Mercoledì, 3 Marzo 2021

Dopo la morte del padre riceve una bolletta da 13mila euro, ma il contatore era "fermo"

Un cittadino di Parma è riuscito a dimostrare che la casa in questione era rimasta disabitata per anni, facendosi ricalcolare l'importo. Grazie alla prescrizione però non sborserà una lira

Foto di repertorio non riferita al contenuto dell'articolo

Ha ricevuto una bolletta ‘monstre’ di 12.600 euro a titolo di conguaglio per una casa rimasta disabitata per anni, ma dopo aver presentato reclamo - grazie all’intermediazione di Confonsumatori - è riuscito a non sborsare una lira. È successo ad un cittadino di Parma, che dopo la morte del padre - venuto a mancare nel 2014 a causa di una malattia - aveva ricevuto in eredità una casa sulle colline della provincia. Nonostante il contratto di fornitura del gas fosse rimasto intestato al defunto, nel 2020 il figlio si è visto recapitare due bollette da far girare la testa: la prima pari a 10 mila euro, la seconda di circa 2.600 euro, per il periodo tra marzo 2018 e gennaio 2020.

Confconsumatori spiega però che quella casa era rimasta disabitata per molto tempo e che in mancanza di letture del contatore, il gestore si era basato sull’ultima bolletta del 2009 per calcolare l’importo annuo da pagare. Il padre dell’uomo aveva soggiornato nell’abitazione per lunghi periodi, soprattutto in inverno, fino al 2010 quando si era ammalato. A partire da quella data i consumi si erano però quasi azzerati. Sta di fatto che da un certo punto in poi le bollette non erano state più pagate.  

L’importo si basava su consumi non veritieri

“Il problema  - si legge nella nota di Confconsumatori - nasceva, tuttavia, dall’assenza di letture e/o autoletture del contatore, non più pervenute alla società dall’agosto del 2008, rendendo così difficoltoso poter provare il vero periodo in cui si fossero effettivamente utilizzati i quantitativi di gas indicati nelle maxi-bollette”. Come accennato sopra per calcolare l’importo il gestore  si era basato sull’ultima bolletta del 2009, ma a giudizio del cittadino che ha presentato reclamo si trattava di consumi non veritieri.

La bolletta “contestata”

Da qui – vista anche l’entità della cifra – la decisione di presentare formale reclamo. Per contestare la maxi bolletta l’associazione dei consumatori ha allegato alle carte le fatture della luce – emesse da un gestore diverso – “che riportavano importi quasi pari a zero, a dimostrazione che dal 2010 in poi anche il consumo di gas, di conseguenza, doveva essere drasticamente calato e che le maxi bollette si erano basate su un conteggio errato da parte del gestore”. Alla fine il cittadino ha vinto su tutta la linea. L’importo è stato ricalcolato distribuendo correttamente i consumi solamente negli anni 2008-2009 (anni di effettivo consumo), anche se nel frattempo era intervenuta la prescrizione. Morale della favola? L’uomo non ha dovuto sborsare una lira.

La nuova legge sulla prescrizione delle bollette

Per Francesca Campanini di Confconsumatori “siamo di fronte a un caso in cui ci si è potuti avvalere delle recenti delibere dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente che, a partire dalla legge di bilancio 2018, prevedono la prescrizione breve di soli 2 anni. Questi provvedimenti sono infatti volti alla tutela del consumatore e ne riconoscono il diritto di vedere i propri consumi fatturati in tempi congrui”.

Cosa dice la nuova legge sulla prescrizione delle bollette

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