Mercoledì, 3 Marzo 2021
Firenze

"Gli ultimi sms di mia madre, morta di Covid a 55 anni. Ora basta con i negazionisti"

Il toccante post di Eleonora, 21enne di Reggello, in provincia di Firenze: "Era la persona più dolce del mondo, non doveva morire. Ma se scrivo il motivo è un altro"

Foto di repertorio

“La nostra mamma non ce l'ha fatta. La nostra mamma è stata portata via con un'ambulanza il 6 novembre. Qualche giorno con il casco. Eravamo preoccupati, senza dubbio, ma sereni. La nostra mamma non aveva alcuna malattia pregressa. La nostra mamma stava bene. La nostra mamma aveva 55 anni”. Quello condiviso su facebook da Eleonora, 21enne di Reggello, in provincia di Firenze, non è solo un post per dire addio alla mamma. Ma anche un atto di accusa contro chi pensa e si compora come se il virus non esistesse. La giovane, come riporta “Repubblica”, ha pubblicato gli ultimi sms che si è scambiata con la madre, chiedendo ai suoi amici e conoscenti di condividere il suo appello perché, si legge, bisogna mantenere alta l’attenzione “anche se siamo stufi delle distanze, delle limitazioni. Ci si ammala anche seguendo le regole”. Ad ammalarsi, lo scorso novembre, è stata anche la mamma di Eleonora, Lucia Cosimi, maestra elementare di 55 anni, devota al suo lavoro al punto che in uno degli ultimi messaggi si preoccupa anche di farsi mandare il certificato dalla sua preside.

“La mia mamma è morta il 22 novembre” racconta Eleonora nel post. “Lucia aveva 55 anni. Lucia lascia un marito della stessa età e due figli, di 24 e 21 anni. Lucia stava bene poche settimane fa, quando, come ogni giorno, l'ho chiamata al telefono. Erano giorni che tossiva ininterrottamente. Mi ha detto:’Tesoro, scusami, ci sentiamo quando mi passa questa tosse’”. Il 6 novembre scorso il ricovero. Ma nessuno pensava al peggio.

“Questi sono i messaggi che è riuscita a scambiarsi con noi quando aveva il casco”, si legge ancora nel post. “Cioè, quando aveva il casco e vedeva molto male la tastiera del telefono”.

“Un giorno è stata intubata. Eravamo positivi: faremo tutto quello che bisognerà fare, aspetteremo tutto il tempo che bisognerà aspettare. Dopo dieci giorni la tragica chiamata dall'ospedale: ci vuole un miracolo. Le fanno una terapia sperimentale, bisogna crederci e mandarle tanta forza, ‘il gioco di squadra di solito funziona’ mi dice una dottoressa. È così. Migliora. Il primario è entusiasta, lo sono anche gli anestesisti, ‘che sono sempre i più cauti’. La mattina di due giorni dopo chiamo il mio babbo, come sempre. Siamo felicissimi. Attacco, e mentre lo faccio penso:"Che cavolo però.. Aspettare le due per avere buone notizie è un po' una noia’. L'ospedale chiama sempre di primo pomeriggio, una volta al giorno. Dopo 15 minuti ci chiamano il primario e l'ospedale. La nostra mamma ha avuto un tracollo nella notte. È morta”.

E a leggerli, quei messaggi, è impossibile non avere una stretta al cuore. “Ti vogliamo tanto tanto bene”. “Ciao tesoro, un abbraccio a tutte”. E ancora: “Buongiorno, come ti senti? Quando puoi mandaci una foto”. “Non fare scherzi”. Parole semplici, ma cariche d’amore. In un’altra conversione la 55enne provava a rassicurare i familiari. “Ho fatto le lastre, il polmone non è messo male. Deve solo migliorare”. “Meno male, vai forte così”. “Ti amo”. “Anche noi ti amiamo, speriamo che senti la nostra vicinanza”. Purtroppo per Lucia non c’è stato nulla da fare. Se n’è andata in quel letto d’ospedale, da sola, lasciando nello sconforto il marito Piero e i figli Elia ed Eleonora.

Ma “la ragione di questo post non è la nostra mamma” scrive la 21enne su facebook.

“La nostra mamma che non doveva morire, la nostra mamma che poco più di un mese fa stava bene, la nostra mamma che era la persona più dolce del mondo, la nostra mamma che è morta a poco tempo dal vaccino, la nostra mamma che in quei tre giorni che non era sedata aveva diffuso così tanto amore che per tutti era ‘La Maestrina’, la nostra mamma che piangono anche i medici, la nostra mamma sulla cui bara, gli stessi, hanno messo delle luci. La nostra mamma che non può lasciare alcun vuoto, tanto ci ha riempiti. La nostra mamma che non ha mai dato solo a noi tre. Il motivo è un altro: è l'uomo agitato in fila alla motorizzazione.

Si mette la mascherina sotto il naso, sbuffa, se la sposta sul mento, sbuffa ancora, si muove nella stanza, allarga le braccia, soffia. Mi giro verso di lui, lo fisso. Lui mi guarda, io lo guardo. Sento qualcosa salire. Gira lo sguardo, continuo a fissarlo. Mi guarda, lo guardo. Non sono riuscita a dire niente, tanta era la rabbia. Non ce l'ho fatta. Dei negazionisti poi non me ne è mai fregato niente, tempo ed energie persi. Però leggere e sentire tanti contro il vaccino, non lo accetto. Non lo accetto e vi chiedo aiuto”.

Vi chiedo cortesemente la massima condivisione. La mia mamma è morta il 22 novembre. Lucia aveva 55 anni. Lucia lascia...

Pubblicato da Eleonora Proietti su Domenica 20 dicembre 2020
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