Domenica, 7 Marzo 2021

Matteo Bassetti si vaccina in diretta tv e boccia il piano del governo: "Un'utopia l'immunità di gregge a settembre"

L'infettivologo del San Martino di Genova: "Tra pochi giorni sarò pieno di anticorpi istruiti a combattere contro il virus"

Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, ha ricevuto la seconda dose di vaccino in diretta tv su ‘Mattino Cinque’.  "Ho appena effettuato la seconda dose di vaccino per il Covid" ha commentato l’infettivologo su facebook. "Tra pochi giorni sarò completamente immune e pieno di anticorpi istruiti a combattere contro il virus".

"La vaccinazione - ha aggiunto - è un diritto e per noi operatorio sanitaria è anche un dovere. Non dimentichiamolo. Uniti nella vaccinazione per vincere la guerra contro il virus". 

A ‘Mattino Cinque’ Bassetti ha detto la sua sulla strategia vaccinale del governo, ribadendo che a suo giudizio il piano per arrivare all’immunità di gregge entro fine estate è utopistico. In sostanza, l’infettivologo ritiene impossibile vaccinare 40 miloni di persone entro settembre. "Se lei considera le due dosi dire dover fare più di 400mila vaccinazioni al giorno". Una missione impossibile secondo Bassetti che invita il governo e il commissario Arcuri a  considerare l’ipotesi di un piano B, ovvero "mettere in sicurezza le persone più anziani, le più fragili, gli ultrasettantenni e chi ha delle malattie importanti. A questi dobbiamo dedicare la nostra attenzione in modo che si arrivi entro l’estate a vaccinarne almeno il 90-95%. Ci auguriamo che poi durante la seconda parte dell’anno si possa arrivare ad avere i vaccini anche per tutti gli altri".

Le varianti del coronavirus e le preoccupazioni degli esperti

Raggiunto dall’AdnKronos Salute, l’invettivologo ha poi parlato anche delle varianti del Sars-Cov-2 che stanno mettendo sul chi va là gli studiosi di virus. "La variante brasiliana 'E484K' sembra essere una mutazione abbastanza significativa. Arrivano notizie di persone, come il caso di un'infermiera, che si sono reinfettate in un tempo anche breve perché il virus ha circolato in maniera indisturbata. È molto simile alla variante Sudafricana, evidentemente riesce a sfuggire al nostro sistema immunitario. E' chiaro che queste mutazioni vanno adeguatamente e meticolosamente studiate anche in Italia perché il virus sta circolando".

"Per studiare queste mutazioni - ha precisato l'esperto - Occorrono però laboratori molto attrezzati e investimenti nella ricerca. Da qui ai prossimi mesi vedremo altre varianti del coronavirus. Sappiamo che il vaccino può essere modificato, come già avviene per quelli antinfluenzali, per contrastarle".

Bassetti promuove il sistema a colori: "Razionale e scientifico"

L'invettivologo del San Martino ha invece promosso la strategia del governo di dividere la penisola per aree di rischio. "Colorare le Regioni credo sia utile in quanto il metodo è razionale e scientifico. Si decide in base alla diffusione del virus e alla capacità delle terapie intensive. Un sistema di geolocalizzazione del virus che in qualche modo ha dato un buon effetto nel mese di novembre. Un provvedimento migliore rispetto alla misura unica del periodo natalizio, dove si cambiava colore in un modo che di scientifico e di razionale aveva davvero poco. Adesso ci sono misure molto selettive: dei mini lockdown non tanto su base regionale ma addirittura su base provinciale, che ci auguriamo ci facciano uscire da questa seconda ondata".  

"Il tasso di positività in Italia è oggi sotto al 10% - ha aggiunto Bassetti ai microfoni del programma  'Gli Inascoltabili' in onda su NSl Radio - se mettiamo anche i tamponi rapidi siamo sotto al 5%, percentuale minore rispetto a qualche settimana fa. Questo dato va consolidato ma bisogna non abbassare la guardia. Ancora dobbiamo avere cautela. Dobbiamo capire che mascherina e distanziamento sono fondamentali per tornare presto a una vita normale nelle varie attività. In alcune Regioni, almeno quelle più virtuose, nelle prossime settimane si potrà tornare con una colorazione gialla e nel breve tornare alla normalita'. Non bisogna deprimerci troppo quando i dati non sono buoni ma ne' essere troppo positivi quando i dati vanno bene, agire con cautela da parte di tutti noi, compresa la stampa che ha fatto davvero troppo troppo allarmismo".

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