Sabato, 15 Maggio 2021

Un lockdown a Natale è possibile

Così Andrea Crisanti, virologo dell’università di Padova, citando l’esempio della Gran Bretagna che ha deciso di chiudere durante le vacanze scolastiche

La paura di tutti si potrebbe avverare. "Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo". Lo ha detto Andrea Crisanti, virologo dell’università di Padova a Studio 24 su Rainews citando l’esempio della Gran Bretagna che ha deciso di fare lockdown durante le vacanze scolastiche.

Possibile lockdown a Natale?

L'esperto mette in guardia sui rischi della nuova fase dell'epidemia. "I mezzi affollati sono una situazione che favorisce il contagio. Una cosa che si potrebbe fare è obbligare i passeggeri a indossare mascherine chirurgiche e vietare l’ingresso con mascherine fai da te. Avrebbe più effetto che discutere se diminuire la capienza", ha osservato il virologo a proposito del dibattito in corso sui trasporti.

Il vero problema, per Crisanti, "è l’impostazione per cui le misure vengono prese per inseguire il virus e non per anticiparlo. È vero che non c’è un manuale per affrontare la pandemia ma dalla prima ondata avremmo dovuto imparare molte cose". L'esperto non risparmia una frecciatina: "Nel Comitato tecnico scientifico manca il supporto tecnico e scientifico degli esperti del mondo accademico. Le persone che ne fanno parte hanno visto la pandemia solo in televisione e non sul campo". 

Come ci stiamo avvicinando a un nuovo lockdown

"L'impatto che le misure adottate dal governo avranno lo sapremo tra un paio di settimane. Sono misure di buonsenso che hanno un impatto sulla qualità della vita, penso che dovremmo invece concentrarci sulla capacità che abbiamo di bloccare la trasmissione del virus sul territorio". E ha fatto un esempio: "In Veneto abbiamo avuto 366 casi e 360 isolamenti, ogni caso genera almeno 10-15 contatti quindi avremmo din isolamento almeno 5mila persone".

Secondo Crisanti "il sistema è collassato, via via che i casi sono aumentati, la capacità di contact tracing e fare tamponi diminuisce e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione del virus".

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