Venerdì, 18 Giugno 2021
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Matteo Bassetti: "Parlare di lockdown a Natale mette solo paura"

L'infettivologo del San Martino di Genova punta il dito contro i colleghi: "Bisogna stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica"

Matteo Bassetti, ANSA

Ancora una volta controcorrente. Nonostante l'aumento preoccupante dei contagi per Matteo Bassetti non è il momento di fare infondere paura. Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova ha parlato ad AdnKronos Salute dell'eventualità di  una nuova chiusura delle attività ventilata nelle scorse ore da Andrea Crisanti.

Coronavirus, Bassetti: "Prematuro parlare di lockdown a Natale"

 "Pensare ad un lockdown a Natale mi pare francamente prematuro" dice Bassetti. "Sparare dicendo che ci sarà una chiusura mette solo tanta paura nella popolazione e tanto allarme per uno dei momenti più belli in un anno che è stato molto difficile. Noi, clinici e medici, dobbiamo stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica, che deve decidere in base ai dati e all'andamento della curva epidemiologica".

Coronavirus, Bassetti: "Vediamo gli effetti del nuovo Dpcm"

Il componente della task force Covid-19 della Regione Liguria invita dunque alla calma. "Prima di parlare di lockdown iniziamo a vedere gli effetti che avrà il nuovo Dpcm nelle prossime settimane. Si stanno muovendo anche le Regione e le città con misure più strette, ad esempio a Genova da oggi verranno inasprite le norme. Se i numeri in alcune regioni o città dovessero aumentare, è evidente che si dovranno trovare delle strategie di contenimento, ma prima di arrivare alla chiusura vanno presi altri provvedimenti. In altri Paesi Ue non stanno procedendo con lockdown generalizzati, ma con chiusure molto circoscritte e limitate". 

La querelle tra camici bianchi e le accuse di Galli a 'Carta Bianca'

Ieri Bassetti era stato attaccato (sia pure senza essere nominato) dal collega Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. "Se dovessi togliermi qualche sassolino dalla scarpa - aveva detto Galli ospite di Cartabianca su RaiTre - potrei anche dire che alcuni messaggi eccessivamente rassicuranti in merito a un virus indebolito o una malattia inesistente hanno aiutato coloro che, a livello politico o di comportamento individuale, hanno pensato che non ci fosse più un problema così serio".

Galli non ha fatto nomi. Ma è fin troppo facile individuare chi nei mesi scorsi e ancora oggi ha veicolato messaggi dal tono rassicurante. Alberto Zangrillo, medico del San Raffaele di Milano, aveva parlato di un "virus clinicamente morto". E Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova, che aveva insisito sul concetto dei "positivi che oggi in larga parte sono asintomatici e non malati gravi come accadeva nei primi mesi della pandemia".

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