Domenica, 28 Febbraio 2021

Che cosa dobbiamo aspettarci dai contagi per questa settimana in Italia

Secondo Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, nei prossimi giorni "sarà difficile vedere un decremento di casi". E sul nuovo Dpcm: "Voglio tentare di essere ottimista". Ma le curve degli altri Paesi sono un campanello d'allarme

Saranno efficaci le misure del nuovo Dpcm, e sono sufficienti? "Me lo auguro - dice a Buongiorno, su Sky TG24, Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano -  voglio tentare di essere ottimista, sottolineando il fatto che se si guarda alle curve dei Paesi vicini si vede chiaramente che, spostando indietro le loro curve, coinciderebbero esattamente con le nostre, con un paio di settimane di intervallo. Ci mettono di fronte a quello che ci si può aspettare nel prossimo futuro, se non che, senza interventi decisi, le nostre curve possano prendere un andamento più veloce. Mi auguro veramente con tutto il cuore di no, ma che ci sia allarme e che vada considerato con estrema attenzione ormai l'abbiano capito quasi tutti".

Galli: "Questa settimana sarà difficile vedere un decremento di casi"

Galli ha spiegato di non credere che l'Italia possa arrivare a 30mila casi nel giro di qualche giorno, "però questa settimana sarà difficile vedere un decremento di casi, perché quello che stiamo per vedere è già accaduto dal punto di vista dell'infezione. Sono gli interventi che partono da oggi che ci si augura aiutino ad invertire la tendenza in maniera abbastanza decisiva. Il messaggio è che ci dobbiamo mettere tutti quanti a fare il possibile perché questa cosa avvenga e impegnarci a stare più in casa, avendo meno contatti o limitandoli a quelli strettamente necessari".

"C'è l'assoluta necessità di reperire molto presto ambiti dove poter tenere in quarantena le persone che non possono stare in quarantena a casa. Persone positive che non possono stare a casa ad infettare gli altri in appartamenti piccoli", ha poi spiegato, sottolineando che "servono anche luoghi dove mettere le persone nel momento negativo dei primi giorni di infezione nel caso in cui non ci sia necessità di ricovero in ospedale, perché questi saranno rapidamente in sofferenza o lo sono già. Gli ospedali non possono tornare nella situazione di non poter garantire l'assistenza a pieno regime alle altre patologie, che non vanno in sciopero durante le epidemie".

"Scuole chiuse in Campania?  Sto con De Luca"

Sulla chiusura delle scuole, Galli è d'accordo con il governatore campano. "Sto con il governatore della Campania per le posizioni che ha preso, molto decise ma molto logiche, anche sulla scuola". "La Campania - ha spiegato - è una regione molto popolosa, con un sistema sanitario che ha delle eccellenze, ma che rischia di trovarsi davanti a una challenge superiore alle sue forze. Questo non riguarda solo la Campania, siamo onesti e logici, in ogni caso è in una situazione in cui essere estremamente prudenti e intervenire con decisione è importante". Se potesse dare un suggerimento al premier Conte e al CTS, cosa indicherebbe? "Le cose da suggerire sarebbero molte, ma la cosa fondamentale è agire con decisione per la gestione delle persone infettate che non hanno posto in ospedale e sulla protezione degli anziani, che andrebbe articolata meglio. Per finire, certamente più diagnostica, più diagnostica, più diagnostica".

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