Martedì, 2 Marzo 2021

Seconda ondata, Matteo Bassetti: "Le previsioni si erano rivelate sbagliate, anche le mie"

L'infettivologo ammette le difficoltà: "Ma è inutile dire che la colpa è di ciò che non si è fatto durante l'estate"

Matteo Bassetti

"Le previsioni, anche quelle che ho fatto io, si sono rivelate sbagliate. È ritornata un'importante ondata di questa infezione e ha trovato medici, sanitari e sistemi già stanchi da una prima ondata che avevamo voluto troppo presto dimenticare". Così Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria, intervenendo in collegamento con 'L'aria che tira' su La7. Bassetti era stato tra i medici più restii in estate a parlare di "seconda ondata" del virus. Il 4 agosto, intervendo ad Agorà Estate, invitava a "non fare terrorismo" su una recrudescenza del virus. 

A tre mesi di distanza però gli ospedali sono di nuovo pieni. E Bassetti non nega le difficoltà. "In questa situazione non ci siamo solo noi, molti Paesi sono alle prese con gli stessi problemi. È probabile che noi non ci siamo organizzati al meglio, ma quando si ammalano così tante persone il sistema va comunque in difficoltà. Oggi è inutile dire che la colpa è di ciò che non si è fatto durante l'estate, dipende da quello che non è stato fatto negli ultimi 30 anni", aggiunge l'infettivologo.

Quello che vediamo in queste ore, tuttavia, "sembra un timido segnale di rallentamento. Siamo arrivati a 3.000 metri e stiamo correndo, è molto faticoso. Siamo su un plateau ma è molto alto, dobbiamo scendere a 1.500 metri: siamo molto in alto e questo crea enorme pressione sugli ospedali". 

Lo sfogo di Bassetti: "Ho ricevuto critiche da tutti"

Solo un paio di giorni fa Bassetti si era lasciato andare ad un duro sfogo annunciando l’intenzione di lasciare Genova alla fine della pandemia.  "Ho ricevuto attacchi da tutti", spiegava. "Da colleghi, da giornalisti, da politici. Sembra essere diventato lo sport cittadino. Manca solo che mi critichino per il colore dei calzini". 

"Amo follemente questa città e ho voluto tornarci a tutti i costi - aveva concluso l'infettivologo -, volevo che i miei figli crescessero qui. Non immaginavo di trovare tanta cattiveria. C’è questo atteggiamento nei confronti di chi prova a fare qualcosa di nuovo, non stupiamoci se Genova va male. Ricevo ogni giorno offerte di lavoro, potrei andare dove voglio. Arrivati a questo punto o mi rassegno alla mediocrità oppure me ne vado, col dispiacere nel cuore".

Matteo Bassetti: "Schifato dalle critiche contro di me, a fine pandemia lascio Genova"

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