Lunedì, 14 Giugno 2021
Nuove ipotesi (e cautele)

Mascherine all'aperto: le (possibili) regole per l'estate

Il sottosegretario Sileri ha ipotizzato di modificare le regole per l’utilizzo delle mascherine all’aperto “una volta raggiunti di 30 milioni di vaccinati”, ma c’è chi invita ancora a una maggiore prudenza. Il dibattito ovviamente non interessa soltanto l’Italia

Si va verso l’estate, la campagna vaccinale prosegue e sempre più spesso ci si chiede quando sarà possibile eliminare le mascherine, almeno all’aperto. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha definito ieri un orizzonte temporale, con una nuova ipotesi legata all’andamento dei vaccini e al mantenimento delle regole di distanziamento: le regole per l’utilizzo della mascherina all’aperto, secondo Sileri, potrebbero cambiare una volta raggiunti i 30 milioni di vaccinati. "Togliersi la mascherina all’aperto? Concordo con questa ipotesi quando saranno raggiunti i 30 milioni (la metà della popolazione target) con almeno una dose di vaccino, bisognerà aspettare 3 settimane per avere una buona protezione: allora è chiaro che anche la mascherina all’aperto dove non c’è assembramento credo sia sensato mettersela in tasca e rimettersela in faccia quando c’è assembramento e rischio", le parole di Sileri a 24 Mattino su Radio 24. Concetto ribadito anche questa mattina a RaiNews: con l'arrivo dell'estate e il proseguimento delle vaccinazioni, "non vedo perché dobbiamo tenere la mascherina all'aperto dove non c’é assembramento". 

Via le mascherine all'aperto? 

Alle ipotesi di Sileri hanno fatto seguito quelle di altri esponenti sanitari e delle amministrazioni regionali. D'accordo con il sottosegretario sulla necessità di riaperture progressive è anche il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, che però invita comunque ancora una volta alla prudenza, mentre per Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, "stiamo correndo un po' troppo, è azzardato pensare di poter togliere le mascherine a giugno e ipotizzarlo con 30 milioni di vaccinati. Potremmo farlo con il 70-75% degli italiani immunizzati. Siamo ancora in un periodo in cui il virus circola e anche all'aperto dobbiamo stare attenti, sappiamo che ci sono meno rischi, ma visto come sta calando l'attenzione non è dare un segnale di liberi tutti". 

Per l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, potremmo poter evitare di indossare le mascherine all’aperto a luglio, "a patto che le case farmaceutiche rispettino gli impresi presi sui vaccini". Nella sua regione, è l’ipotesi di D’Amato, si potrà fare "quando avremo una copertura intorno al 30% con la seconda dose, e del 60% per la prima, si potranno togliere all’esterno".

C'è bisogno di indossare le mascherine in luoghi aperti?

Sul tema della trasmissione del virus all'aperto e quindi mascherine anche all'esterno, in quali situazioni e ancora per quanto tempo, non si discute ovviamente solo in Italia. Ricercatori dell'Università della California hanno pubblicato lo scorso febbraio un'indagine sul Journal of Infectious Diseases, passando in rassegna diverse ricerche sui luoghi di contagio dall'inizio della pandemia fino all’agosto 2020, concludendo che "le prove esistenti supportano la convinzione diffusa che il rischio di trasmissione di Sars-CoV-2 sia inferiore l’esterno", pur rilevando "lacune significative" nella comprensione di alcune dinamiche specifiche. Secondo l’indagine, meno del 10% delle infezioni segnalate da Sars-CoV-2 si erano verificate all’aperto e la trasmissione all’interno in confronto era considerata 18 volte più probabile. 

Per quanto riguarda la minore trasmissione del virus negli ambienti esterni, le indicazioni ribadiscono anche che il rischio zero non esiste. Un approfondimento pubblicato a fine aprile sul sito del National Geographic riportava le opinioni di diversi esperti sul tema. Tre i fattori chiave da considerare, anche all’esterno: distanza, durata e intensità, secondo Saskia Popescu, epidemiologia dell'Università dell’Arizona di Phoenix, secondo la quale più le persone sono vicine tra di loro, più droplet ci sono e per maggior tempo e più aumenta il rischio di trasmissione e quindi è importante indossare la mascherina. Due esempio, secondo Popescu, possono aiutare a capire il contesto: "Se sono in un mercato, indosserà la mascherina perché sono vicino ad altre persone. Anche se riesco a distanziarmi periodicamente, indosserò la mascherina per tutto il tempo. Se sto camminando con mio marito sulla spiaggia o per strada con il mio cane, avrò la mascherina con me e indosserò se vedo altre persone avvicinarsi". 

Le linee guida dei CDC, i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, ricordano che "le mascherine potrebbero non essere necessarie all’aperto quando si è soli, lontani dagli altri e con persone conviventi". I CDC hanno informato gli americani che chi è già immunizzato può non portare la mascherina all’aperto, a meno che non si tratti di eventi con grandi folle di estranei. 

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