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Martedì, 28 Maggio 2024
Immigrazione

Migranti, cosa c'è dietro la rotta tunisina

Lampedusa vive l'ennesima emergenza. Netta impennata di arrivi dalla Tunisia, nonostante il presidente abbia firmato con l'Ue un accordo che adesso potrebbe tornare in discussione. Fibrillazioni nella stessa Unione. Rischio boomerang per la premier Meloni, con la Lega che parla sempre meno da alleata e chiede azioni più incisive

Il mese di settembre 2023 per l'isola di Lampedusa è quello dell'emergenza migranti. L'ennesima. Migliaia di persone affollano l'hotspot, i trasferimenti non procedono con la stessa velocità degli arrivi. Europa e Italia, quasi fossero reltà a sè, non trovano la quadra e riemergono divisioni e tensioni. I dati dicono che c'è stata un aumento drastico delle partenze dalla Tunisia, eppure un recente accordo proprio dell'Ue col governo locale mirava a indebolire i trafficanti e quindi ridurre le partenze. Così non è stato. L'intesa scricchiola. Aumentano le crepe nella diplomazia internazionale. A livello nazionale la Tunisia potrebbe diventare un boomerang per il governo Meloni. La premier ha portato avanti la linea del dialogo col "piano Mattei" per l'Africa. Adesso però gli alleati mordono il freno, la Lega si smarca e chiede "un cambio di passo". Il prossimo step è il Consiglio dei ministri del 18 settembre: potrebbero arrivare le prime contromosse della premier. Partiamo dai dati per capire cosa succede e perché la Tunisia è diventata centrale.

Emergenza sbarchi sull’isola di Lampedusa LaPresse

Boom di sbarchi di migranti nel 2023

Secondo i dati del ministero dell'Interno, dal 1° gennaio 2023 al 14 settembre sono sbarcati in Italia 125.928 migranti. Erano stati 66.164 nello stesso intervallo di tempo del 2022. Numeri alla mano, gli arrivi sono quasi raddoppiati. sbarchi migranti gennaio settembre 2023 fonte viminaleDei migranti arrivati in Italia, 11.630 sono minori non accompagnati. Nello stesso periodo del 2022 erano stati 14.044. 

sbarchi migranti gennaio settemre 2023  minori fonte viminale
Al momento dell'arrivo, ai migranti viene chiesta la nazionalità. Nel 2023, la maggior parte di loro ha detto di essere originario della Guinea (14.942), della Costa d'Avorio (14.120) e della Tunisia 11.402.

sbarchi migranti gennaio settembre 2023  provenienza fonte viminale 2

I dati sono coerenti con quelli di Frontex, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, secondo cui gli attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell'Ue sono aumentati del 18% nei primi 8 mesi del 2023, superando le 232.350 unità, il totale più alto nei mesi di gennaio-agosto dal 2016. 

Per quel che riguarda l'andamento dei trasferimenti in base al Regolamento di Dublino - che prevede sia il Paese di primo approdo a doversi far carico del migrante - su 4.015 richieste di trasferimento di "dublinanti" inviate dall'Italia agli Stati Ue, solo 22 sono i trasferimenti effettuati nei primi 8 mesi di quest'anno. Nello stesso periodo su 23.220 richieste di trasferimento inoltrate dagli altri Paesi all'Italia (per migranti che erano stati registrati quindi in Italia) sono soltanto 46 i trasferimenti effettuati. Complessivamente col meccanismo della relocation dal 10 giugno 2022 al 31 agosto 2023 su un impegno per il trasferimento di 8.289 migranti dall'Italia verso i 13 Stati aderenti, in 1.159 hanno effettivamente lasciato il Paese.

L'ipotesi Marina militare per fermare gli sbarchi

La situazione a Lampedusa 

A settembre 2023 gli sbarchi sulle coste di Lampedusa hanno segnato un netto aumento. Soprattutto fra il 13 e il 15 settembre sono stati pressoché costanti. Non allo stesso ritmo è stato possibile procedere con i trasferimenti. La conseguenza? L'isola è diventata una polveriera. Troppe presenze, nettamente superiori alla capacità di accoglienza. Ci sono stati anche momenti di tensione davanti all'hotspot e al porto, con l'intervento delle forze dell'ordine per evitare il caos. Il sindaco è stato netto: "Siamo allo stremo".

L'hotspot ha raggiunto le seimila presenze. A oggi nella struttura si trovano 3.800 persone. Per gestire la situazione sono mobilitati 130 operatori e volontari della Croce Rossa Italiana, più le forze dell'ordine. Per avere un'idea di cosa significa basta pensare che la capienza prevista è di 400 persone. Nella giornata del 13 settembre, secondo i dati della Cri, sono stati prodotti 5.000 pasti a pranzo e 5.000 pasti a cena. Gli operatori stessi si dicono "provati ma operativi".

Emergenza sbarchi nell’isola di Lampedusa

Crescono gli arrivi dalla Tunisia

Secondo Frontex, gli attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell'Ue sono aumentati del 18% nei primi 8 mesi del 2023, superando le 232.350 unità, il totale più alto nei mesi di gennaio-agosto dal 2016. A fare la parte del leone è il Mediterraneo centrale. Il numero di attraversamenti irregolari su questa rotta - 114.562 - è quasi raddoppiato (+96%) rispetto ai primi otto mesi del 2022.

"L'aumento della pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale potrebbe persistere nei prossimi mesi, con i contrabbandieri che offrono prezzi più bassi per i migranti in partenza dalla Libia e dalla Tunisia, in un contesto di forte concorrenza tra i gruppi criminali", scrive Frontex nel suo report.

migranti rotte fonte www.consilium.europa.eu

Negli anni la Tunisia è diventata un punto di transito sia per i migranti in fuga dalla Libia, sia per quelli che arrivano dalle altre aree dell'Africa (che però in Tunisia vivono da irregolari e sono trattati come criminali dalle autorità). Nelle ultime settimane c'è stato un nettissimo aumento di partenze dalla Tunisia. Eppure un accordo firmato nel mese di luglio con l'Ue vedeva, tra i punti focali, proprio una maggiore azione contro i trafficanti per stroncare il fenomeno. Dalla firma dell'intesa però i barchini in mare si sono moltiplicati. Dal 16 luglio, secondo l’elaborazione del ricercatore Ispi Matteo Villa, dalla Tunisia sono sbarcate 31.000 persone, il 60% in più di quante ne erano arrivate nei due mesi precedenti alla firma del memorandum Ue-Tunisia: 19.000. 

matteo villa

L'accordo di carta dell'Ue con la Tunisia per i migranti

Cosa prevede l'accordo? Cinque i pilastri al centro dell'intesa del 16 luglio scorso, firmata con annessi sorrisi a favore di telecamere dalla premier Meloni, dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dal presidente tunisino Kais Saied, e dal primo ministro del Regno dei Paesi Bassi, Mark Rutte. L'accordo mira a:

  • creare opportunità per i giovani tunisini. Per loro "ci sarà una finestra in Europa con l'Erasmus". Per le scuole tunisine stanziati 65 milioni;
  • incentivare lo sviluppo economico della Tunisia;
  • investire anche per migliorare la connettività della Tunisia, per il turismo e l'agricoltura;
  • potenziare l'energia pulita;
  • fermare le organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti.

A ogni punto corrispondono importanti stanziamenti Ue. In particolare per il tema migrazione, l'Ue ha messo a disposizione 105 milioni di euro per sostenere Saied nel blocco delle partenze. La cooperazione secondo l'accordo deve riguardare anche le attivita Sar (ricerca e soccorso) nel Mediterraneo e i rimpatri da mettere in atto prima che i migranti subsahariani lascino il territorio tunisino. Allo stesso tempo il Memorandum include la facilitazione alla migrazione regolare dalla Tunisia ai Paesi europei.

"Il partenariato con la Tunisia deve essere considerato un modello per costruire nuove relazioni con i vicini nordafricani. Tutto questo qualche mese fa sarebbe stato impensabile, e voglio dirlo con un certo orgoglio ma anche con un certo livello di gratitudine verso l'Unione europea e il presidente Saied", diceva Meloni subito dopo la firma.Cerimonia della firma del Memorandum d'Intesa UE-Tunisia foto Palazzo chigi

L'accordo "benedetto" da Meloni però ha fin da subito lasciato molti margini di dibattito. Da più parti è stata criticata l'intesa con Saled. In primis per la sinistra non dava garanzie sul rispetto dei diritti umani. Nonostante le critiche, l'intesa ufficialmente esiste. L'auspicata stretta ai trafficanti tunisini però non si è vista.

L'instabilità di Libia e Tunisia, alle prese con una forte migrazione dall’Africa subsahariana, incentiva l'esodo di migliaia di persone che raggiungono le coste e sono pronte a tutto per scappare.  Pur calcolando un fisiologico aumento dei viaggi col ritorno del bel tempo, c'è l'ipotesi di navi-madri che lanciano contemporaneamente decine di imbarcazioni a poche miglia da Lampedusa sfuggendo alla guardia costiera tunisina. Su questa teoria lavora l'intelligence italiana e l'esecutivo attende un resoconto per potere elaborare una strategia operativa.  

Sale la tensione Ue-Tunisia

Come se non bastasse, adesso c'è un ulteriore elemento che potrebbe mettere a rischio l'esistenza stessa del memorandum Ue-Tunisi. In toto. La Tunisia ha infatti vietato l'ingresso nel Paese a una delegazione di eurodeputati, annullando all'ultimo secondo i permessi accordati. I componenti della commissione Affari esteri (tre francesi e due tedeschi) avrebbero dovuto andare a Tunisi per "sostenere un dialogo nazionale inclusivo dopo le ultime elezioni e valutare il memorandum d'intesa Ue-Tunisia", incontrare le organizzazioni della società civile, i sindacati, i leader dell'opposizione e i rappresentanti delle fondazioni politiche. "Chiederò di sospendere immediatamente l'attuazione del Memorandum" e "una valutazione della legalità di tale accordo da parte dei servizi legali del Parlamento", ha tuonato la leader del gruppo dei Socialisti e Democratici, la spagnola Iratxe García. "È ora che il Ppe e il suo leader Manfred Weber riconoscano che questo Memorandum è stato un'idea sbagliata fin dall'inizio, se non addirittura illegale, e smettano di dire che si tratta di un modello da replicare", ha aggiunto García.  

"La sinistra smetta di boicottare l'accordo Ue-Tunisia", ha chiesto invece il capodelegazione di Fratelli d'Italia- Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, secondo cui "è di tutta evidenza che, se nel frattempo da parte tunisina viene percepito un clima di ostilità politica crescente", l'impegno delle autorità locali nel contenere le partenze "può risentirne in maniera pesante". Per Fidanza "sabotare politicamente l'accordo significa quindi rendersi complici degli sbarchi e dei trafficanti", e "tacere di fronte al comportamento ipocrita dei governi francese e tedesco che si sono rimangiati gli impegni sui ricollocamenti volontari, significa rendersi complici di chi vuole trasformare l'Italia nel campo profughi d'Europa".

Il difensore civico europeo ha aperto un'indagine sulla Commissione europea e il suo memorandum d'intesa con la Tunisia per la gestione delle migrazioni. "Dove i diritti fondamentali non sono rispettati, non ci può essere una buona amministrazione", ha scritto il difensore civico europeo, Emily O'Reilly, in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in cui chiede se "la Commissione ha definito i criteri per la potenziale sospensione dei fondi a causa del mancato rispetto dei diritti umani?".

"La Commissione - la replica di una portavoce - resta impegnata nello sviluppare l'attuazione del Memorandum d'intesa con la Tunisia. Prima che vengano erogate le risorse vanno analizzati e approvati i progetti" legati all'accordo.

Migranti africani in condizioni tragiche sul confine libico con la Tunisia foto Associated Press LaPresse

Europa divisa: accoglienza forzata dell'Italia e Paesi "blindati"

Davanti all'impennata degli arrivi l'Europa si (ri)scopre divisa. Francia e Germania hanno chiuso le porte all'Italia. Il ministro dell'Interno transalpino Gérarld Darmanin ha detto di voler "blindare" il confine tra Mentone e Ventimiglia, sostenendo che è stato registrato "un aumento del 100% dei flussi".

Da Berlino è arrivato lo stop ai processi di selezione dei richiedenti asilo che arrivano in Germania dall'Italia nell'ambito del "meccanismo di solidarietà volontaria". A causa delle "forte pressione migratoria" e della "continua sospensione dei trasferimenti di Dublino", dice il ministero dell'Interno a 'Welt', l'Italia è stata informata della decisione di "rinviare" i processi "fino a nuovo ordine".

L'Austria ha deciso di intensificare il "monitoraggio" al Brennero dopo l'emergenza migranti a Lampedusa. Va detto che la situazione pare tranquilla. Alla stazione ferroviaria di Brennero, durante la sosta dei treni internazionali la polizia austriaca ormai da diversi anni sale sulle vetture per controllare i documenti di viaggio dei passeggeri. 

La reazione dei "vicini di casa" innesca quella del Governo italiano che torna a invocare l'azione dell'Europa. "Lo stop dei migranti di Francia e Germania? Me lo aspettavo. I ricollocamenti sono però secondari, sono state pochissime le persone ricollocate, la questione è fermare i movimenti primari", il commento della premier Meloni. 

salvini meloni tajani foto LaPresse

La Tunisia un boomerang per Meloni?

Meloni ha affidato il dossier migranti al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Intanto però le scelte della premier vengono soppesate, con sempre maggiore spirito critico, dai suoi stessi alleati. Il "Piano Mattei" per gli aiuti ai paesi di partenza e transito non convince. Salvini chiede a Meloni un cambio di passo. "Ci sono tanti modi per bloccare, ridurre un flusso: a mali estremi estremi rimedi", dice, invocando "un centro per le espulsioni in ogni regione". "Solo da noi - accusa Salvini - ci sono questi numeri, non in Spagna, in Francia, a Malta, in Grecia e in nessun'altra parte". Parla di "atto di guerra". 

Se il messaggio non fosse abbastanza chiaro ci pensa il vicesegretario leghista, Andrea Crippa, a rincarare la dose. In un'intervista ad Affaritaliani boccia la strategia della presidente del Consiglio di insistere sulla via diplomatica."Bisogna tornare a fare ciò che faceva Salvini quando era ministro dell'Interno. Lui ha dimostrato che i problemi si possono risolvere con atteggiamenti più rigidi. Non parlo solo del ripristino dei decreti Salvini del 2018, ma anche di un atteggiamento che deve essere più deciso", dice.

Già lunedì 18 settembre potrebbero arrivare le prime contromosse del Governo. In quella data è in programma un Consiglio dei ministri e potrebbe trovare spazio un nuovo pacchetto di misure.  "Il governo è determinato e probabilmente in Cdm affronteremo la situazione, lunedì potremmo prendere dei provvedimenti, ma deve essere chiaro che l'azione dell'Italia da sola non basta", anticipa il vicepremier e ministro agli Affari Esteri Antonio Tajani, a margine dell'assemblea 2023 di Confindustria. L'azzurro ribadisce che "Servono dei provvedimenti per fermare i flussi migratori. Bisogna andare avanti con i rimpatri. L'Europa non può far finta di nulla e sono convinto che la Francia comprenderà i nostri problemi. Appena tornato dagli Usa andrò in Francia e Germania". 

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