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Domenica, 26 Maggio 2024
Caso internazionale / Stati Uniti d'America

Matteo Falcinelli in Italia la prossima settimana. E spunta un nuovo video

La novità annunciata dalla madre del giovane, maltrattato dagli agenti dopo l'arresto avvenuto lo scorso 25 febbraio a Miami, in Florida (Usa): "Aspettiamo il documento ufficiale, potrà restare fino al 30 giugno"

Il caso di Matteo Falcinelli continua a tenere banco tra Italia e Stati Uniti. Il giovane italiano arrestato a Miami, in Florida, lo scorso febbraio, potrebbe fare ritorno nel nostro Paese la prossima settimana. L'annuncio arriva direttamente da una nota inviata dalla madre Vlasta Studenicova alla stampa: "Vi comunico che ieri mattina (9/5/2024) è stata concessa dal giudice a Matteo l'estensione dell'attuale permesso di viaggiare con possibilità per lui di rimanere in Italia fino al 30 Giugno 2024. Stiamo aspettando l'emissione del documento ufficiale, sperando di ricevere prima della nostra partenza anche il file con tutte le registrazioni audio e video riguardanti il caso di Matteo. Pensiamo quindi di riuscire a rientrare in Italia verso la fine della settimana prossima".

L'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia di Matteo Falcinelli, ha parlato dopo l'incontro con il procuratore capo Lo Voi e l'aggiunto Calò, a cui era presente anche il parlamentare Pd David Ermini: "Abbiamo riscontrato la massima disponibilità del procuratore capo Francesco Lo Voi e del procuratore aggiunto Ilaria Calò e quindi, nei prossimi giorni, appena Matteo tornerà in Italia, presenteremo una denuncia. Al momento qui a piazzale Clodio in base a quanto abbiamo appreso, c'è solo una segnalazione del Consolato". L'incontro in procura è durato circa quaranta minuti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, al momento senza indagati o ipotesi di reato.

L'arresto di Matteo Falcinelli: il nuovo video

Nelle ultime ore è stato diffuso un nuovo video sull'arresto del 26enne: il giovane, legato e malmenato dagli agenti, appare visibilmente provato. Come mostrano le immagini, il ragazzo tenta con le ultime forze di giustificarsi: "Per favore, non ho fatto nulla. Sono disposto a pagare anche una cauzione. Se c'è un'accusa nei miei confronti sono pronto a difendersi". Parole che non vengono ben accolte dagli agenti, che replicano gelidamente: "Non è il caso di parlare di pagamenti, in questo paese non funziona così e potremmo contestarti il reato di corruzione". Il giovane intuisce che i poliziotti hanno frainteso le sue frasi o che le stanno volutamente utilizzando contro di lui, così ribatte: "Non vi rigirare le cose, io non ho detto questo, non dite cose sbagliate". Successivamente gli agenti lo invitano a ritrovare la calma e ad attendere alcuni minuti prima di andare davanti al giudice. La Farnesina intanto continua a seguire il caso, come sottolineato durante il Question Time al Senato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "Il console generale ha presentato una nota di protesta ufficiale. La nota, indirizzata al Dipartimento di Stato e al capo della polizia di Miami, ha evidenziato l'inaccettabilità di quanto accaduto. Il nostro governo continuerà a seguire il caso con la massima attenzione. Io stesso incontrerò la prossima settimana alla Farnesina l'avvocato incaricato dalla famiglia". Il North Miami Beach Police Department per il momento non rilascia dichiarazioni sul caso di Matteo Falcinelli, lo studente italiano sottoposto a violenze dopo l'arresto lo scorso febbraio, ma assicura che rilascerà in settimana una "dichiarazione dettagliata".

"Un uso eccessivo della violenza"

È quanto scrive il Miami Herald, il principale quotidiano della città della Florida, che ha pubblicato un lungo articolo sulla vicenda, sottolineando come le immagini dell'arresto violento, e dell'incaprettamento, stiano sollevando "polemiche in Italia" e attirando l'attenzione "di leader italiani". Chad Piotrowski, avvocato che rappresenta Falcinelli negli Stati Uniti, ha commentato la vicenda: "C'è un uso eccessivo della violenza da parte della polizia. La cosa inquietante è stato vedere i poliziotti che lo legavano con l'hog-tie mentre era solo in una cella chiusa". Il legale fa riferimento a una pratica, vietata da decine di dipartimenti di polizia e sconsigliata come potenzialmente letale dal dipartimento di Giustizia sin dal 1995, di collegare le manette strette alle mani con una cintura ai piedi, anche questi legati: "Non c'è assolutamente ragione di legare in quel modo quel povero ragazzo, non dovevano farlo, è una cosa difficile da guardare".

L'ipotesi della droga nel drink e quel vuoto di memoria di un'ora: cosa non torna sull'arresto di Matteo Falcinelli 

Nella ricostruzione realizzata dal quotidiano statunitense emergono diverse contraddizioni tra il rapporto della polizia e quanto emerge dai filmati delle bodycam degli agenti. Nel rapporto si afferma che Falcinelli lo scorso 25 febbraio era stato cacciato dallo strip club di Miami perché "stava provocando disturbo", e viene notato che i primi due agenti intervenuti erano fuori servizio, ma lavoravano per il club, circostanza abbastanza anomala. Secondo gli agenti, il giovane li avrebbe "intenzionalmente" toccati - cosa che in Florida fa scattare l'arresto - e non avrebbe obbedito "a molteplici comandi legali ad allontanarsi". "Dopo molti ordini perché si fermasse, gli agenti hanno tentato di arrestare Falcinelli che continuava a toccarli, non sono stati in grado di farlo perché lui continuava a tirarsi indietro". A questo punto l'hanno "indirizzato" a terra, e questa posizione avrebbe provocato un graffio ed un gonfiore sulla parte destra del volto. Nel documento redatto dai poliziotti manca quanto avvenuto dopo l'arresto e in cella: viene solo comunicato il suo trasferimento al Turner Guilford Knight Correctional Center.

La ricostruzione

Il giornale americano ripercorre anche le fasi più violente dell'arresto del giovane, originario di Spoleto e negli States per seguire un master alla Florida International University: "Falcinelli viene sbattuto a terra, con il volto contro l'asfalto e con il ginocchio dell’agente premuto contro il collo, la stessa manovra che in Minnesota uccise l’afroamericano George Floyd". Dopo l'arresto e il trasferimento in cella il trattamento non cambia: "In quattro lo hanno incaprettato sottoponendolo all’Hogtie restraint. Con una cinghia hanno legato i piedi alle manette dietro la schiena e tirato, tirato tra urla strazianti e sovrumane fino a quando il giovane li ha supplicati di smettere perché si sentiva letteralmente spezzare. 'Please, please, please'" le parole "pronunciate con un filo di voce tra lacrime e strazi indicibili. E cosi, con il rischio di morire, lo hanno lasciato per più di tredici minuti, quando qualcuno in quella posizione smette di respirare appena dopo 150 secondi".

Quotidiano Nazionale ha invece ripercorso le ore precedenti all'arresto: "Il ragazzo è entrato in un locale intorno alle 22.15: è solo, giù di corda dopo un brutto incidente del novembre precedente e non esce con gli amici per lo Spring break, l’inizio delle vacanze di primavera. Ordina un drink, rum e coca, ma ben presto si rende conto che è uno strip bar, racconterà poi. Alcune ragazze gli offrono sesso: 500 euro mezz’ora, mille un’ora ma lui rifiuta".

Il ragazzo quindi "resta al bancone e prima di allontanarsi per andare in bagno ordina un altro drink per lui e per una ragazza conosciuta sul posto. In bagno si accorge che gli mancano i due cellulari. Inizia a cercarli, chiede dove siano, e dopo una agitata ricerca la stessa ragazza gli riferisce che i suoi cellulari sono stati ritrovati all’ingresso del bar. Matteo li va a ritirare, e solamente dopo ritorna al bar per prendere i drink ordinati precedentemente. I drink erano già pronti sul bancone, li beve insieme alla ragazza e da qui in poi i ricordi si fanno offuscati. Non ricorda come arriverà all’uscita ma lì c’è già una pattuglia della polizia con due agenti, come emerge dal rapporto ufficiale, altri quattro ne arriveranno solo dopo. I poliziotti scriveranno di essere intervenuti perché il ragazzo ha creato problemi nel locale tanto da essere sbattuto fuori e di essersi opposto all’arresto, facendo resistenza agli agenti perché voleva indietro i 500 dollari spesi ma Matteo sostiene di non aver mai pagato quella cifra".

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