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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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Corteo No Tav, gli attivisti ai 5 Stelle: "Non prendeteci in giro, ci avete venduti"

Alcuni manifestanti sono riusciti ad aprirsi un varco ed entrare nella zona rossa. Lancio di pietre e fumogeni. Almeno quaranta i denunciati

"Ci siamo e ci saremo la Valsusa è nostra e la difenderemo". Con questo slogan è partita dal presidio di Venaus la marcia No Tav diretta al cantiere di Chiomonte. Ad aprire il corteo lo striscione con la scritta 'La valle che resiste. No Tav'. "I popoli in rivolta scrivono la storia, no Tav fino alla vittoria", ripetono i militanti in marcia.  E ancora: "Abbiamo riempito la valle, ci sono migliaia di bandiere No Tav. E bellissimo". "Guardate quanti siamo, facciamoci un applauso. Al governo dopo 20 anni non hanno ancora capito nulla: qui c'è una valle che ha fatto della coerenza quotidiana il suo motto". 

Già prima di partire gli organizzatori avevano fatto sapere di volersi avvicinare al recinto esterno del cantiere. Il clima è molto teso: proprio ieri sera l’Italia ha inviato alla Ue la lettera con cui conferma l’intenzione di proseguire nella realizzazione della Torino-Lione. 

La diretta

Tra i manifestanti ne sono stati identificati molti appartenenti alla galassia antagonista, provenienti da centri sociali dislocati su tutto il territorio nazionale. I primi partecipanti al corteo sono giunti al cancello di Giaglione e una decina di loro, incappucciati, ha usato un flessibile per tentare di manometterlo.

Per dissuaderli sono stati lanciati i primi lacrimogeni mentre sta avvenendo da parte dei No Tav, in direzione del cancello, un lancio di pietre e oggetti vari. Ma gli attacchi stanno arrivando da più fronti. Alcuni manifestanti stanno infatti cercando di aggirare il cancello, percorrendo i sentieri dall'alto. Sul posto è presente anche un camioncino monitorato costantemente dalle forze dell'ordine. 

I manifestanti entrano nella zona rossa

Aggiornamenti delle 17:49. I partecipanti al corteo hanno manomesso il cancello di Giaglione usando un flessibile e sono riusciti ad aprirsi un varco ed entrare nella zona rossa. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcuni lacrimogeni, tra sassaiole e lancio di oggetti vari da più fronti.

Sono già 40 le persone denunciate tra cui Giorgio Rossetto, leader di Askatasuna, e altri esponenti. Tra loro c’è anche un leader nazionale del movimento No Tav che ha preso parte attiva alla demolizione del cancello. Le altre denunce sono in riferimento alla violazione della zona “rossa”. Tutti coloro che hanno varcato l'ingresso saranno identificati e denunciati. 

Aggiornamento delle 17.25. Un gruppetto di una decina di persone con il volto coperto stanno tagliando con un flessibile il cancello posto dalle forze dell'ordine sul sentiero Gallo - Romano a Giaglione. Alcuni stanno anche stanno tirando pietre in direzione del cancello. Le forze dell'ordine hanno risposto lanciando alcuni lacrimogeni e a quel punto il grosso corteo è tornato sui suoi passi.

Il leader No Tav ai 5 Stelle: "Ci avete venduti"

"Ci avete venduti, come tutti gli altri. Non prendeteci in giro: in un anno non avete mai detto una volta No Tav". Così Alberto Perino, storico leader No Tav, a margine della manifestazione in Val di Susa. "Quello che infastidisce è che signori come la Castelli, come Di Maio, come Carabetta, come altri fanno comunicati incredibili dove si dichiarano ultra No Tav. Sapevamo benissimo che alla fine avrebbero calato le brache sulla Tav, come le hanno calate su tutto il resto".

NO TAV ANSA-3

"I 5 Stelle ci hanno tradito come i Verdi anni prima"

Va all'attacco del M5s anche Tiziano Bertelloni, uno degli organizzatori del Festival dell'alta felicità: "Ci dispiace molto per i Cinquestelle che ci hanno tradito come hanno fatto già anni prima i Verdi, loro hanno mosso i primi passi qui proprio per la loro caratteristica ambientalista, ma adesso evidentemente prevalgono altre logiche". 

Il raduno dei No Tav in Val di Susa (ANSA)

"Ogni pietra lanciata è un regalo a Salvini"

"Io spero sia una manifestazione bagnata ma partecipata, fatta con la testa e non con la pancia - commenta Alberto Perino leader storico del movimento No Tav - Perché chi oggi tira una pietra, una castagna o qualunque cazzata sappia che lo fa solo per fare un regalo a Salvini, non certo per il movimento, non certo per il No Tav".
 

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