Lunedì, 12 Aprile 2021

Mattarella: "Il 25 aprile è la nostra forza, insieme possiamo farcela"

La Resistenza, la Liberazione e la fine della "follia" nazifascista fanno parte della storia della Repubblica, ne costituiscono una "riserva etica, di straordinario valore"

Il Presidente oggi all'Altare della Patria - ANSA/Paolo Giandotti

Mattarella ha deposto una corona di fiori all'altare della Patria, in occasione del 25 aprile: è arrivato in piazza Venezia con la mascherina, poi l’ha tolta al momento della deposizione e l’ha rimessa, scendendo la scalinata del Vittoriano. Il presidente della Repubblica era da solo, senza alcun seguito. In cima alla scalinata ha trovato due corazzieri, entrambi con la mascherina, che hanno portato una corona al sacello del milite ignoto. Un trombettiere dei carabinieri ha suonato il silenzio. La scorta lo ha atteso ai piedi della scalinata. Si è trattato dunque di un omaggio più sobrio che mai, senza le autorità, civili e militari, senza il seguito presidenziale e il cerimoniale.

Un 25 aprile inedito, un 25 aprile di lockdown. In ogni caso la Resistenza, la Liberazione e la fine della "follia" nazifascista fanno parte della storia della Repubblica, ne costituiscono una "riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale" che oggi, ancora una volta, deve fornire al Paese quella potente energia comune - ben rappresentata dal Tricolore - per affrontare insieme la fase di rilancio del Paese in continuità con i valori del 25 aprile. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebra la festività odierna, con riferimenti inevitabili all'emergenza che ormai da più di due mesi l'Italia è chiamata ad affrontare a causa del coronavirus

Un 25 aprile che "la pandemia del virus che ha colpito i popoli del mondo ci costringe a celebrare nelle nostre case", ma che naturalmente mantiene intatto "il suo valore di data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione". Una giornata che rappresenta l'occasione per riflettere sui "valori che hanno reso straordinario il nostro Paese"; che gli hanno permesso di superare "ostacoli che sembravano insormontabili". Oggi ne sono testimoni coloro "che si trovano in prima linea per combattere il virus" e nelle prossime settimane potranno e dovranno essere la molla "per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale". 

E' anche in quei lontani giorni di 75 anni fa che vanno ricercate le energie per superare la "dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite", di fronte alle quali Mattarella rinnova "i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra comunità nazionale". "Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all'oppressione, rischiando per la libertà di tutti, significa -sottolinea ancora il Presidente della Repubblica- ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base".

Valori che stanno testimoniando "coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali", manifestando "uno spirito che onora la Repubblica". "Valori morali e civili di portata universale", intorno ai quali nel dopoguerra "il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza", seppe "costruire il proprio futuro. Con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l'Italia", rivendica Mattarella, superò "ostacoli che sembravano insormontabili. Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino".

La dimostrazione di una "consapevolezza di un comune destino come una riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale", che si è manifestata "ogni volta che eventi dolorosi hanno messo alla prova la capacità e la volontà di ripresa dei nostri territori". Una "peculiarità nel saper superare le avversità", un serbatoio di energie a cui attingere nuovamente "anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale". Un incoraggiamento al quale il Capo dello Stato accompagna ancora una volta l'invito a una coesione sociale e politica, perché "nella nostra democrazia la dialettica e il contrasto delle opinioni non hanno mai, nei decenni, incrinato l'esigenza di unità del popolo italiano, divenuta essa stessa prerogativa della nostra identità". Per questo, la cosiddetta ripartenza rappresenta una "impresa" alla quale "siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore". Con la convinzione, conclude Mattarella, che "insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando".

Questo è il messaggio lanciato dal Quirinale per una festa della Liberazione che, per la prima volta, si vivrà senza cortei e manifestazioni, con fiori e corone di alloro deposti in solitaria, in ossequio alle disposizioni del lockdown. Ma che tutti potranno celebrare partecipando dagli schermi a "#Bellaciaoinognicasa", un flashmob promosso dall'Anpi per le 15.

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