Mercoledì, 2 Dicembre 2020

"In Lombardia serve il lockdown, siamo vicini al collasso": i pronto soccorso lanciano l'allarme

Parla Guido Bertolini, responsabile del Coordinamento Covid-19: "Ormai è tardi per altro, dobbiamo chiudere. Ogni giorno di ritardo ha un impatto incredibile". Ma la Regione smentisce le indiscrezioni su una nuova stretta

Foto di repertorio

 "Chiediamo di applicare, subito, le misure più restrittive di contenimento della diffusione del virus nella società, su tutto il territorio regionale, o almeno nelle aree più a rischio (come Milano) senza indugio e a costo di impopolarità. Le ultime misure rappresentano un passo avanti, ma purtroppo non sono sufficienti". A lanciare l'allarme, raggiunto dall'AdnKronos Salute, è Guido Bertolini, responsabile del Coordinamento Covid-19 dei pronto soccorso lombardi.

Coronavirus, in alcune zone della Lombardia "la situazione è vicina al collasso"

"Siamo arrivati al punto che è necessario un lockdown" spiega Bertolini. "La situazione di rischio è generalizzata, riguarda tutta la regione. Soprattutto in alcune aree il sistema assistenziale è vicino al collasso. Milano è più avanti, ma anche altre province hanno quell'andamento esponenziale che preoccupa". Per i medici dunque è arrivato il momento di chiudere. "Quando la crescita esponenziale entra nella fase ripida di salita - dice Bertolini  - non c'è più modo di controllarla. Ed è necessario chiudere. Ormai è tardi per altro. Qualunque misura ha effetti fra 10-15 giorni. Anche se chiudiamo tutto adesso, per 15 giorni andremo avanti a vedere questa crescita impressionante dei contagi e dei malati che hanno bisogno di cure con sofferenza degli ospedali. Se i pronto soccorso sono in una situazione quasi ingestibile, ed è così, quella sofferenza poi arriva a tutti i livelli. Anche la società non viene risparmiata".

Lombardia, perchè i medici dei pronto soccorso chiedono il lockdown

Bertolini pensa alle proteste di piazza di questi giorni. "La narrazione che ci stiamo facendo purtroppo non credo sia vera - osserva - Quello che non si riesce a comprendere è che lasciare aperto non significa che l'economia potrà correre, con una patologia di queste proporzioni in circolazione. Gli effetti che genera, l'impatto sull'economia, temo siano maggiori di quelli che si avrebbero con la scelta di chiudere per un periodo limitato. Chi ha un esercizio non può accettare questa visione, ma i dati sono chiari e ci sono già studi che calcolano i costi della pandemia, indipendenti dalle chiusure".

"Saremo obbligati a chiudere, ogni giorno di ritardo ha un impatto incredibile"

Bertolini è pessimista. "Temo che il lockdown saremo obbligati a farlo e lo capiremo quando inizieremo a vedere le stesse cose che abbiamo visto a Bergamo a marzo-aprile. Scene veramente impressionanti - come la processione di camion militari che trasportano bare - che tutti abbiamo nella mente. Penso che arriveremo lì perché ogni giorno di ritardo ha un impatto incredibile. Io capisco che bisogna salvaguardare l'economia, la società, ma qual è il modo migliore per farlo? A questa domanda non abbiamo ancora dato una risposta credibile. Ma è giusto che le persone sappiano qual è la reale situazione e in che direzione stiamo andando".

La Lombardia verso il lockdown?

E della possibilità di un lockdown in Lombardia parla oggi anche "Il Messaggero" che in un articolo a firma di Claudia Guasco spiega che le nuove misure sarebbero allo studio del governatore Attilio Fontana. 

"Il documento è da giorni in fase di approfondimento. Il presidente Fontana si sta confrontando con le organizzazioni di categoria, a cominciare da Assolombarda che riunisce le imprese, per stabilire quale parte produttiva possa continuare a lavorare. L’intenzione sarebbe quella di chiudere le attività non ritenute essenziali. Per il resto, tutti a casa". 

A stretto giro è arrivata però la smentita della Regione Lombardia. "Le notizie pubblicate dal quotidiano 'Il Messaggero'  sono false" si legge in una nota del Pirellone. "Non si riesce proprio a capire perché una parte dell'informazione si ostini a seminare insicurezza, instabilità e paura. Di tutto abbiamo bisogno, tranne che di questo". 

coronavirus lockdown lombardia-2

Ricciardi: "Milano e Napoli devono andare in lockdown"

Della necessità di un lockdown totale a Milano (oltre che in altre aree metropolitane della penisola) è invece convinto Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute.  "Ci sono delle aree del paese - ha fatto sapere Ricciardi - dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non sono valide per fermare il contagio. A Milano e Napoli uno può prendere il covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l'autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del paese no".

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