Sabato, 8 Maggio 2021
La situazione

La mappa aggiornata delle varianti covid nelle regioni

L'Istituto superiore di sanità continua a monitorare le mutazioni del coronavirus, la cui diffusione ha portato da ieri, lunedì 15 marzo, gran parte dell'Italia in zona rossa e il resto in arancione

Foto di archivio Ansa

Con le varianti il contagio va più veloce. L'Istituto superiore di sanità continua a monitorare le mutazioni del coronavirus, la cui diffusione in Italia ha causato un aumento dei contagi e dei ricoveri ospedalieri e ha portato da lunedì 15 marzo gran parte delle regioni in zona rossa e altre in zona arancione, tranne la Sardegna che rimane in zona bianca. A preoccupare maggiormente l'Iss sono tre mutazioni: inglese, brasiliana e sudafricana. Da tre settimane le curve sono in risalita. Man mano che i casi settimanali aumentano, crescono le ospedalizzazioni e i ricoveri in terapia intensiva: sono 11 le regioni italiane con i reparti di rianimazione oltre la soglia critica. Inevitabilmente, le chiusure sono proporzionate all'aumento della diffusione del virus.

La mappa aggiornata delle varianti covid nelle regioni

Soltanto nove Paesi in Ue, tra cui l'Italia, hanno aumentato a un livello considerato soddisfacente il sequenziamento per individuare le varianti del coronavirus, ha detto Bruno Ciancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), parlando all'Europarlamento. Ad oggi costruire una mappa completa delle varianti che stanno circolando in Italia è complicato perché mancano dati completi sul sequenziamento dei tamponi, ma ecco dove si sono registrati i casi più recenti e le misure adottate a livello locale.

"Evitate tutti i contatti interpersonali non indispensabili": è l’appello ai lombardi del virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'ospedale Galeazzi di Milano, secondo cui sono le varianti, soprattutto quella inglese più contagiosa, ad essere responsabili dei più di mille casi al giorno nelle zone più colpite della regione. Secondo il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, in Friuli-Venezia Giulia "l’alta percentuale dei contagi" è dovuta alla presenza della variante inglese che è al 63%. In Liguria, la direzione dell'ospedale policlinico San Martino di Genova ha confermato l'individuazione di un focolaio derivante da variante inglese al 1º piano del Padiglione Maragliano. È risultata positiva anche un'infermiera che non aveva accettato di sottoporsi alla vaccinazione. Sono 11 i pazienti Covid positivi del focolaio. Il Policlinico fa sapere che è stata fatta la disinfezione del reparto, che quindi è covid free e torna ad essere area pneumologica.

In Alto Adige sono stati individuati nei giorni scorsi altri dicei casi di variante sudafricana, rilevati in gran parte nei comuni già coinvolti a cui si aggiunge il comune di Sluderno. Intanto la giunta provinciale ha definito le norme per fronteggiare l'emergenza covid fino a dopo Pasqua. "La situazione in terapia intensiva resta critica", aveva spiegato il governatore Arno Kompatscher, dicendo che fra le cause di questa situazione ci sono le varianti inglese e sudafricana. In Toscana, a Firenze si sono registrati i primi due casi di variante indiana, secondo quanto riporta in una nota Pietro Dattolo, presidente dell'Ordine dei medici e odontoiatri del capoluogo toscano. "A oggi sono 347 i casi segnalati in Italia per questa variante e se ne contano solo qualche migliaio in tutto il mondo".

Mamma e bambino ricoverati in Umbria

In Umbria, un bambino di due anni è stato precauzionalmente ricoverato nel reparto di pediatria dell'ospedale di Terni dopo essere risultato positivo al covid. Secondo quanto si apprende, il piccolo non presenta particolari sintomi e le sue condizioni sono buone. Si trova insieme alla mamma, anche lei positiva. Sempre al Santa Maria è ricoverata una 14enne anche lei contagiata dal virus. A parlarne è stato il sindaco Leonardo Latini. "Purtroppo - ha spiegato - le nuove varianti colpiscono anche persone più giovani e bambini di età molto piccola".

In Abruzzo, nell'area delle province di Pescara e Chieti (in zona rossa da un mese) la variante inglese è responsabile del 70% dei contagi. "La variante inglese è un'altra cosa e, infatti, in Gran Bretagna, quando si è diffusa, è stato disposto il lockdown. Le attuali misure restrittive con questo virus possono fare poco", ha detto Giustino Parruti, direttore di Malattie infettive a Pescara. Per quanto riguarda la Puglia, Michele Emiliano, ospite a L'Aria che tira su La7, rispondendo alla domanda se fosse d'accordo con l'Italia quasi tutta in zona rossa, ha sottolineato: "Se la variante inglese aumenta la sua contagiosità bisogna raffreddarla e il metodo è quello dello stop and go: siamo in guerra, quando il nemico non bombarda si lavora, quando il nemico bombarda bisogna chiudersi".

Nella Sardegna in zona bianca è stato deciso lo stop alla vaccinazione degli ultraottantenni e la chiusura delle scuole a Bono, nel Sassasere, a causa del continuo aumento dei contagi: al 13 marzo il conteggio ufficiale diceva 27 nuovi casi in una settimana, 83 in totale, di cui 12 certificati come variante inglese del virus. Numeri che hanno spinto l'Ats Sardegna a sospendere in paese la campagna di vaccinazione degli anziani con più di 80 anni, e il sindaco, Elio Mulas, a emettere una nuova ordinanza con cui dispone la chiusura delle scuole e l'attivazione della didattica a distanza fino a giovedì18 marzo.

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