Giovedì, 4 Marzo 2021

Le zone rosse in quattro regioni e lo stop agli spostamenti territoriali

Il governo lavora ai criteri per le chiusure tra zone ad alta trasmissione del virus. Allo studio una stretta che riguarderà le attività commerciali e le risorse per creare i Covid Hospital

Lombardia, Piemonte, Campania e Valle d'Aosta sono le quattro regioni più a rischio nella seconda ondata dell'epidemia di coronavirus e in questi territori potrebbero presto arrivare i lockdown provinciali e quindi le zone rosse. 

Le zone rosse in quattro regioni e lo stop agli spostamenti territoriali

Il governo sta lavorando ai nuovi criteri in base ai quali le Regioni dovranno garantire le chiusure locali, che vedranno la luce già nel Dpcm in preparazione per lunedì 2 novembre. Nel provvedimento dovrebbe esordire anche lo stop alla mobilità tra una regione e l'altra, anche se una decisione non è stata ancora presa. Il Piemonte e la Lombardia sono attualmente i territori in cui l'indice di contagio Rt è sopra 2, ovvero il doppio del limite disegnato negli scenari dell'Istituto Superiore di Sanità. Il bollettino della Protezione Civile ieri ha certificato che in testa alle regioni con il più alto numero di nuovi positivi trovati nelle ultime 24 ore sempre di gran lunga la Lombardia, che sfiora di nuovo i 9 mila infetti (8.919). Segue la Campania con 3.669, poi Piemonte 2.887, Veneto 2.697, Toscana 2.540, Lazio 2.289. 

E infatti proprio ieri il Piemonte ha convertito in Covid Hospital 16 ospedali: sono stati dedicati alla cura del virus a Torino l'Ospedale Martini, con chiusura del Dea, e parzialmente il Cto, con la conversione della Medicina del lavoro, parte della Rianimazione e dell'Ortopedia. Diventano Covid Hospital, in provincia di Torino, anche Venaria, Giaveno, Cuorgnè, Lanzo e Carmagnola, mentre il San Luigi di Orbassano converte alla lotta contro la pandemia il 50% dei posti letto ma tiene aperto il Dea.

Nel Cuneese, invece, vengono convertiti gli ospedali di Saluzzo e Ceva, in provincia di Alessandria la Clinica Salus e l'ospedale di Tortona, in provincia di Asti l'ospedale di Nizza Monferrato, nel Novarese l'ospedale di Galliate, nel Vercellese quello di Borgosesia (con Punto di primo intervento - PPI - aperto h24) e nel Vco il presidio Coq di Omegna. I dati dell'Unità di Crisi sulla diffusione dell'epidemia, del resto, lasciano pochi dubbi sul da farsi. I piemontesi in isolamento sono quasi 30mila e aumentano anche i ricoverati: in terapia intensiva sono 174 (+15 rispetto a ieri), negli altri reparti 2.683, 136 in più rispetto a ieri. 

Il nuovo Dpcm lunedì 2 novembre?

Lombardia, Piemonte, Campania e Valle d'Aosta

Il Mattino scrive oggi che tra le regioni sotto osservazione ci sono la Campania, ma anche la Liguria, la Toscana, l'Umbria e alcune zone del Veneto. Il Cts certifica che bisogna ragionare intorno alla chiusure di intere aree metropolitane come Milano e Napoli, mentre in affanno ci sono anche Torino, Genova e alcune aree meno estese come Monza, Varese, Prato, Pistoia e Caserta. 

L'indice di trasmissibilità Rt del Covid-19 nel periodo 8-21 ottobre 2020 in Valle d'Aosta è di 1,89. Hanno un indice di contagio più alto Piemonte (2,16), Lombardia (2,09), e Provincia autonoma di Bolzano (1,96). In base al monitoraggio sono 11 le regioni classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di Sars-CoV-2 e quattro regioni (Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte), più la provincia di Bolzano, sono nello scenario 4. Delle 11 regioni, cinque sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale ma il dato non è attendibile perché la sorveglianza è insufficiente al momento della valutazione. Altre otto Regioni e Province autonome sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Quelle a rischio alto sono l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, la Valle d'Aosta e il Veneto. Il Messaggero scrive che il nuovo Dpcm in arrivo per il 2 novembre dovrebbe quindi contenere: 

  • aperture ridotte dei negozi per contenere il contagio: si punta alle 18 per tutti;
  • stop a barbieri, parrucchieri ed estetisti;
  • risorse per creare altri Covid Hospital;
  • il divieto di oltrepassare i confini regionali.

Il quotidiano conclude spiegando che con grande probabilità la misura non interesserà per intero la Penisola ma, via via, sarà imposta in alcune regioni tenendo conto dei dati disponibili almomento. Le più a rischio in questo momento a causa di un indice di trasmissione del virus particolarmente preoccupante sono Lombardia, Campania, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano. Osservati speciali, però in una situazione considerata di poco migliore, anche Lazio e Toscana che, quindi, potrebbero essere toccate dal provvedimento solo in un secondo momento. 

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