbria +3%, al 23%
  • Sicilia +1%, al 22%
  • Lombardia +1% al 20%
  • Basilicata +2% arriva al 20%
  • Campania +1%, 17%
  • Emilia Romagna +1%, 16%
  • Bolzano +1% si posiziona sulla soglia del 15%
  • Toscana +1%, al 14% 
  • Molise +1%, al 12%
  • Sardegna +1% (al 10%)

Quanto alle terapie intensive a fronte di un'occupazione delle terapie intensive a livello nazionale al 14%, 4 punti sopra la soglia di rischio, 14 Regioni su 21 hanno superato il limite, in alcuni casi di molto.

  • Trento con +2% in 24 ore raggiunge il 24%
  • Liguria con +1% raggiunge il 21%
  • Marche +1% al 20%
  • Veneto +1% al 19%
  • Provincia di Bolzano e Piemonte (17%)
  • Friuli Venezia Giulia e Lazio al 16%
  • Emilia Romagna con +1% raggiunge il 15%, così come la Toscana raggiungendo la Calabria.
  • Lombardia al 14%
  • Sicilia +1% al 13%
  • Abruzzo 12%
  • Valle d'Aosta al 9%
  • Sardegna +1% all'8%
  • Basilicata +2% al 3%

Come si vede tre regioni hanno superato anche la seconda soglia di rischio, quella da zona arancione, fissata al 20%. Per finire nella fascia con ulteriori restrizioni occorre però contemporaneamente superare la soglia del 30% dei ricoveri ordinari: che è a un passo per la Liguria (29%), che rischia concretamente l'arancione da lunedì prossimo, mentre Trento è ancora al 22%, e le Marche al 23%. 

Oltre soglia per i ricoveri ordinari anche Valle d'Aosta ce è lontana di ben 10 punti percentuali dalla soglia delle intensive. Più a rischio la Calabria appena 5 punti sotto la soglia.

Pertanto se la zona arancione è ormai scontata per la Liguria, restano regioni sorvegliate speciali la Calabria, le Marche, così come la provincia di Trento e la Valle d'Aosta. 

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Bene ricordare come se i passaggi di fascia lasciano piuttosto indifferenti chi è vaccinato, in fascia arancione sono preclusi ai non vaccinati: 

  • skipass;
  • centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi;
  • la cena al ristorante e l'alloggio in albergo;
  • Piscine e attività sportive;
  • Feste e accessi ai centri culturali, centri sociali e ricreativi;
  • ritorna inoltre la autocertificazione per spostarci con un mezzo proprio verso altri comuni e solo per motivi di lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune.

Cosa cambia tra zona bianca gialla e arancione

Gli ultimi interventi del governo in buona sostanza hanno cancellato le differenze tra le zone bianche e gialle. In giallo, come in bianco, è confermato l'obbligo del green pass - basta quello base per ora, ma dal 10 gennaio servirà il "super" - per i mezzi pubblici nelle città e per i mezzi a lunga percorrenza. Resta sempre possibile uscire dal proprio comune e dalla propria regione. Anche in giallo negozi e centri commerciali restano aperti sempre, senza nessun limite d'orario. Per le consumazioni al bancone dei locali serve il super green pass sia in zona gialla che in bianca, per effetto dell'ultimo decreto. All'aperto al momento non è necessaria la certificazione verde, ma dal 10 gennaio servirà quella rafforzata. Anche in zona gialla per i tavoli al chiuso è necessario il super green pass e cade l'obbligo di far sedere massimo quattro persone al tavolo. Chiuse sia in zona gialla che in zona bianca le discoteche, almeno fino al 31 gennaio.

In zona arancione invece serve il super green pass per le seguenti attività/luoghi/eventi: skipass, centri commerciali nei festivi e prefestivi, ristorante (anche albergo) all'aperto, piscine, spogliatoi, palestre e sport di contatto al chiuso e aperto, feste dopo cerimonie, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi all'aperto. In zona arancione per gli spostamenti con un mezzo proprio dal comune di residenza verso altri comuni o fuori regione/provincia autonoma serve il green pass base, oppure sono richiesti motivi di lavoro, necessità o salute, oppure ancora sono ammessi spostamenti per servizi non sospesi, ma non disponibili nel proprio comune. In zona gialla invece non c'è alcun limite per gli spostamenti in territorio regionale.

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Domani i risultati su diffusione omicron

La variante Omicron "si muove molto rapidamente, e negli ultimi giorni dello scorso anno eravamo già oltre l'80% dei casi e proprio in questi giorni, il primo e il 2 gennaio, per quanto riguarda almeno la nostra realtà o la realtà toscana, tutti i nuovi casi sono causati da variante Omicron". Così Mauro Pistello, direttore dell'unità operativa di virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria Pisana a ''Che giorno è'' su Rai Radio1, ricordando che "da domani cominceremo una nuova 'flash survey', quindi una istantanea della distribuzione delle varianti effettuata in tutta Italia" che "rappresenterà una fotografia fedele di quanto abbiamo in tutte le regioni italiane". Quanto alla diffusione della variante Omicron, Pistello sottolinea come sia "un po' a macchia di leopardo. Ma - osserva - è chiaro che nelle zone in cui c'è un maggior flusso anche di turisti e di scambi, ha praticamente preso il sopravento rispetto alla Delta. In altre regioni in cui ci sono meno flussi e meno scambi di persone, resiste ancora in qualche modo la Delta ma penso sia solo questione di tempo".

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