Martedì, 9 Marzo 2021

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Luca Parmitano: "Anche gli astronauti hanno paura" | LA VIDEOINTERVISTA

In libreria con il bestseller "Volare", in cui racconta la sua esperienza nello spazio, Parmitano mette in luce oneri e onori del suo lavoro - dal faticoso addestramento all'opportunità di vivere meravigliose avventure - umanizzando la figura dell'astronauta, nell'immaginario collettivo visto come una sorta di supererore: "Siamo persone normalissime"

Luca Parmitano, classe 1976, siciliano - di Paternò - professione astronauta. Ma non chiamatelo "supereroe". Lo abbiamo incontrato a Roma, in occasione di un incontro con il pubblico per la riedizione del suo bestseller "Volare" (edito da Rai Eri), e la prima cosa che colpisce di lui è la sua semplicità.

Si racconta al pubblico con generosità e simpatia, senza risparmiarsi - soprattutto con i bambini che lo guardano con ammirazione e curiosità - poi lo fa ai nostri microfoni. 

"L'avventura non finisce mai per un astronauta - assicura - Il nostro lavoro ci permette di viaggiare in tante direzioni diverse, dallo spazio alle caverne e perfino sott'acqua".

Il primo italiano a passeggiare nello spazio, nel 2013, il prossimo anno una nuova missione, ma come ci si prepara ad affrontare una sfida del genere? "Ci addestriamo a lungo - spiega Parmitano - La preparazione per una missione di 6/7 mesi comincia circa due anni prima, perché è necessario apprendere tante specialità diverse. Per chi come me sarà il pilota della navetta, insieme al comandante, servono 6 mesi in più rispetto agli atri colleghi. Dopodoché iniziamo ad operare sulla stazione spaziale internazionale e dobbiamo essere in grado di effettuare attività extraveicolari, questo richiede un addestramento specifico".

L'addestramento dunque è fondamentale, soprattutto per non farsi trovare impreparati in situazioni di emergenza. Paura? "Certo che anche io ho paura - risponde senza pensarci - Sfatiamo il mito dell'astronauta invincibile. L'astronauta è una persona normalissima che ha l'opportunità di fare cose straordinarie. E' importante non aver paura di aver paura, non temere di esporsi al rischio, proprio perché l'addestramento ci permette di rispondere alle situazioni di emergenza e in tutti quei casi in cui le cose non vanno come dovrebbero".

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