Azienda bresciana trasforma maschere da snorkeling in respiratori: "A breve 500 kit"

Il prototipo è stato sperimentato in due ospedali e secondo l'azienda che lo produce si è dimostrato "correttamente funzionante"

Foto dal sito di Isinnova

Maschere da snorkeling trasformate in respiratori da utilizzare in ospedale. Ad avere l'idea è stato il medico Renato Favero che ne ha parlato al team dell'azienda bresciana Isinnova, la stessa che ha realizzato le valvole stampate in 3D per i macchinari di terapia intensiva. I ricercatori di Isinnova hanno realizzato a tempo record un prototipo riadattando le maschere da snorkeling Easybreath in vendita da Decathlon. "Ci abbiamo messo l'anima e il cuore, oltre che la testa. Aver stampato quelle valvole ci ha fatto capire che non potevamo fermarci, che c'era bisogno di aiuto e non solo di speranza", spiegavano nei giorni scorsi dall'azienda. "Ci abbiamo lavorato giorno e notte, Isinnova ha ingranato la sesta e in meno di 10 ore avevamo il prototipo".

Oggi il team di Isinnova ha fatto sapere che "privati e aziende si sono resi subito disponibili a stampare i pezzi che servivano. Sono arrivati i primi pezzi e nei prossimi giorni arriveranno anche gli altri fino a quota 500 kit". L'azienda ha avuto comunicazione che la Protezione civile di Brescia si sta adoperando per recuperare 500 maschere da riadattare. "Ringrazieremo uno ad uno tutti quelli che hanno dato una mano" spiega il team.

Il prototipo è stato messo a disposizione di tutte le strutture interessate, pubblicando sul sito le istruzioni. Due ospedali bresciani stanno testando le maschere in questi giorni. "Il prototipo - si legge sul sito della Isinnova - nel suo insieme è stato testato su un nostro collega direttamente all’Ospedale di Chiari, agganciandolo al corpo del respiratore, e si è dimostrato correttamente funzionante. L’ospedale stesso è rimasto entusiasta dell’idea e ha deciso di provare il dispositivo su un paziente in stato di necessità. Il collaudo è andato a buon fine".

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L'azienda ribasice che "l’idea si rivolge a strutture sanitarie e vuole aiutare a realizzare un maschera d’emergenza nel caso di una conclamata situazione di difficoltà nel reperimento di fornitura sanitaria ufficiale, solitamente impiegata. Né la maschera né il raccordo valvolare sono certificati e il loro impiego è subordinato a una situazione di cogente necessità".

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