Giovedì, 4 Marzo 2021

L'esperto che propone il "lockdown personale"

L'immunologo Le Foche: "Su cento cose che dovremmo fare facciamone quindici, quelle più urgenti. Dobbiamo proteggerci per i prossimi quattro o cinque mesi"

Un appello alla responsabilità individuale, in sintesi. "Dobbiamo mettere in campo una sorta di lockdown personale, su cento cose che dovremmo fare facciamone quindici, quelle più urgenti. Dobbiamo proteggerci per i prossimi quattro o cinque mesi". Con termini originali l'immunologo clinico Francesco Le Foche ai microfoni di Rai Radio2, ospite de 'I Lunatici', dice qualcosa di molto chiaro. "Il numero dei contagiati cresce - ha aggiunto - c'e' una diffusione del numero dei contagi, la patologia che stiamo affrontando è diversa rispetto a marzo, è molto piu' tranquilla. Dobbiamo fare in modo che il numero non cresca, che la diffusione sociale del virus non ne aumenti la carica, perché questo potrebbe far aumentare il numero di posti occupati nei reparti e nelle terapie intensive".

"Il desametasone è un cortisonico che costa poco e salva le vite"

A che punto siamo sul fronte delle cure alla COVID-19? "Ci sono già terapie che funzionano bene - assicura l'immunologo - Il desametasone è un cortisonico che costa poco e salva le vite umane. Ne ha parlato uno studio inglese e noi lo confermiamo. Comporta un miglioramento clinico del paziente e riduce la mortalita' di moltissimo. Associato ad altri farmaci di supporto va molto bene. Aspettiamo gli anticorpi monoclonali che sono una prospettiva molto valida, che potranno essere utilizzati preventivamente nel personale sanitario per prevenire il contagio ospedaliero".

Pochi dubbi invece sul fatto che per il vaccino i tempi sono più lunghi: "Ci vorrà qualche mese per l'industrializzazione e la somministrazione. Io credo che l'industrializzazione verrà prodotta già in primavera, potremo dare la vaccinazione a tante persone. I casi si ridurranno e noi andremo verso la fine di questa pandemia". Sulla differenza tra oggi e marzo, invece, Le Foche ha ricordato come "ora i contagi sono molti in Lombardia, ma si sono spalmati in tutta la penisola. I casi sono meno gravi perché li vediamo prima e li trattiamo meglio. Sono molto meno importanti. E si muore di meno. Sappiamo gestire molto meglio il paziente". 

Le Foche: "I pazianti arrivano spesso in buone condizioni e li dimettiamo bene"

"Dobbiamo ancora controllare bene il territorio, organizzarlo meglio, ma questo è quello che succede nei reparti. Tranquillamente trattiamo il paziente, che spesso esce in tempi rapidi. Arrivano spesso in buone condizioni e li dimettiamo bene. Dobbiamo organizzare delle strutture esterne che accolgano il paziente in modo che non ci sia una condizione di contagi tra familiari.

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