Mercoledì, 14 Aprile 2021

"Ogni mattina mi alzo e combatto, aiutatemi": l'appello di Luisa, prof malata di cancro

L'appello di Luisa Stracqualursi, 50 anni. Le cure negli Stati Uniti sono la sua ultima speranza, ma sono costosissime. Come aiutare

Luisa Stracqualursi e la lezione di vita ai suoi studenti. Foto da gofundme.com

La sua voglia di vivere è immensa e d'altra parte l'ha “insegnato” anche ai suoi studenti nella sua ultima lezione, nella quale ha parlato con loro del suo cancro: mai arrendersi. “Ogni mattina mi alzo e combatto”: si chiude così l'appello di Luisa Stracqualursi. Luisa è una ricercatrice riminese, che fino a quando la malattia gliel'ha permesso ha insegnato statistica a Scienze diplomatiche e internazionali del campus universitario di Forlì.

L'appello di Luisa Stracqualursi

La sua lotta contro un cancro al seno in stato avanzato l'ha portata a vincere la comprensibile ritrosia a “mettere in piazza” la sua lotta contro la morte. Nel suo appello spiega dettagliatamente la sua situazione e soprattutto la necessità di poter accedere, come ultima chance di salvezza, a cure molto costose che vengono praticate solo in America, la cosiddetta terapia Car-T, che sta avendo importanti riscontri nella recessione delle metastasi.

Il caso di Luisa Stracqualursi, 50 anni, è molto simile a quello di Lorenzo Farinelli, 34enne di Ancona, medico di professione e attore per passione, per il quale l'Italia si è mobilitata con una straordinaria raccolta fondi, raggiungendo la cifra di 500mila euro in pochi giorni per la terapia Car-T. Anche per Luisa le cure hanno quel costo. La professoressa riminese e la sua famiglia sono riuscite a mettere assieme circa 200mila euro coi loro risparmi, ma ne mancano ancora 300mila.

Raccolta fondi per Luisa: tutte le informazioni per donare

Gli amici, i colleghi e gli studenti hanno lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma gofundme.com, che garantisce che ogni centesimo donato vada alla causa indicata. Per Luisa Stracqualursi è stato anche realizzato un sito internet (qui il link) che dà tutte le informazioni necessarie per contribuire, sia col crowfunding che con altre modalità, come il classico bonifico bancario, paypal e postepay.

Luisa Stracqualursi e la lezione di vita ai suoi studenti

Al campus di Forlì è ancora molto vivo il ricordo della sua ultima lezione universitaria prima di congedarsi a causa della terribile malattia che la stava divorando. La professoressa voleva fare un commiato semplice, riservato, asettico. Ma poi nel tragitto per andare all'università ritenne che anche quello dovesse diventare un momento educativo per i suoi studenti poco più che ventenni. La professoressa Stracqualursi colse quell'occasione per condividere una lezione che raramente fa capolino nelle aule universitarie, quella della paura più profonda dell'essere umano che può diventare “motore” per fare scelte importanti, cogliere l'essenzialità delle cose e trasformare le avversità in opportunità, la stessa celebre lezione di Steve Jobs a Stanford. Un invito finale ai suoi studenti a vivere appieno la loro esistenza, senza mai arrendersi.

La battaglia di Luisa Stracqualursi

La ricercatrice riminese è stata poi coerente col suo insegnamento ed ora tenta l'ultima carta di salvezza, per niente scontata. In Italia non ci sono più cure per lei, ma ce ne sono - di costosissime - in America, da qui la raccolta fondi. “Ero tentata di arrendermi, di non accettare le terapie invasive e con scarse possibilità, ma da quel discorso agli studenti mi sono resa conto che indicavo loro il contrario di quello che stavo facendo”, spiegò la professoressa romagnola in un'intervista a 'La Vita in diretta' su Raiuno un anno fa. Ed ora ancora combatte.

Le cure necessarie negli Stati Uniti

Queste nel dettaglio le cure necessarie: le terapie immunoterapiche disponibili nel nostro Paese non possono essere usate su Luisa perché quelle che usano farmaci (ad esempio anticorpi specifici) in grado di attivare le cellule immunitarie direttamente nel corpo del paziente – terapie già applicate in diversi ospedali italiani (a Siena, a Milano) – necessitano di target, cioè di recettori a cui agganciare i farmaci immunoterapici. Luisa, purtroppo, non ha i recettori necessari, mentre le terapie note come “CAR-T”, che usano direttamente cellule immunitarie del paziente, sono attualmente disponibili in Italia esclusivamente per il trattamento di leucemie e linfomi. Il tumore di Luisa è, invece, un tumore al seno. L'unica possibilità che le rimane di vivere è sottoporsi ad una procedura di immunoterapia sperimentale disponibile solo negli USA, presso l'equipe di Steven Rosenberg (National Institutes of Health di Bethesda del Maryland). Altri pazienti nelle condizioni di Luisa Stracqualursi stanno guarendo con questa terapia.

Luisa ha un carcinoma infiltrante metastatico, esordito nel 2014, con comparsa di metastasi nella spina dorsale e in due linfonodi nel dicembre 2017, che ha trattato con interventi, radio e chemio. Nel giugno 2018 sono comparse metastasi anche nel linfonodo adiacente al pericardio, non irradiabile asportato in toracoscopia. A gennaio 2019 sono comparse metastasi ossee nell’anca destra e terza costola sinistra. Ha seguito un intervento di ablazione, radio e chemio.

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