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Lunedì, 23 Maggio 2022
Covid

Mascherine obbligatorie: chi deve indossarle per forza e il rischio "effetto negativo"

Lavoro per lavoro, ecco chi deve continuare a coprirsi naso e bocca. Bassetti attacca: "Altro che ritorno alla normalità di questo passo... Se avremo qualche conseguenza sarà in negativo. A continuare su questa linea il rischio è che le mascherine verranno viste come un qualcosa di vessatorio. In poche parole le stiamo svilendo"

Sulle mascherine il dibattito continua. "E' l'ennesima dimostrazione che i provvedimenti riguardanti l'ambito sanitario, oggi, in Italia, non vengono presi dagli esperti e dai medici, ma dalla politica. Di questo passo, per superare le limitazioni che ci ha imposto il covid, ci vorranno dieci anni. Altro che ritorno alla normalità". Non usa giri di parole Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, in un'intervista al quotidiano 'Libero' spiegando che "il nostro sistema è andato in tilt, è come un flipper impazzito. Così non ne usciamo".

"È il solito pasticcio. Un esempio banalissimo, però terra-terra. Prenda uno che di mestiere aggiusta caldaie. È un lavoro importantissimo. Magari gli capita di andare in una casa privata e allora si copre la faccia con una Ffp2. Ma, subito dopo, ha una chiamata urgente in una scuola dove non è obbligato a indossarla. Qual è la ragione di tutto questo? Non si ottiene proprio niente, adesso, a maggio del 2022, a proseguire con l'obbligo delle mascherine nei luoghi di lavoro privati. E le dirò di più: se avremo qualche conseguenza sarà in negativo. A continuare su questa linea il rischio è che questi strumenti di protezione individuale verranno visti come un qualcosa di vessatorio. In poche parole li stiamo svilendo. Senza contare che la gente perderà fiducia nelle istituzioni sanitarie". "Quando la bella stagione finirà e, forse, avremmo bisogno di dover fare una dose di vaccino in più o di mettere in campo altre misure per contrastare il virus, la maggior parte degli italiani potrà pensare: 'Ancora? Ma come, ci hanno costretto a mettere le mascherine quando neanche serviva e ora cosa è cambiato?' - continua Bassetti - Lo vogliono capire, una volta per tutte, i nostri politici, che a continuare a battere il tamburo su questa tiritera eccessivamente precauzionista non sarà solo la nostra salute psichica a pagarne il conto ma anche l'economia nazionale".

Chi deve indossare le mascherine al lavoro

Resta l'obbligo di mascherina al lavoro. Il governo ribadisce la linea della prudenza e conferma fino al 30 giugno prossimo, nei luoghi di lavoro, il Protocollo sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19, sottoscritto da governo e parti sociali il 6 aprile 2021 che prevede, tra le altre cose, l’uso obbligatorio delle mascherine "in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto". Confermate quindi tutte le misure di protezione previste: le mascherine continueranno ad essere fornite dai datori di lavoro come Dispositivo di Protezione Individuale e anche le altre misure presenti dovranno essere rispettate così come i Comitati Aziendali o territoriali/settoriali continueranno a svolgere un importante ruolo attivo.

La decisione è arrivata oggi dal ministero del Lavoro e dal ministero della Salute al termine di un tavolo in videoconferenza con Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria e le associazioni del mondo datoriale, e sarà formalizzata a breve in un verbale ad hoc. Prima di quella data è previsto comunque un nuovo giro di tavolo, un nuovo check, per una ulteriore valutazione che tenga conto dell'evoluzione della pandemia e di sempre possibili ricadute nel prossimo autunno.

E i sindacati plaudono alla conferma di un protocollo da loro fortemente voluto, che ha permesso di garantire la tutela dei lavoratori e reso i posti di lavoro, luoghi più sicuri e protetti dal pericolo di contagio. "La prosecuzione della validità del Protocollo prevede la conferma ed il conseguente aggiornamento dei protocolli aziendali, da rendere concreto attraverso il confronto all’interno del Comitato aziendale, nella sua composizione partecipata. Importante l’impegno preso durante l’incontro di rivedere il testo nazionale entro giugno, potendo così avere una visione ancor più aggiornata e reale sulla base dei dati del contagio che si registreranno”, annota Angelo Colombini, segretario confederale Cisl.

Soddisfatta dell’esito dell’incontro anche la Cgil. “Bene il mantenimento della validità del Protocollo così com’è in tutte le sue parti, così come è utile una successiva verifica a giugno”, commenta la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David per la quale è stato importante “che oggi sia l’Inail che il ministero della Salute nel loro intervento abbiano ribadito che i rischi Covid sono ancora presenti. Riteniamo quindi fondamentale che il Protocollo e i comitati continuino a svolgere il loro ruolo essenziale a fronte di una pandemia che non è purtroppo ancora finita”.

In linea anche la Uil. “Il protocollo Sicurezza anti contagio Covid vive”, dice il segretario confederale Ivana Veronese spiegando come nonostante la necessità di qualche aggiornamento “il protocollo resti valido: finché ci sarà rischio contagio, ci saranno sia il protocollo nazionale sia quelli che sono stati sottoscritti nei Settori/Filiere”. Anche per l’Ugl “è corretta la linea prudenziale che si è decisa di adottare, considerato comunque l'andamento dei contagi: va valorizzata l'esperienza di questi 2 anni e gli elementi innovativi presenti nel protocollo, a cominciare dai comitati aziendali, nell'ottica di rafforzare la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici”, commenta il segretario Fiovo Bitti auspicando che il governo adotti “strumenti incentivanti, compresi il credito di imposta e dei contributi sui dispositivi di protezione individuale e sulla formazione”.

Mascherine al lavoro, caso per caso

Commessi e negozianti continueranno a servire i clienti coprendo naso e bocca, così come barbieri e parrucchieri, per i quali la mascherina d’ordinanza è la Ffp2. Nella ristorazione esercenti, camerieri e barman devono continuare a indossare sempre le mascherine. Mascherina d'obbligo anche per chi lavora in hotel e strutture alberghiere. Invece nel privato la mascherina resta obbligatoria, anche perché in caso di contagio il risarcimento rischia di ricadere sul datore di lavoro, mentre negli uffici pubblici è raccomandata, mai obbligatoria. Nelle aziende private in generale permane l’obbligo di mascherina, chirurgica o Ffp2 (ma non per chi lavora in condizioni di isolamento, ad esempio solo in stanza). Ripartono a pieno regime riunioni interne e trasferte, senza limitazioni.

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