Giovedì, 25 Febbraio 2021

"Niente lockdown, ce ne pentiremmo. La cavalleria degli anticorpi sta arrivando"

L'ottimismo del virologo Guido Silvestri: "Nervi saldi, niente panico, usiamo il cervello ed il buon senso"

Guido Silvestri

"Nervi saldi, niente panico, usiamo il cervello ed il buon senso". È l’appello lanciato su facebook dal virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, che invita tutti a non farsi prendere dalla fregola di nuovi e pesanti misure di contenimento dell’epidemia proprio ora che iniziamo a vedere la luce. 

"È uscito ieri sul 'New England Journal of Medicine', la Bibbia della ricerca clinica - spiega il virologo - il primo studio dell’anticorpo monoclonale neutralizzante LY-CoV-555, alias Brenno. Risultato principale: se usato ai primi sintomi, riduzione del rischio di finire in ospedale del 72% (da 6,3% a 1,6%). Dai dati preliminari dell’uso insieme a Dodi (LY-CoV-016)", un altro anticorpo, di cui non si parla nell'articolo citato da Silvestri, "la riduzione sale ad oltre 85% nei soggetti a rischio (età e peso corporeo)". 

"Poi ci sono anche Fede e Luca, cioè i due anticorpi di Regeneron (Regn10933 e Regn10987), quelli dati a Trump, che hanno dato risultati simili, forse anche un pò migliori - prosegue Silvestri - Per non parlare di altri in via di sperimentazione, tra cui quelli potentissimi di Gsk, previsti per marzo, e i famosi nanocorpi per spray nasale, le ‘truppe cammellate’, per cui ci vorrà più tempo".

Il virologo: "La cavalleria degli anticorpi sta arrivando"

Insomma, secondo Silvestri siamo vicini alla meta: "La cavalleria degli anticorpi sta arrivando, e mentre aspettiamo - con noi del settore che lavoriamo per farli arrivare in Italia al più presto - cerchiamo tutti di stare calmi (keep calm and carry-on, come dicevano gli inglesi sotto le bombe di Hitler), e di non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come quella di un lockdown generalizzato o di richiudere le scuole". 

Quando arrivano le cure con gli anticorpi?

Ma cos'è questa storia della cura con anticorpi monoclonali? Di questa cura (ipotetica) per la Covid-19 si parla da mesi e mesi, ma ora potremmo essere in dirittura d'arrivo. Secondo Rino Rappuoli, scienziato di fama mondiale, ad e chief scientist della Glaxo Vaccines, a febbraio la cura a base di anticorpi monoclonali potrebbe essere già disponibile: "Uno strumento potente", ne parla così anche il presidente dell’Iss Brusaferro. "Dopo l’arruolamento in un mese-un mese e mezzo contiamo di avere i risultati in base ai quali poter chiedere l’autorizzazione al commercio - dice Rappuoli -  La somministreremo prima ai pazienti Covid, così potremo vedere in tempi brevi se funziona così come gli anticorpi monoclonali hanno funzionato per tanti tipi di tumore e di malattie autoimmuni".

Si tratta di "anticorpi selezionati in laboratorio a partire da campioni di sangue di pazienti convalescenti o guariti, e poi ingegnerizzati". Qual è la differenza tra anticorpi monoclonali e vaccino? Rispetto al vaccino sarebbero efficaci subito, nel momento in cui sono somministrati, "mentre il vaccino impiega diverse settimane a diventare protettivo. Ma la loro efficacia dura 4-6 settimane. Dal vaccino ci aspettiamo invece una protezione di anni" diceva qualche tempo fa lo scienziato. Non c'è una gara tra farmaco e vaccino, spiega oggi lo scienziato: "La terapia monoclonale azzera da subito la carica virale e serve soprattutto a guarire chi è già infetto". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Niente lockdown, ce ne pentiremmo. La cavalleria degli anticorpi sta arrivando"

Today è in caricamento