Domenica, 7 Marzo 2021
La testimonianza

"Così da eroi per qualcuno siamo diventati assassini": lo sfogo dell'infermiera simbolo della prima ondata

Come è cambiato l'atteggiamento della gente nei confronti degli operatori sanitari: la testimonianza di Martina Benedetti

Martina Benedetti, foto Facebook

"Dopo turni massacranti, ti fa male...", dice con amarezza. Martina Benedetti è una delle infermiere che nel mese di marzo, nella prima ondata di coronavirus in Italia, divenne un simbolo dopo una foto pubblicata su Facebook in cui mostrava i segni lasciati sul viso dalle protezioni anti contagio.

Oggi è ancora in prima linea: lavora in un reparto covid in Toscana, in una terapia intensiva. E racconta come è cambiato l’atteggiamento riservato dagli utenti agli infermieri e ai medici sui social. Gli operatori sanitari per qualcuno sono passati "da eroi ad assassini", dice. Lo fa ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici".

Martina Benedetti: "Da eroi per qualcuno siamo diventati assassini"

"Siamo diventati covid free in estate - racconta l'infermiera -, purtroppo in quest'ultimo periodo seguendo il trend nazionale siamo ripiombati nell’incubo covid. Almeno nella mia realtà, rispetto alla prima ondata, quando eravamo sprovvisti di mezzi di protezione individuale, riusciamo a proteggerci".

L'infermiera spiega che questa seconda ondata è ancora più difficile: "Nella prima, non volendo, venivamo quasi celebrati come eroi, con i canti e gli applausi dai balconi, adesso succede che durante il periodo estivo abbiamo visto vari fenomeni aberranti, come i negazionisti o i no mask, movimenti fomentati anche da un giornalismo di bassa lega. Varie categorie di persone se la sono presa con noi. Da eroi per qualcuno siamo diventati assassini. Sono questi gli insulti che riceviamo sui social. Oppure ci scrivono ‘assicurati’, quelli con lo stipendio statale, che devono stare zitti. Io e i miei colleghi siamo rimasti basiti, dopo tutto l’impegno che abbiamo messo a marzo e aprile e stiamo mettendo ora. Ti fai un turno massacrante in terapia intensiva, esci fuori e leggi certi commenti sui social, ti fa male".

"Molti cittadini non hanno capito bene la situazione"

Non è questo, però, che spaventa Martina. "Mi dà noia la situazione generale, molti cittadini non hanno capito bene la situazione, sono stati gli stessi specialisti a minimizzare nei mesi scorsi, a creare una sorta di circo mediatico. Tutti questi scontri anche tra specialisti, tra virologi, che a mio parere sono assurdi. In reparto ne parliamo avviliti, ma spesso non c’è neanche tempo per stare dietro a tutte le dinamiche, il nostro obiettivo nell’immediato è di far star meglio il paziente che accede, non abbiamo nemmeno tempo per certe cose. Chi è in corsia tutti i giorni non apprezza chi minimizza, ma chi è realista e consapevole".

L'appello dell'infermiera con i segni della mascherina: "State a casa, non vanificate i nostri sforzi"

E conclude: "La realtà in questo momento è drammatica. Dal punto di vista clinico sono stati fatti dei passi in avanti, i nostri medici hanno capito delle cose, la malattia viene curata in modo più efficace. Ma rimane il problema dei posti letto. Più della letalità del virus, quello che le persone non capiscono, il problema è la capacità di tenuta del sistema sanitario".

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