Martedì, 20 Aprile 2021
Le nuove misure allo studio

Il lockdown nei weekend come a Natale e le misure rafforzate in zona gialla: la nuova stretta chiesta dal Cts

Gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno dato al governo alcune indicazioni di massima sulle misure da prendere per contenere la terza ondata della pandemia. Eccole

Il governo Draghi ha chiesto un parere agli scienziati del Comitato tecnico scientifico per valutare la possibilità di eventuali nuove misure restrittive anti covid alla luce dell'aumento dei contagi e per cercare di contenere la terza ondata della pandemia. Ormai ci sono pochi dubbi sul fatto che il Dpcm varato lo scorso 2 marzo sarà modificato pochi giorni dopo la sua entrata in vigore. A un anno esatto dal primo lockdown l'Italia rischia di dover richiudere, ma si allontana l'ipotesi di una serrata totale e generalizzata come nel marzo 2020. La decisione del governo arriverà entro venerdì 12 marzo.

Lockdown nei weekend come a Natale e misure rafforzate in zona gialla: ecco le richieste del Cts

Il Comitato tecnico scientifico ha escluso il lockdown nazionale: la strada giusta resta il sistema a fasce e gradualità, ma tutte le regole - hanno spiegato gli esperti - vanno inasprite. L'indicazione sull'area di rischio maggiore data dagli esperti al governo nella riunione di oggi prevede che la zona rossa scatti in automatico appena si supera la soglia dei 250 casi su 100mila abitanti in sette giorni, senza tuttavia ricorrere ad un lockdown nazionale. Una zona rossa che sia però totale, rafforzata, con misure stringenti perché ad oggi in molte realtà non è così. Il passaggio in zona rossa - ha raccomandato il Cts - deve essere quindi automatico e non a discrezione del governatore come prevede ora il Dpcm. Ecco nel dettaglio le richieste del Cts per una nuova stretta, vista la mutata situazione epidemiologica:

  • rafforzare le misure per le zone gialle, con l'obiettivo di ridurre i contatti tra le persone;
  • istituire zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno;
  • imporre chiusure nei fine settimana, come già fatto durante le vacanze di Natale;
  • ridurre l'incidenza per ristabilire il tracciamento dei contatti;
  • velocizzare la trasmissione dei dati per evitare di fare valutazioni su dati vecchi;
  • estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile. Per gli esperti c'è la necessità di potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti;
  • no ad un lockdown nazionale, sì al mantenimento dell'Italia a colori. Per il Cts la strada giusta resta il sistema a fasce e gradualità, ma tutte le regole, per ogni livello, vanno inasprite.

Per poter applicare la soglia dei 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti per far scattare la zona rossa, secondo quanto avrebbero spiegato gli esperti del Comitato tecnico scientifico, è necessario velocizzare la trasmissione dei dati così da avere un'incidenza più rispondente al periodo che si sta valutando e non corrispondente a due settimane prima. Non solo. Durante il periodo delle vacanze natalizie tutti i festivi e prefestivi sono stati considerati zona rossa: questa potrebbe essere la direzione che prenderà il governo in vista della Pasqua, il prossimo 4 aprile, dopo la riunione del Comitato tecnico scientifico convocata d'urgenza dall'esecutivo per la risalita dei contagi. Gli spostamenti tra le regioni in questo momento sono vietati fino al prossimo 27 marzo, ma una proroga che includa anche la settimana di Pasqua e Pasquetta è molto probabile.

"Se chiedete la mia posizione su un lockdown nazionale, penso che adesso non serva qualcosa di generalizzato. Vanno guardati i dati di settimana in settimana. Sicuramente un rafforzamento di alcune misure è necessario. Nel frattempo la vaccinazione va avanti", ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a margine di una manifestazione davanti a Palazzo Chigi. "Non sono favorevole a un lockdown generalizzato, ma a misure chirurgiche più o meno ampie a seconda delle aree. Un rafforzamento in alcune aree del Paese vi è già stato con le nuove regioni che hanno cambiato colore".

Intanto, si moltiplicano le chiusure e le restrizioni a livello locale decise dai governatori, che potrebbero anticipare un nuovo intervento del governo a livello nazionale già entro la fine della settimana. Con il nuovo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute la maggior parte delle regioni finirà in fascia rossa e arancione (in giallo potrebbero rimanere soltanto Sardegna, Sicilia e forse Valle d'Aosta e Liguria) e dunque scatteranno le misure più restrittive, con la chiusura dei ristoranti anche a pranzo in zona arancione e dei negozi in zona rossa. Fino a venerdì non dovrebbero dunque esserci nuovi interventi da parte del governo e si continuerà con le misure locali. Oltre alla divisione per colori su base regionale in vigore ormai da mesi, anche a livello locale si moltiplicano infatti le ordinanze per lockdown mirati e zone rosse o arancioni rafforzate in aree particolarmente colpite da aumenti di contagi o focolai causati dalle varianti.

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