Martedì, 18 Maggio 2021
Ora è il tempo della cura

Così la pandemia ha fatto esplodere il disagio nelle famiglie più fragili: bambini più a rischio maltrattamenti

“Il nostro Paese è arrivato impreparato alla prova della pandemia”, denuncia il Cesvi, che ha lanciato l’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia

La pandemia che da oltre un anno ha stravolto completamente le vite di tutti ha avuto un forte impatto sulla salute mentale collettiva e a pagare il prezzo più alto sono, come spesso accade, i bambini e i ragazzi, maggiormente a rischio di maltrattamento anche all'interno delle mura domestiche. La paura di ammalarsi, la riduzione dei contatti sociale, le preoccupazioni economiche, le difficoltà dell’insegnamento online: questi e molti altri fattori hanno inevitabilmente pesato sui genitori e di conseguenza anche sui più piccoli. Isolamento, maggiori difficoltà e tensioni, hanno contribuito all’aumento del burnout genitoriale, situazione in cui è stato dimostrato essere più probabile che i bambini e le bambine vengano maltrattati anche in presenza di fattori protettivi quali, ad esempio, il livello di reddito o di istruzione, dal momento che si tratta di un fenomeno che colpisce potenzialmente tutti i tipi di famiglie.

È quanto emerge dalla quarta edizione dell'Indice regionale sul maltrattamento all'infanzia in Italia curato dalla Fondazione Cesvi, che punta l’attenzione su una situazione di sofferenza generalizzata, con le future generazioni messe gravemente a rischio, e sulla necessità di adottare, quanto prima, un intervento multidimensionale di medio e lungo termine per le politiche di prevenzione e contrasto al maltrattamento, oltre a quelle di cura della salute mentale per evitare che il trauma da Covid-19 accresca il fenomeno. 

Pandemia, disagio mentale e conflittualità nelle famiglie più fragili

Il prolungarsi della pandemia, denuncia Cesvi, ha reso cronica e strutturale l'emergenza della prima ondata, logorando lentamente la capacità di resilienza e resistenza psicologica e sociale. Dalla ricerca è emersa l'opinione condivisa sull'esistenza di uno specifico "trauma collettivo da Covid-19" che di fatto ha agito da detonatore di disagio grave, in special modo tra le persone e le famiglie già fragili o con traumi pregressi, nelle quali infatti è aumentata in modo preoccupante la conflittualità, la violenza contro le donne e la violenza assistita e subita dai minori. 

Ad aggravare il quadro complessivo della situazione di bambini e adolescenti in Italia, il dato riportato dall'Indice che riguarda l'impatto del Covid-19 sulla loro salute mentale: in generale c'è stato un aumento nelle richieste di aiuto psicologico per bambini/e e ragazzi/e e si è registrato un aumento dei tentativi di suicidio di ragazzi/e, specie durante la seconda ondata della pandemia: dall'ottobre del 2020 fino ad oggi sono aumentati del 30% i tentativi di autolesionismo e di suicidio da parte degli adolescenti, secondo i dati raccolti dell'ospedale pediatrico di Roma Bambin Gesù. Da qui l'urgenza di un intervento sul sistema dei servizi alla famiglie a i minori, chiesto a gran voce da Cesvi. "È arrivato il tempo della cura, non possiamo più permetterci di essere indifferenti su questo tema", è il commento della presidente della Fondazione Cesvi, Gloria Zavatta, che ha ricordato inoltre che "l fenomeno è ampiamente sottostimato: per ogni caso denunciato ce ne sono nove sommersi". Il nostro Paese, ha aggiunto Zavatta, "si è presentato chiaramente impreparato alla prova della pandemia", dopo "anni di mancati investimenti". 

La mappa del rischio maltrattamenti da Nord a Sud

L'Indice analizza la vulnerabilità al maltrattamento dei bambini nelle singole regioni italiane, attraverso l'analisi dei fattori di rischio presenti sul territorio e della capacità delle amministrazioni locali di prevenire e contrastare il fenomeno tramite i servizi offerti. Il risultato è una graduatoria basata su 64 indicatori classificati rispetto a sei diverse capacità che rappresentano la struttura portante dell'Indice: capacità di cura di sé e degli altri, di vivere una vita sana, di vivere una vita sicura, di acquisire conoscenza e sapere, di lavorare e di accesso a risorse e servizi.

Dall'indice Cesvi emergono forti differenze tra Nord e Sud: nelle regioni meridionali il rischio legato al maltrattamento è più alto e l'offerta di servizi sul territorio è generalmente carente o di basso livello. Se le otto regioni del Nord Italia sono tutte al di sopra della media nazionale, al Sud si riscontrato le maggiori criticità: le ultime quattro posizioni dell'Indice sono occupati da Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, rispettivamente al 20, 19, 18 e 17 posto. Il Trentino Alto Adige è risultata la regione con la maggior capacità di fronteggiare il fenomeno del maltrattamento all'infanzia mentre l'Emilia-Romagna, pur confermandosi la regione con il sistema più impegnato nella prevenzione e cura del maltrattamento all’infanzia, perde la prima posizione dopo tre anni sul podio, a causa di un peggioramento dei fattori di rischio. Seguono Friuli-Venezia Giulia (3°), Veneto (4°) e Umbria (5°).

La ministra Bonetti eil piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza

 Il rapporto è stato presentato online con la partecipazione della ministra della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, che ha spiegato i contenuti del del piano. nazionale per l'infanzia e l'adolescenza di prossima emanazione:  "Rafforzare la rete dell'educazione non formale, rafforzare il contesto del Terzo Settore, che è soggetto protagonista ed agente accanto ai livelli sociali e istituzionali. Questa nuova alleanza di queste comunità educanti, questi patti educativi sono il primo presidio e di contrasto alle forme di maltrattamento dei minori. Questi elementi nel nuovo piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, che sta per essere varato, sono elementi focalizzati". Il piano, ha assicurato Bonetti, "conterrà indicazioni molto puntuali e riferimenti interpretabili e assimibili da tutti i livelli territoriali", indicazioni definite "pratiche, precise e di riferimento per tutto il territorio nazionale". Ci saranno, ha aggiunto, "anche linee guida nazionali per la partecipazione di bambini e adolescenti ai percorsi decisionali, perché il contrasto e la prevenzione della violenza e dei maltrattamenti sui minori avvengono anche attraverso l'accompagnamento alla partecipazione, all'assunzione di responsabilità rispetto alla propria comunità di appartenenza". 

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