Martedì, 13 Aprile 2021

I migranti sono esseri umani, non strumenti di lavoro: tutte le ombre sulla "sanatoria"

Dopo le polemiche e le minacce di dimissioni, si va verso un accordo su permessi temporanei e precari. Ma la regolarizzazione è un tema sociale, di salute pubblica (oggi più che mai). I migranti non possono essere visti solo come strumenti di lavoro

A che punto siamo sulla regolarizzazione dei braccianti agricoli e migranti irregolari che lavorano negli altri settori? Dopo le polemiche a mezzo stampa e le timidissime minacce di dimissioni dei giorni scorsi da parte del ministro Bellanova, nella maggioranza si va verso un accordo, ma sarà quasi certamente un accordo su permessi temporanei e precari. "La proposta di Bellanova sulla regolarizzazione è di buonsenso: se non si mettono in regola decine di migliaia di persone che lavorano nei campi da sempre gli italiani non avranno la frutta italiana negli scaffali tra due mesi. Se tu non dai regole e tiri fuori dall'illegalità certe fasce di popolazione fai un favore alla mafia" dice il leader di Iv, Matteo Renzi, a Radio anch'io. Quanto alla contrarietà di M5s alla sanatoria, Renzi minimizza: "Io penso sia un punto che serve per alimentare i giornali. Lo sanno tutti che alla fine ci sarà l'accordo su questo. Possiamo toglierci i paraocchi ideologici".

"Stiamo assistendo ancora una volta a uno spettacolo imbarazzante e ridicolo - si legge in una nota di Mediterranean Hope, la federazione delle chiese evangeliche in Italia (non certo un manipolo di rivoluzionari, ma persone che dell'impegno sociale hanno fatto una ragione di vita) - se non fosse che in gioco c’è il destino di centinaia di migliaia di persone già presenti in Italia e costrette da tempo all’invisibilità e a dover subire sulla propria pelle i ricatti che inevitabilmente la condizione di soggiorno irregolare comporta: impossibilità di avere un contratto di lavoro, e quindi nessuna tutela e inevitabile sfruttamento lavorativo; impossibilità di avere una casa e di provvedere al sostentamento della propria famiglia e quindi marginalità sociale; impossibilità di poter accedere al sistema sanitario e quindi salute precaria, con rischi altissimi per se stessi e per gli altri, soprattutto in tempi di pandemia". 

"Di questo parliamo quando chiediamo un provvedimento di regolarizzazione  - continuano da Mediterranean Hope -  dare a queste persone la possibilità di vivere e lavorare legalmente, garantendo diritti e tutele per una maggiore sicurezza lavorativa, sanitaria e sociale, per tutti. E con nuove entrate fiscali e contributive, preziosissime, in questo momento. Proprio per queste ragioni non è accettabile pensare a permessi temporanei e precari, che non andrebbero a intaccare il fenomeno dell’irregolarità: l’intervento del governo non solo è necessario ma, oggi più che mai, deve essere il più ampio possibile, rivolto a tutti i settori lavorativi e con permessi di soggiorno almeno di sei mesi, rinnovabili, per garantire a tutti la possibilità di continuare a vivere legalmente e dignitosamente nel nostro Paese".

La regolarizzazione dei braccianti è un tema sociale, etico, anche di salute pubblica (oggi più che mai), non può essere solo un tema economico. Non è dato sapere al momento quali siano i dettagli dell'accordo che si profila all'orizzonte ma è evidente che la proposta Bellanova e ancor più l'accordo che si troverà parlano apertamente degli immigrati come strumenti di lavoro, non di esseri umani. Meglio che niente, si dirà, ed è vero. Ma il Movimento 5 stelle, primo partito in parlamento e con posizioni da sempre molto dure sul tema immigrazione, mette in chiaro che il tema oggi non sono i diritti degli immigrati, ma il rischio dei banchi vuoti nei mercati e degli scaffali vuoti nei supermercati. "In Italia ogni anno lavorano nei campi 1 milione e 100mila persone - si legge sul Blog delle Stelle -  di queste, quasi 350mila è rappresentata da manodopera stagionale straniera che, a causa delle restrizioni per  arginare la diffusione del Covid-19, non potrà prestare la propria opera nei lavori stagionali nelle campagne italiane. Questo problema è oramai impellente e non più rinviabile vista l'imminente periodo di  raccolta di tante colture". 

"Quella che oggi manca - ribadice il M5s - è manodopera straniera che, per la maggior parte, normalmente è comunitaria e che oggi non è presente in Italia a causa del Covid-19: l'Ue nel frattempo ha agevolato la creazione di ''corridoi verdi'' per far giungere nei Paesi dove è necessario (Italia, Spagna, Portogallo) questi lavoratori agricoli in totale sicurezza. Infine, ci sono gli immigrati irregolari già presenti sul nostro territorio. Una regolarizzazione di massa tout court non rappresenterebbe, però, la risposta alle necessità di manodopera stagionale in agricoltura". Il governo sta approntando una apposita misura per i lavoratori stagionali ma il Movimento 5 stelle ribadisce che "l'obiettivo dell'intervento attualmente in discussione riguarda i lavoratori stagionali e non l'insieme dei cittadini irregolari, che sono altra questione da affrontare in altro modo e in un diverso momento". Tradotto dal politichese significa che se ne occuperà forse qualcun altro, in futuro. Chissà chi, chissà quando. Non questo governo, i cui ministri si sono messi intorno a un tavolo per parlare di immigrazione e diritti solo e soltanto perché l'agricoltura italiana rischia di collassare. 

Invisibili e fondamentali: ma la regolarizzazione dei migranti sarà (di nuovo) un accordo al ribasso 

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