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Martedì, 23 Aprile 2024

Fabrizio Gatti

Direttore editoriale per gli approfondimenti

Mettiamo la mascherina, può liberare i nonni

Tra qualche giorno sapremo se l'assalto ai mezzi pubblici, con la riapertura delle scuole e l'abolizione degli ingressi differenziati, risveglierà il coronavirus e le sue ultime varianti Centaurus e Omicron 5.

È un sollievo che bambini e ragazzi possano finalmente tornare in classe senza mascherina, a meno che non vi siano alunni o insegnanti fragili. Ma questo momento di rinata normalità non deve farci dimenticare che accanto a noi si muovono milioni di persone che ancora rischiano di ammalarsi gravemente: oltre a quanti convivono con patologie serie, ci sono nonni e anziani che non vorrebbero trascorrere un altro inverno chiusi in casa.

Magari quest'estate gli ottantenni hanno rinunciato alle bolge musicali dei Jova Beach Party senza particolari rimpianti. Esistono però spazi che donne e uomini di una certa età non possono evitare: gli autobus, la metropolitana, i supermercati, i negozi, gli uffici pubblici. Sarebbe quindi un gesto gentile nei confronti di tutte le persone fragili se noi, ragazzi e adulti, andando a scuola o al lavoro, mettessimo la mascherina almeno sui mezzi pubblici e quando facciamo la spesa. Daremmo loro la possibilità di vivere con maggiore serenità l'autunno e l'inverno che abbiamo di fronte.

L'indifferenza quotidiana

Assistiamo invece a scene di indifferenza quotidiana. Gli annunci sul metrò e sui treni regionali chiedono che i passeggeri usino la Ffp2. Ma, intorno, la quasi totalità delle persone viaggia come se la pandemia non fosse mai arrivata. A Milano e in altre città capita di vedere perfino il personale dell'azienda dei trasporti salire a bordo senza rispettare l'invito.

Un lungo repertorio di opinioni sostiene che le mascherine non servano a nulla. La questione è anche diventata argomento di campagna elettorale, soprattutto a destra. Eppure da decenni chirurghi, dentisti e loro assistenti entrano in sala operatoria e in ambulatorio con la bocca e il naso rigorosamente coperti.

Una ricerca della London School of Hygiene and Tropical Medicine e di altri istituti, pubblicata nel 2017, dimostrava che l'uso delle mascherine durante la prima Sars, l'epidemia di polmoniti da coronavirus che avevano colpito la Cina tra il 2002 e il 2004, aveva ridotto dell'80 per cento il rischio di ammalarsi. Ma anche se gli studi scientifici non vi convincono, facciamolo per solidarietà: con una semplice mascherina possiamo liberare dall'isolamento milioni di persone fragili.

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