Lunedì, 1 Marzo 2021

Cos'è questa storia del lockdown degli anziani (e perché è sbagliata)

Chi vuole chiudere in casa gli over 70? L'idea è stata avanzata da tre presidenti di Regione. Ed ecco i motivi che ci fanno dire no. Altrimenti si potrebbero mandare in vacanza in qualche isola tropicale. A spese dei governatori che l'hanno proposta

Chiudere in casa gli anziani per proteggerli dall'epidemia di coronavirus? L'idea è stata proposta dai presidenti delle Regioni Lombardia, Piemonte e Liguria ovvero Attilio Fontana, Alberto Cirio e Giovanni Toti. E se ne fa portavoce quest'ultimo, con l'ausilio (si fa per dire) di un tweet scritto malamente ("da un mio collaboratore", sostiene) che dice che non sono indispensabili per il tessuto produttivo del paese. 

Cos'è questa storia del lockdown degli anziani (e perché è sbagliata)

In realtà, come ha spiegato successivamente lo stesso Toti, il lockdown degli anziani servirebbe, nelle loro intenzioni, a evitare quello di tutti gli altri: "Abbiamo suggerito al governo, prima di prendere altre misure dolorose per l’economia, di intervenire sulla popolazione più fragile, tenuto conto che la maggior pressione ospedaliera e i decessi riguardano gli anziani, che andrebbero protetti molto con misure per fasce di età". Nei giorni scorsi era stata una ricerca dell'Istituto per gli Studi Politici Internazionali a suggerire la stessa soluzione: "La letalità plausibile del virus cresce esponenzialmente con l'età - aveva detto Matteo Villa, ricercatore Ispi - uccidendo meno di 5 persone su 10mila nella fascia d'età 30-39 anni, ma oltre 7 persone ogni 100 tra gli ultra 80enni". Quindi, "pur con tutti i dubbi etici e le questioni politiche - spiega Villa - quella dell'isolamento è una soluzione che crediamo debba essere presa in considerazione da subito, vista la fase grave in cui si trova oggi la pandemia".

giovanni toti anziani non indispensabili-2

E così il nuovo Dpcm di novembre con il lockdown "morbido" e il coprifuoco in tutta Italia potrebbe contenere, secondo le proposte delle Regioni, anche limitazioni alla circolazione di una fascia della popolazione: quella degli over 70 o degli over 65 secondo altre proposte. Anche se secondo alcuni retroscena il punto sarebbe stato già cassato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale non avrebbe nessuna intenzione di varare provvedimenti restrittivi validi soltanto per una parte della popolazione in base agli anni. 

Il nuovo Dpcm di novembre, il lockdown "morbido" e il coprifuoco in tutta Italia

Chi vuole chiudere in casa gli anziani

E questo per due ordini di motivi. Il primo è quello spiegato ieri da Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità: "Gli anziani non vanno chiusi in casa, vanno protetti semmai con diverse strategie a cominciare da un patto generazionale con i più giovani". Il secondo è la tesi che sostiene oggi con Repubblica Roberto Bernabei, professore di geriatria al Gemelli e membro del Cts: "L’idea di bloccare gli over 70 non ha senso per due motivi. Oggi i settantenni sono attivi, hanno performance da cinquantenni. Poi se si chiudono in casa si rischia la sindrome da immobilità, che può essere più letale del coronavirus". E si rischia che anziani con altre patologie restino in casa e non si curino aggravando le loro condizioni. "Gli anziani — aggiunge Bernabei — generalmente hanno problemi di salute e devono poter fare i controlli, quindi uscire. Invece rischiano di essere le prime vittime del rallentamento del sistema sanitario a causa del coronavirus".

In più c'è anche un motivo strategico: negli ultimi 30 giorni solo l’11,7 per cento dei contagiati ha più di 70 anni, la metà della media dall’inizio dell’epidemia che è del 24 per cento. E questo perché attualmente le persone di una certa età si sono già poste in autoisolamento riducendo al minimo i contatti e proteggendosi quando devono uscire in caso di necessità. Questo significa che un provvedimento come quello proposto da Toti, Fontana e Cirio al posto delle zone rosse nelle loro regioni sarebbe sostanzialmente inutile nell'intenzione di ridurre la circolazione del virus e dannoso per la salute di quelli a cui è rivolto.

A dire no è oggi anche Piero Angela in un'intervista al Messaggero: "Io, personalmente, da “over settantenne” giàmi sonomesso in lockdown di mia spontanea iniziativa. Esco cioé il meno possibile, ma lavoro tanto da casa. Poi, certo, devo poter andare alla Rai per registrare il programma. Quindi, se il decreto vieta gli spostamenti in modo generalizzato a tutti gli over 70 come un’unica categoria, mi trova contrario, perché forse corre il rischio di essere discriminatorio. Nel senso che gli over 70 che ancora hanno un’attività devono poter continuare a farla seppur con tutte le precauzioni e le norme anti-Covid. Se il decreto, invece, prevede una regolamentazione agli spostamenti degli over 70 che magari non lavorano, in questo caso specifico posso capirlo e condividerlo. In questa situazione particolare è il caso di stare il più possibile a casa". Anche se magari una soluzione di compromesso si potrebbe trovare: ovvero che gli anziani, invece di essere chiusi in casa, potrebbero essere mandati in vacanza in qualche isola tropicale dove il coronavirus non è ancora arrivato. A spese dei governatori che hanno proposto di isolarli, s'intende. 

Se per Toti gli anziani non sono "indispensabili"

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