Mascherine per tutti: la scienza spiega perché è necessario l'obbligo

Una semplice mascherina in tessuto indossata da un soggetto infetto riduce di 36 volte la quantità di virus trasmessa e permette di attuare il cosiddetto "controllo della sorgente": vanno bene anche quelle fai-da-te

Una donna cammina indossando una mascherina a Genova in una foto ANSA/LUCA ZENNARO

Sottoscritto contratti per 660 milioni di mascherine chirurgiche ad un prezzo medio di 0,38 euro. L'annuncio del commissario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri in sella al decreto che fissa il prezzo massimo delle mascherine a 50 centesimi.

Rendere le mascherine disponibili per tutti era il primo passo per la ripartenza, anche perché sulla necessità dell'utilizzo della mascherina sembra esserci ora un consenso tra gli scienziati. Durante la pandemia da coronavirus istituzioni e esperti hanno raccomandato la mascherina solo in presenza di sintomi. Il cambio di registro è arrivato dopo la pubblicazione della raccomandazione dei Centers for Disease Control and Prevention che mette in evidenza come una rilevante percentuale di soggetti infetti da coronavirus sono asintomatici o pre-sintomatici: "È bene quindi utilizzare la mascherina in tutti gli ambienti pubblici dove è difficile mantenere il distanziamento sociale, specialmente in aree con elevata trasmissione in comunità".

"La trasmissione da soggetti asintomatici, largamente sottostimata, rappresenta il tallone d’Achille delle strategie per contenere la pandemia" spiega Nino Cartabellotta Presidente della Fondazione GIMBE. "Le politiche di prevenzione devono essere guidate dal principio di precauzione e da princìpi di costo-efficacia; ovvero, anche in assenza di robuste evidenze scientifiche, è possibile concludere che un limitato utilizzo delle mascherine contribuisce alla crescita dei contagi".

Coronavirus, asintomatici tallone d'achille del contenimento

Tutte le valutazioni scientifiche convergono sul messaggio "mascherine per tutti".

mascherine per tutti perche-2-2

  • Il contagio da soggetti asintomatici ha una notevole rilevanza: sia per il loro numero assoluto, sia perché i pazienti positivi sono più contagiosi nei primi giorni dell’infezione, quando sono asintomatici o presentano sintomi lievi.
  • Una semplice mascherina in tessuto indossata da un soggetto infetto riduce di 36 volte la quantità di virus trasmessa e permette di attuare il cosiddetto “controllo della sorgente”: ovvero, è molto più facile bloccare le goccioline (droplets) quando escono dalla bocca, piuttosto che arginarle quando si disperdono nell’aria.
  • Non esistono sperimentazioni cliniche che hanno valutato l’efficacia di mascherine da parte della popolazione generale per contenere l’epidemia di COVID-19, ma diverse sperimentazioni empiriche dimostrano che la mascherina potenzia gli effetti di altre misure di distanziamento sociale.
  • La mascherina non deve necessariamente arginare ogni singola particella virale, ma più ne blocca più si riduce la diffusione del virus. Infatti, gli effetti complessivi dell’uso delle mascherine nella popolazione generale dipendono dall’efficacia della mascherina e dalla percentuale della popolazione che la utilizza. Ovvero è possibile ottenere lo stesso risultato aumentando l’aderenza della popolazione, anche con mascherine meno efficaci.
  • Per aumentare l’aderenza della popolazione l’approccio più efficace è l’obbligo di indossarle in contesti specifici (es. mezzi di trasporto pubblico, supermercati), o ancora meglio sempre quando si esce da casa.
  • Se è vero che, in caso di obbligo di mascherina, alcune persone tendono ad attuare comportamenti a rischio (es. violare il lockdown, lavarsi meno le mani), a livello di popolazione l’effetto preventivo non viene compromesso.
  • Le analisi economiche dimostrano che ogni singola mascherina (dal costo trascurabile) indossata da una persona potrebbe generare enormi benefici economici e salvare molte vite.
  • Tenendo conto delle difficoltà di approvvigionamento e distribuzione, la scienza conferma l’opportunità del “fai da te”, perché non c’è alcuna evidenza che le mascherine debbano essere costruite con materiali o tecniche particolari. In tal senso le indicazioni dei ricercatori sono molto chiare: “Per impedire la trasmissione di droplet puoi costruire tu stesso la mascherina: da una maglietta, un fazzoletto, una sciarpa, una bandana inserendo un tovagliolo di carta, come filtro usa e getta, tra due strati di un tessuto a maglie strette che ti permetta di respirare. Puoi lavare la mascherina di stoffa in lavatrice e riutilizzarla, esattamente come una maglietta”.

Considerato che dal 4 maggio i contatti sociali aumenteranno progressivamente, al fine di ridurre il rischio di contagio sarà indispensabile usare la mascherina in tutti i luoghi pubblici dove non è possibile mantenere il distanziamento sociale.

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