Gli italiani di seconda generazione lanciano una marcia per la cittadinanza: “Diritto fondamentale”

"Non riconoscere la cittadinanza a coloro che sono nati o cresciuti nel nostro paese con origine diversa, vuol dire negare la realtà: ovvero che l’Italia è da sempre un paese multiculturale", si legge nel manifesto che lancia la mobilitazione per il prossimo 9 maggio

Foto di repertorio Pixabay

Il caso di Ramy e Adam, gli eroi del bus dirottato, ha riportato nel dibattito italiano la questione della cittadinanza italiana per chi nasce in Italia da genitori stranieri. In un recente sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per SkyTg24 il 62,8 per cento degli intervistati si è detto favorevole al principio dello ius soli. Sono favorevoli allo ius soli quasi tutti gli elettori di centrosinistra (96 per cento) ma anche una percentuale altissima di elettori del M5s: ben 3 su 4, il 74,2 per cento. Contraria invece la maggioranza degli elettori di Lega (67,8 per cento).

Una grande marcia per i diritti

E intanto c’è chi si sta muovendo per riaffrontare il tema, dopo l’affossamento in Senato della legge sulla cittadinanza durante il governo Gentiloni, che mirava a introdurre come criteri per ottenerla lo ius soli temperato e lo ius culturae, ossia qualora il minore avesse un genitore soggiornante da lungo tempo in Italia oppure frequentasse un ciclo scolastico quinquennale.

Il movimento “Attivismo, italiani di origine diversa, discriminazioni” – a cui aderiscono immigrati, figli di migranti nati in Italia e italiani – ha annunciato di voler organizzare per il 9 maggio una marcia per i diritti (qui l'evento Facebook), a cui seguiranno fino al 2 giugno una serie di iniziative che riportino il tema in Parlamento. L’idea, sostengono gli organizzatori, è di dare via con manifestazioni, flashmob, dibattiti, cineforum e interviste a un percorso che per venti giorni riporti il tema della cittadinanza al centro dell’attenzione.

La lotta per l’estensione del diritto di cittadinanza è una lotta giusta, che va nella direzione dell’eliminazione delle disuguaglianze sociali e politiche. È una battaglia sacra per il bene di questo nostro Paese – scrivono gli organizzatori - Pensiamo sia giunto il momento di riprendere la lotta, e di affrontare il tema della cittadinanza in maniera adulta, senza farci influenzare dai vari partiti politici creando un lessico che si distingua per qualità e neutralità da quello utilizzato nei dibattiti politici di oggi e di allora. Vogliamo quindi organizzare una campagna forte, condivisa e capillare”.

Il gruppo ha lanciato un manifesto su Facebook, sottoscritto anche da diverse associazioni e da NIBI: Neri Italiani – Black Italians, e al quale hanno aderito anche Sinistra Europea e Rifondazione Comunista.

L'impegno per estensione del diritto di cittadinanza

“Noi vorremmo una legge di cittadinanza per i bambini e le bambine cresciute qui che vivono una discriminazione burocratica partendo dalla scuola dell’obbligo. Non riconoscere la cittadinanza a coloro che sono nati o cresciuti nel nostro paese con origine diversa, vuol dire negare la realtà: ovvero che l’Italia è da sempre un paese multiculturale dove la radicata identità nazionale e locale deve dialogare con una molteplicità di culture diverse all'interno di una compagine di valori condivisi. Ancora una volta è come se quel milione di Italiani che vedono negato un diritto fondamentale, non contassero nulla. Mentre il riconoscimento di quel diritto incarnerebbe appieno quel precetto della nostra Costituzione che stabilisce sia compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, ed impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

La scelta delle date non è casuale: il 9 maggio cade la festa dell’Unione Europea, ma ricorrono anche l’anniversario della proclamazione dell’imperio coloniale italiano del 1936 e quello della fine de facto della seconda guerra mondiale in Europa. Non solo: il 2 giugno 1946 nasceva la Repubblica italiana ma quello stesso giorno, nel 1924, gli Stati Uniti conferivano la cittadinanza a tutti i Nativi americani.  

“Vogliamo che quella riforma si approvata, vogliamo che l’iter per la richiesta di cittadinanza, come minimo, sia riportato al limite di due anni – chiedono gli organizzatori - Vogliamo, ancora, che il contributo economico necessario per una richiesta di cittadinanza sia riportato ai livelli standard europei. Ma vogliamo anche essere capaci di coinvolgere tutti gli Italiani e di far sì che ognuno senta come propria questa battaglia per la civiltà ed i diritti civili. Vogliamo, ancora, che il contributo economico necessario per una richiesta di cittadinanza sia riportato ai livelli standard europei. Ma vogliamo anche essere capaci di coinvolgere tutti gli Italiani e di far sì che ognuno senta come propria questa battaglia per la civiltà ed i diritti civili”.

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