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Venerdì, 24 Maggio 2024
La vicenda / Varese

Il matrimonio finisce in tribunale: "Bevevano vino a canna e facevano pipì in piscina. La sposa era in lacrime"

Secondo la proprietaria della villa la situazione sarebbe degenerata quando il novello sposo ha capito che non avrebbero servito più alcol. Lui però nega tutto e si dice pronto a dare la sua versione dei fatti

Un matrimonio da incubo. Così almeno racconta la proprietaria di un'elegante villa sul lago di Varese che sarebbe stata minacciata nientemeno che dal novello sposo, oggi 35enne, che lunedì 22 aprile è comparso davanti al giudice del Tribunale di Varese Davide Alvigi. È accusato di minaccia, tentata violazione di domicilio e danneggiamento.

Matrimonio da incubo sul lago di Varese: il racconto della proprietaria

La vicenda risale al settembre del 2021 e si è svolta in una suggestiva villa di Galliate Lombardo affittata per le nozze di una giovane coppia. Secondo l'accusa non tutto sarebbe andato per il verso giusto. Alcuni degli invitati sarebbero anzi arrivati già ubriachi e ben presto la nutrita comitiva, con lo sposo in testa, avrebbe iniziato a esagerare. Come riporta il quotidiano Prealpina, la padrona di casa ha raccontato al giudice quei momenti concitati. "C'era una trentina di ragazzotti che bevevano il vino a canna, facevano pipì in piscina, saltavano sui tavolini. Dissi «non siamo allo stadio» e li invitai a calmarsi". Con il passare delle ore, complice il tasso alcolico, la situazione sarebbe via via degenerata.

Le presunte minacce

Quando il novello sposo, dopo il taglio della torta, ha capito che gli addetti al catering non gli avrebbero più servito vino sarebbe quindi passato alle minacce vere e proprie. A detta dell'accusa il 35enne avrebbe insultato la proprietaria arrivando addirittura a mimare il gesto dello sgozzamento. "Mi ha persino gridato: «Ti taglio la testa»" ha raccontato la donna al giudice. Non pago lo sposo avrebbe  cercato di raggiungere le stanze superiori della villa della donna e avrebbe anche scagliato un arco di ferro battuto contro un tavolo antico, distruggendolo. Così come sarebbe stata devastata una pianta "dracena" di grande valore.

"La sposa era in lacrime", ma l'uomo nega tutto 

La  titolare della villa ora chiede i danni: "Dopo quello che è successo abbiamo smesso di organizzare matrimoni nella nostra villa" ha spiegato la donna assistita dall'avvocato Fabio Ambrosetti. "Quel lavoro era la mia vita, ma quell'episodio era stato davvero troppo. La sposa era in lacrime". Fin qui la versione dell'accusa. Sì perché lo sposo nega tutto e si dice pronto a dare la propria versione dei fatti. A fare chiarezza sulla vicenda sarà la magistratura. 

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