Mercoledì, 3 Marzo 2021

Massimo Galli e il pericolo di una terza ondata: "Sono preoccupato dai grandi spostamenti Nord-Sud"

L'infettivologo dell'ospedale Sacco: "Il ritorno di tanta gente che vive fuori casa per lavoro o per studio è un problema"

Massimo Gallo ANSA

Più che dagli spostamenti tra i Comuni, Massimo Galli è preoccupato da quelli che avverranno lungo la direttrice nord-sud nei giorni dell'esodo. C'è "un problema più serio" rispetto al dibattito sullo stop alla mobilità nei giorni clou della feste, una questione "su cui mi avventuro sapendo che sarebbe meglio non farlo: è il problema dei grandi spostamenti Nord-Sud", spiega Galli all'AdnKronos, come pure dei ritorni dall'estero perché "anche noi siamo il Sud di qualcosa". "Francamente non è un problema scevro da preoccupazioni" dice l'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano e docente all'università Statale cittadina.

Sul fatto che possa o meno avere ripercussioni sull'andamento dell'epidemia di Covid-19, "chi vivrà vedrà. Ma come non lo è stata a marzo, non sarà una buona cosa neanche adesso e su questo - è convinto - c'è poco da avere dubbi". "Il ritorno di tanta gente che vive fuori casa per lavoro o per studio", secondo lo specialista dunque "è un problema. Anche qui, se si può, prudenza", invita Galli. Quanto allo stop imposto agli spostamenti anche fra Comuni nei giorni del 25 e 26 dicembre e del 1 gennaio, "mi rendo perfettamente conto - osserva l'esperto - che a molti possa dare fastidio e non illegittimamente". Per diverse ragioni a cominciare dal fatto che, in effetti, "se ad esempio mi muovo da un estremo all'altro di Milano facilmente faccio più chilometri di quanti ne farei spostandomi fra Comuni distanti poche centinaia di metri" o attaccati senza soluzione di continuità. La domanda allora è: come si può fare a decidere eventuali deroghe o eccezioni? "Non è compito mio, però se lo fosse io su due piedi non saprei come fare", perché "ogni criterio rischierebbe di essere arbitrario". Insomma, taglia corto Galli, "forse sarebbe meglio che le persone assumessero quella che è l'indicazione importante: a Natale stiamo a casa perché quella in cui ci troviamo non è una situazione che ci permette di condurre le danze come le abbiamo sempre condotte".

Sul "tampone di Natale" l'infettivologo ribadisce che è "meglio farlo il più possibile a ridosso dell'eventuale visita". L'importante è adottare comunque tutte le precauzioni del caso, perché "se l'esito è negativo significa che in quel momento non ti sei infettato o comunque non hai una carica virale tale da poter essere considerato positivo. Non stai cioè sviluppando in quel momento una carica virale significativa e a quel punto, almeno relativamente a contatti nelle ore successive, di problemi non ne hai".

Galli: "Senza precauzioni la terza ondata è scontata"

Quanto alla terza ondata Galli dice che "non l'ha necessariamente ordinata il dottore". Ma "se non prendiamo tutte le necessarie precauzioni, e non continuiamo a mantenerle, non posso che accodarmi alle posizioni già espresse da alcuni miei illustri colleghi e dire che la ripresa della malattia a gennaio è un fatto quasi scontato". "Non ci possiamo permettere di non essere prudenti - spiega ancora all'Adnkronos Salute - E' una banalità, ma tutti i segnali che tirano verso il 'liberi tutti' diventano pericolosi". Per lo specialista quella che viviamo "è oggettivamente una situazione che non consente in linea generale, e in particolare in alcune zone della Lombardia in cui il virus è comunque ancora molto presente, di applicare degli avventurismi, di avere atteggiamenti" che poi possono comportare effetti "estremamente negativi". Galli ammette che tutto sembra un po' "scaricato sui cittadini", ma innegabilmente "la responsabilità individuale è un fatto importante - ammonisce - Non possiamo andare nei luoghi dove più facilmente le persone si concentrano e rimanere stupiti dicendo 'ma guarda quanta gente c'è!'. La domanda è 'è tu? Anche tu sei lì insieme a loro'".

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