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Lunedì, 24 Gennaio 2022
L'esperto

Covid, Galli: "La luce in fondo al tunnel non si vede"

"Siamo davanti quasi ad un virus diverso": il professore commenta così il quadro dell'epidemia in Italia

"La luce in fondo al tunnel? Non la vediamo. Siamo davanti quasi ad un virus diverso". Il professor Massimo Galli si esprime così, a Cartabianca su Raitre, davanti al quadro dell'epidemia di covid in Italia. La variante Omicron si diffonde, con numeri altissimi. "La variante Omicron ha sparigliato pesantemente, ha distrutto tante certezze che sembravano essersi formate sulla base dei dati. Nell'ultimo mese ho visto più reinfezioni di quante ne abbia viste in tutto il resto della malattia. Con Omicron si reinfettano anche i guariti e si infettano i soggetti vaccinati con 3 dosi", dice Galli.

"Siamo davanti ad una realtà diversa, quasi un virus diverso: bisogna riaggiustare il tiro. In Israele stanno facendo la quarta dose, aspettiamo i dati. Ma non è una strategia sostenibile vaccinarsi ogni 3-4 mesi con il solito vaccino, non è una strategia nemmeno praticabile. E' vero, il vaccino tiene fuori dalla rianimazione e dal cimitero. I non vaccinati rappresentano il polmone per il virus e l'elemento di pressione per gli ospedali. Una delle cose da fare è vaccinare alla grande i più piccoli", aggiunge.

Un allarme diverso arriva da Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, in un'intervista al quotidiano La Stampa: "Siamo in una situazione in cui piano piano si stanno riconvertendo i reparti e le sale operatorie per trasformarle in terapie intensive e la pressione sta aumentando al punto da far tornare alla mente quello che era successo nel marzo del 2020", spiega.

"Da un punto di vista etico è una situazione difficile", commenta. "I medici hanno il dovere e anche la predisposizione a dover curare tutti. Quello che è successo nella prima ondata nel lodigiano è stato drammatico. C`era carenza di respiratori e quindi di attrezzature con un fabbisogno che cresceva da un momento all'altro e quindi si sono fatte scelte che hanno dato origine a una lunga discussione anche all`interno della categoria. La Siaarti, la Società Italiana di Anestesia ha prodotto un documento e c`è stato un intervento della Consulta nazionale di Bioetica che poneva l'accento sul fatto che i medici potevano valutare l'età come fattore discriminante. In seguito c`è stata una discussione ed è prevalso un orientamento in linea con i dettami della Costituzione: si valuta in base alla risposta migliore alla terapia prendendo in considerazione una serie di parametri", ricorda Anelli. Sarà il criterio che si seguirà nelle prossime settimane? "Credo che non arriveremo mai più ai livelli di emergenza del marzo del 2020", risponde Anelli. "Lo spero perché quella situazione ha lacerato i medici, ha prodotto dilemmi etici in professionisti che hanno dovuto chiedere un aiuto alle istituzioni per capire quale fosse la scelta migliore". 

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