Mercoledì, 3 Marzo 2021
Coronavirus

Sindrome 'long covid', quelli che guariscono ma non si riprendono

L'Oms sta indagando su questa particolare condizione: alcuni pazienti sconfiggono la malattia provocata dal coronavirus Sars-CoV-2, ma continuano ad avere problemi a lungo termine 

Foto di repertorio Ansa

Il tampone negativo, la buona notizia che conferma che il coronavirus è passato, è stato sconfitto. Eppure qualcosa non va. La tossa è ancora persistente, così come la stanchezza estrema e l'intolleranza all'attività fisica. Si tratta di una condizione in cui si trovano alcun pazienti guariti dal Covid 19, che però soffrono di una sindrome chiamata 'long covid', in cui alcuni sintomi e malesseri portati dalla malattia si protraggono anche dopo che il virus è stato debellato. 

Una condizione molto particolare su cui l'Organizzazione mondiale della sanità intende indagare: "Sono state raccolte diverse evidenze. Ci sono persone che si sono riprese dalla malattia provocata dal coronavirus Sars-CoV-2 che continuano ad avere problemi a lungo termine, come quelli descritti''.

Sindrome long covid: le raccomandazioni dell'Oms

Tanto che una delle raccomandazioni formulate dall'Oms nelle linee guida riviste sulla gestione clinica è che i pazienti con Covid - sia confermato che sospetto - abbiano accesso alle cure di follow-up se hanno sintomi persistenti, nuovi o mutevoli. "Comprendere questa condizione post Covid è una delle aree di lavoro prioritarie dell'Oms", assicurano in una nota. E per questo a febbraio 2021 verranno organizzate "una serie di consultazioni per raggiungere un consenso su una descrizione di questa condizione e dei suoi sottotipi e sulle definizioni dei casi. Questa comprensione scientifica porterà anche a definire un nome per questa condizione. Le consultazioni includeranno un'ampia gamma di parti interessate, inclusi gruppi di pazienti", annuncia l'Oms.

Intanto, fra le raccomandazioni contenute nelle linee guida riviste sulla gestione clinica dei malati, l'Oms suggerisce per i pazienti Covid che si trovano a casa l'uso del saturimetro per misurare i livelli di ossigeno nel sangue. Questo tipo di monitoraggio deve essere coordinato con altri aspetti dell'assistenza domiciliare, come l'educazione del paziente e del caregiver e il regolare follow-up del malato.

Per chi è ricoverato viene suggerito l'uso di anticoagulanti a basso dosaggio per prevenire la formazione di coaguli di sangue nei vasi sanguigni (trombosi). Per chi è ospedalizzato e sotto ossigeno (compreso quello nasale ad alto flusso) o ventilazione non invasiva, l'Oms suggerisce di 'pronare' i pazienti posizionandoli a pancia in giù da svegli per aumentare il flusso di ossigeno.

Le linee guida includono anche raccomandazioni sull'uso di pacchetti di assistenza per sistematizzare la fornitura di cure per i pazienti Covid, e la raccomandazione di favorire, nel prendere decisioni per la cura del paziente, il giudizio clinico rispetto ai modelli. Le raccomandazioni sono state formulate da un gruppo di esperti indipendente, il Guideline Development Group, sulla base di "rapide revisioni dettagliate di tutte le evidenze disponibili", e vengono aggiornato regolarmente man mano che arrivano più dati.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sindrome 'long covid', quelli che guariscono ma non si riprendono

Today è in caricamento