Domenica, 29 Novembre 2020
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Perché il pericolo lockdown in Italia è ancora dietro l'angolo

Il Dpcm 24 ottobre potrebbe non bastare per fermare l'epidemia. I numeri dei prossimi giorni potrebbero costringere il governo e le regioni a varare zone rosse nelle grandi città per fermare il contagio. Sotto la lente ci sono Milano, Napoli, Roma, Genova

Il Dpcm 24 ottobre con la didattica a distanza per le scuole superiori e la chiusura dei locali pubblici alle ore 18 basterà a fermare l'epidemia di coronavirus Sars-CoV-2? Mentre il bollettino della Protezione Civile di ieri riportava 17mila nuovi casi e 141 morti, il timore è che i numeri dei prossimi giorni costringano il governo e le regioni a cambiare i propri piani e a varare lockdown territoriali e zone rosse per fermare il contagio. 

Il pericolo lockdown e zone rosse in arrivo

A ipotizzare ieri lockdown mirati in alcune realtà è stato Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute: "L'insieme delle misure sono un passo avanti - ha spiegato - ma non sono sufficienti per affrontare la circolazione del virus in questo momento. Le misure vanno prese in maniere proporzionata alla circolazione del virus e in alcune aree del nostro Paese in questo momento il virus dilaga incontrollato", ha detto a Omnibus prendendosi in risposta le critiche di chi nel governo vuole invece troncare, sopire, sopire, troncare per evitare i danni economici del panico. Ma un retroscena di Repubblica svela oggi che i timori di Ricciardi sono arrivati fino ai piani alti del ministero:

Lo sa bene Speranza, che consulta numeri preoccupanti. Il ministro, che dovrebbe firmare a breve un patto con i medici di base per consentire in alcune circostanze i tamponi negli studi medici, sa bene che la curva è destinata a peggiorare. Va così in tutta Europa, visto che anche la Francia si prepara a ricalcare le misure italiane entro pochi giorni.

Tutti, a Palazzo Chigi, attendono i dati che arriveranno tra mercoledì e domenica, esaurito l’effetto al ribasso del week-end, e l’inevitabile aumento dei decessi, che allarma il premier. E quindi, cosa fare? Prima di dieci giorni non si vedranno gli effetti dell’ultimo dpcm. Intanto, il governo è deciso a muoversi come in occasione del penultimo decreto: favorire nuovi interventi locali e soltanto dopo, se necessario, dare il via a una nuova stretta nazionale.

In particolare sotto la lente ci sono Milano, Napoli, Roma e Genova, che nei prossimi giorni potrebbero subire ulteriori restrizioni negli orari e nella didattica scolastica. E il pericolo dietro l'angolo sono le zone rosse per intere città o per alcuni quartieri. In attesa del blocco dei movimenti tra regioni che costituirebbe l'ultimo passo prima del lockdown nazionale. 

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Il pericolo lockdown a Natale non è ancora scampato

In questa ottica i retroscena di questi giorni dipingono un Giuseppe Conte deciso a varare il Dpcm 24 ottobre dopo un colloquio con Silvio Brusaferro dell'Istituto Superiore di Sanità che spiegava il "quadro di estrema sofferenza, soprattutto in alcune Regioni" che richiedeva, spiega oggi il Corriere della Sera, iniziative stringenti e tempestive "per invertire la curva dei contagi e scongiurare il rischio di trovarsi di fronte all’inevitabilità di un lockdown» a ridosso del Natale". Per questo, ha spiegato il premier oggi in una lettera al Fatto Quotidiano, si è deciso di chiudere ai cittadini i luoghi che avrebbero costituito una tentazione alla mobilità come bar, pub e ristoranti. 

Intanto Emanuele Capobianco, 47 anni, direttore «Salute e Cure» della Federazione internazionale della Croce Rossa, dice che in Europa il rischio è quello di tornare alle chiusure: "Se le misure attuali non funzioneranno dopo una valutazione strettamente scientifica si può pensare a lockdown nazionali di due o tre settimane come già sono stati adottati in Repubblica Ceca, Israele e Irlanda. Così se calano i casi, il sistema test-tracciamento-quarantena può ripartire più efficientemente". Il presidente dell'Ordine dei medici della Liguria Alessandro Bonsignore ha invece chiesto ai cittadini della regione di "comportarsi di fatto come se ci fosse il lockdown, devono limitare gli spostamenti e i contatti al minimo indispensabili per far sì che il sistema sanitario possa reggere". Il pericolo è ancora dietro l'angolo. 

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