Venerdì, 7 Maggio 2021
La situazione

Dove le varianti del coronavirus spingono verso la zona rossa

Con la diffusione sempre più rapida delle mutazioni covid si moltiplicano le ordinanze a livello regionale, provinciale o comunale che introducono lockdown locali, zone rosse e arancione rafforzato. Ecco dove si sono registrati gli ultimi casi

Per contrastare la pandemia di coronavirus, oltre alla divisione per colori su base regionale in vigore ormai da molti mesi (e oggi è attesa la nuova ordinanza del ministro Roberto Speranza per ridefinire la mappa delle restrizioni), si moltiplicano anche a livello locale le ordinanze per lockdown mirati e zone rosse o arancioni rafforzate in aree particolarmente colpite da aumenti di contagi o focolai causati dalle varianti. In tutta Italia aumentano le segnalazioni di casi di coronavirus legati alle mutazioni, soprattutto alle tre principali monitorate dall'Istituto superiore di sanità: l'inglese, la brasiliana e la sudafricana. Da settimane in diverse regioni vengono presi provvedimenti ad hoc con restrizioni a livello locale per cercare di contenere il contagio.

La mappa aggiornata delle varianti covid e dove si rischia la zona rossa

"Le tre attuali varianti preoccupano abbastanza, ma per fortuna non rispetto ai vaccini, anche se con quella brasiliana ci potrebbe essere un po' di riduzione di efficacia. Quello che preoccupa sono varianti che non conosciamo ancora e che il virus sta preparando dietro le spalle", ha avvertito Guido Rasi, già direttore esecutivo dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema) durante la trasmissione Agorà su Rai 3. Quanto alle precauzioni, "servono misure contenitive più forti: la mascherina Ffp2 va raccomandata e la distanza di sicurezza è almeno di un metro e ottanta".

Oggi costruire una mappa completa delle varianti che stanno circolando in Italia è complicato perché mancano i dati precisi sul sequenziamento genomico delle infezioni per aiutarci a capire l'evoluzione del virus in questa nuova fase della pandemia. Ma ecco, da nord a sud, le ultime segnalazioni regione per regione.

La "variante Viggiù" del coronavirus in Lombardia

In Lombardia è al vaglio degli scienziati la "variante Viggiù" del coronavirus, rilevata dai medici di Ats Insubria nella popolazione dell'omonimo comune in provincia di Varese che, per stessa conferma dell'ente, è il primo e unico caso in Italia con tre diverse varianti del virus trovate, ovvero quella "autoctona" al momento sconosciuta, quella scozzese e quella inglese. "I dati sono in costante aumento con una forte presenza della variante inglese che coinvolge in particolare le scuole. È quindi necessaria una scelta decisa e rapida a protezione di ragazzi e famiglie", ha scritto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, sul suo profilo Facebook. "Ricevuta l'analisi aggiornata dei dati regionali con le indicazioni tecnico-scientifico per il contrasto della crescita epidemiologica - ha aggiunto -, disponiamo su tutto il territorio della Lombardia il rafforzamento della zona arancione".

In Piemonte, il Torinese, ma anche Cuneese, Vercellese e la provincia del Verbano-Cusio-Ossola sono "osservate speciali". "Ormai metà dei casi in Piemonte - ha detto il governatore Alberto Cirio - sono da variante inglese, che corre di più, è più veloce e quindi ti chiede di anticipare di più le misure che avresti adottato con un'altra tempistica". Da lunedì 8 marzo l'attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori, nella regione, si svolgerà in Dad al 100%, per 15 giorni".

In Valle d'Aosta partirà a breve nelle scuole superiori della regione uno screening generale sul covid e in particolare sulle varianti del virus che coinvolgerà i circa 5.000 studenti, tra i 14 e i 19 anni. Lo ha annunciato l'assessore regionale all'Istruzione, Luciano Caveri. "Non ci sono ragioni di emergenza, ma si ritiene che uno screening di massa possa essere utile perché le varianti vedono tanti giovani portatori asintomatici del virus", ha spiegato Caveri.

In Liguria, secondo l'Unità operativa di igiene dell'ospedale Policlinico San Martino di Genova, la variante inglese e la sudafricana sono quelle che circolano maggiormente nella regione. Riscontrato anche un caso di variante brasiliana. "Nello Spezzino la variante inglese è al 30%, nell'area metropolitana di Genova è circa il 60%, a Ponente si riscontra in un tampone su due", spiegano. La variante inglese "è facile che possa prendere il sopravvento in 2-3 mesi, divenendo la prevalente".

L'Alto Adige, invece, registra 15 nuovi casi della variante sudafricana. Sono colpite la zona di Merano e dintorni, la Val Passiria e la Val Venosta. Si aggiungono però tre nuovi comuni: Glorenza, Tubre e Lagundo. Complessivamente fino ad oggi sono stati rilevati 46 casi di variante sudafricana in Alto Adige. Il governatore altoatesino Arno Kompatscher ha proposto vaccinazioni a tappeto nelle zone più colpite dalla variante sudafricana, seguendo l'esempio dell'Austria.

Secondo la mappa del rischio covid aggiornata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) l'Emilia-Romagna è "rosso scuro" (insieme al Trentino Alto Adige). Una classificazione dovuta all'altissima incidenza dei contagi e che potrebbe far cambiare colore all'intera regione. "È evidente che ormai la mutazione genetica del virus, la variante inglese, ha assunto una consistenza molto elevata su tutto il territorio, in particolare in queste province", ha spiegato l'assessore regionale alla Salute Raffaele Donini.

In Toscana è partita la sperimentazione clinica degli anticorpi monoclonali anti Covid-19 ideati e prodotti in Italia da Toscana Life Sciences Sviluppo (Tls). I test di fase I coinvolgono 40 volontari sani, mentre nelle fasi successive la sperimentazione riguarderà qualche centinaio di pazienti con infezione da coronavirus Sars-CoV-2. L'anticorpo, spiega Tls, è "capace di neutralizzare anche la variante inglese e virus che contengono le mutazioni chiave delle varianti sudafricana e brasiliana".

Nelle Marche, le rilevazioni dell'Azienda sanitaria unica regionale hanno stimato la presenza della variante inglese nella provincia di Ancona in oltre il 50% dei casi di positività, soprattutto nelle fasce più giovani, 6-10 anni, e, in particolare, nelle città di Castelfidardo, Osimo e Ancona. In Umbria, nel Perugino, le autorità hanno spiegato che circolano ormai solo le due varianti inglese e brasiliana, mentre su Terni c'è ancora la prevalenza del ceppo della scorsa primavera anche se pure in questa area "stanno via via prevalendo sempre più le altre due".

Con nuovi casi e focolai in aumento e un valore Rt di poco sotto l'1, il Lazio sembra essere in bilico per il cambio di colore. L'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, qualche giorno fa, ha fatto il punto della situazione: "Abbiamo avuto finora una decina di casi di variante brasiliana. Nella nostra regione le varianti più diffuse sono quella inglese e iberica".

Spostandoci a sud, in Campania si è registrato nelle ultime settimane "un fortissimo incremento di positivi. Questo incremento è connesso alle varianti, soprattutto quella inglese", ha reso noto la regione che ha disposto "la realizzazione di tamponi di massa nei comuni nei quali si sono registrati maggiori incrementi di positivi, in modo particolare quelli dell'area vesuviana, tra i quali Castellammare, Pompei, Torre Annunziata". Per il sindaco di Napoli Luigi de Magistris la zona rossa in Campania è inevitabile.

In Puglia "il valore Rt è ancora inferiore a 1, ma gli indicatori di diffusione del contagio ci pongono in rischio moderato. Dobbiamo aspettare il giudizio della Cabina di regia perché con rischio moderato potremmo essere anche classificati in fascia arancione", ha spiegato l'assessore alla Salute della regione Pierluigi Lopalco. La Puglia è da due settimane in zona gialla, ma il numero dei contagi sta aumentando favorito dal diffondersi della variante inglese. Anche la Fondazione Gimbe ha segnalato un incremento settimanale di nuovi casi del 30%.

In Calabria i contagi aumentano e già ci sono casi di variante inglese. Gli esperti sono preoccupati. In Sicilia l'incremento dei contagi è costante: il 55% è causato dalla variante inglese. Nella regione i contagi dovuti alla variante inglese del coronavirus hanno superato quelli causati dal ceppo originario, come d'altronde accade nel resto d'Italia. Secondo i dati di un sondaggio condotto dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla fondazione Bruno Kessler, al 18 febbraio scorso la prevalenza della mutazione britannica era pari al 55,2 %, poco sopra la media italiana del 54. E l'isola è una delle tre regioni del Paese ad aver registrato la presenza della variante sudafricana, mentre non è ancora stata rintracciata quella brasiliana.
 

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