Lunedì, 15 Luglio 2024
Al largo di Lampedusa

La madre muore di freddo, il neonato cade in acqua e annega: la nuova tragedia dei migranti

L'imbarcazione, con a bordo 42 superstiti, è stata soccorsa dalla guardia costiera in acque maltesi. A bordo c'erano otto cadaveri, ma si contano anche due dispersi. Altri 109 naufraghi sono stati salvati dalla Sea Eye. Quando sono arrivati i soccorsi due persone erano già morte

Sono salite a dieci le vittime della traversata nel Mediterraneo da parte di un'imbarcazione sulla quale viaggiavano in tutto 52 persone. Il barcone è stato soccorso dalla guardia costiera italiana nella tarda serata di giovedì 2 febbraio a 42 miglia da Lampedusa, in acque Sar Maltesi e su coordinazione delle autorità di Malta. Sul posto, come informa la guardia costiera in una nota, è stata inviata una motovedetta di stanza a Lampedusa, "il cui equipaggio, una volta giunto sul posto, ha tratto in salvo 42 migranti e recuperato da bordo, già esanimi, 8 corpi tra cui tre donne e cinque uomini". Tra le vittime anche una donna incinta.

Purtroppo però si contano altri due morti: si tratta di un uomo e un neonato caduti in mare durante la traversata. Stando a una prima ricostruzione, la mamma del bambino sarebbe morta per assideramento e il figlio che aveva in braccio è finito in acqua annegando.  A fare chiarezza sull'episodio è stata la procura di Agrigento. Nella traversata è morto anche un altro uomo: non è ancora chiaro se si sia tuffato in mare in un disperato tentativo di recuperare il neonato.

Gli altri migranti sarebbero morti tutti per assideramento, a causa del freddo. Sul caso la procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta. 

Altri 109 migranti salvati da Sea Eye, trovati due cadaveri

Non è purtroppo l'unica tragedia registrata in mare nelle ultime ore. Nella notte una nave di soccorso della Ong tedesca Sea Eye ha infatti salvato altri 109 migranti in due diverse operazioni. La prima carretta del mare soccorsa, spiegano dalla Ong, era "un barchino di metallo inadatto alla navigazione" in viaggio da sei giorni. A segnalarla ieri pomeriggio era stato il velivolo di ricognizione Seabird. "Essendo l'unica nave di soccorso in quel momento nell'area operativa, siamo partiti immediatamente", dicono i soccorritori. Ma per raggiungere l'imbarcazione in difficoltà ci sono volute sei ore.

"Quando siamo giunti sul posto, due delle 34 persone a bordo erano già morte".  Per le due vittime, tra cui la mamma di un neonato ora accudito insieme al padre sopravvissuto a bordo della nave umanitaria, non c'è stato nulla da fare. Quando i soccorritori di Sea Eye sono arrivati sul posto infatti per loro era già troppo tardi. "Abbiamo potuto recuperare solo i corpi", dicono da bordo.

Sul secondo barchino intercettato nella notte viaggiavano altre 77 persone, tra cui una donna incinta. La Sea Eye 4 è ora in rotta verso Pesaro con un totale di 109 naufraghi a bordo, il porto assegnato dall'Italia dista circa cinque giorni. A bordo ci sono anche numerosi bambini.

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