Martedì, 22 Giugno 2021
Monouso sì o no?

"Le mascherine chirurgiche si possono lavare e riusare anche 5 volte"

Il test realizzato da Altroconsumo sui dispositivi di protezione monouso. Si attende una (doverosa) conferma da parte degli scienziati

Foto archivio Ansa

Le mascherine chirurgiche, tra le tipologie più diffuse di dispositivi individuali di protezione, sono strumenti fondamentali per la prevenzione dal contagio da Covid-19: secondo gli esperti garantiscono protezione dal virus, ma allo stesso tempo stanno generando un grave impatto ambientale. Quelle monouso utilizzate ogni mese nel mondo sono 129 miliardi, secondo uno studio su Environmental Science and Technology. Ma lavare e riutilizzare le mascherine chirurgiche si può? Secondo un test di Altroconsumo, associazione a difesa dei consumatori, sì: le prestazioni delle usa e getta resterebbero invariate anche dopo 5 lavaggi in lavatrice.

Il test sul lavaggio delle mascherine chirurgiche

Altroconsumo ha messo alla prova 80 campioni di mascherine usa e getta distribuite nelle scuole italiane. I prodotti, di cinque marche diverse, sono stati raccolti direttamente nelle scuole in collaborazione con i genitori. Secondo il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, è possibile indossare nelle aule sia mascherine usa e getta che in tessuto, anche autoprodotte. Tuttavia, molte scuole permettono soltanto l’utilizzo delle chirurgiche in quanto nel nostro Paese non esiste uno standard che certifichi la validità di quelle in stoffa. Secondo l’analisi Altroconsumo, considerando il numero degli studenti italiani (6.763.544) e le ore di lezione, il numero di mascherine utilizzate supera i 33 milioni in una settimana. Questa ingente quantità corrisponde a 135 tonnellate di rifiuti e a 118 tonnellate di CO2.

Analizzando un campione di mascherine (non rappresentativo) distribuite nelle scuole italiane, è stato visto che è possibile riutilizzare i dispositivi, lavandoli in lavatrice, almeno 5 volte. L’associazione ha analizzato in primis la filtrazione e la traspirabilità delle mascherine distribuite nelle scuole: tutti i prodotti hanno ottenuto valutazioni eccellenti per quanto riguarda la filtrazione, migliorabile la traspirabilità di uno dei prodotti. In secondo luogo, è stato verificato se ci fosse un cambiamento di performance di questi prodotti dopo 5 lavaggi a 60° (lavaggio intenso per testare le mascherine in condizioni di stress), dimostrando che non solo tutte le mascherine mantengono invariate le proprietà filtranti ma migliorano addirittura in termini di traspirabilità.

Analoghi studi - riferisce Altroconsumo - erano stati eseguiti in Francia, dove alcuni enti si sono posti la stessa domanda e hanno dimostrato, attraverso test di laboratorio, che le mascherine chirurgiche possono essere lavate in lavatrice a 60°, asciugate in asciugatrice e riutilizzate fino a dieci volte, senza perdere la propria efficacia. "I risultati delle nostre analisi potrebbero condurre a ripensare il modo in cui studenti e cittadini utilizzano le mascherine usa e getta e ridurre efficacemente lo spreco di questi prodotti, che dovremo utilizzare ancora per molto tempo. Riteniamo sia fondamentale diffondere un messaggio educativo sull’utilizzo di questi dispositivi di protezione attraverso una modifica delle indicazioni d’uso. Ma non solo: è importante anche introdurre uno standard che permetta alle persone di identificare in maniera corretta e sicura le mascherine di comunità in stoffa e lavabili, efficaci ed affidabili, al fine di contribuire all’effettiva diminuzione degli sprechi e dell’impatto che la pandemia sta avendo sull’ambiente", ha dichiarato Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne Altroconsumo.

Altroconsumo dà anche alcuni consigli per il lavaggio delle mascherine e la riduzione degli sprechi:

  • Lavare le mascherine con il normale bucato, così da ottimizzare il numero di lavaggi;
  • Temperatura: i test sono stati effettuati a 60° per misurare la tenuta delle mascherine in condizioni più stressanti, ma per la sanificazione bastano 30° (che permettono anche di inquinare meno);
  • Evitare l’aggiunta di additivi che contribuiscono all’inquinamento del pianeta.

Sul test effettuato da Altroconsumo attendiamo una (doverosa) conferma da parte degli scienziati. Gli esperti finora hanno spiegato che la mascherina chirurgica è un presidio medico usa e getta (o quasi) che dà a chi la indossa una protezione in uscita, verso l'esterno, del 95% e solo per alcune ore. In entrata protegge del 20%, ma se tutti la indossano correttamente la protezione è garantita (le mascherine Ffp2 senza valvola e le Ffp3, invece, proteggono sia chi le indossa sia gli altri). Non andrebbe riutilizzata per più di sei-otto ore e in caso di utilizzo non continuativo (ad esempio solo un'ora al giorno per andare a fare la spesa al supermercato), la si può riutilizzare.
 

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