Il numero degli sbarchi è ancora in calo?

Nelle ultime ore a Pozzallo e Lampedusa sono arrivate più di 80 persone, ma nel complesso i numeri danno ragione a Salvini: rispetto all'anno scorso c'è stato un calo dell'86%

Foto di repertorio ANSA

Nuovo sbarco di migranti a Lampedusa dove sono arrivate 23 persone a bordo di una piccola barca in legno, partita dalla Libia. L'imbarcazione è arrivata in porto scortata da una motovedetta della Guardia Costiera. A bordo anche donne e bambini. Ieri mattina intanto è arrivata a Pozzallo la nave commerciale Asso 25 con a bordo 60 migranti soccorsi nel Mediterraneo. 

Il rimorchiatore è stato scortato da due imbarcazioni della Guardia costiera e della Guardia di Finanza. I migranti arrivano dal Gambia, dalla Costa d'Avorio e dal Senegal; tra loro anche due donne, ma nessun minore. Sulla nave non sarebbero state segnalate situazioni sanitarie di emergenza.

Primo sbarco dell'anno a Pozzallo

Dopo aver fatto rotta verso Lampedusa, l'imbarcazione ha deciso durante di cambiare porto di attracco, come segnalato da Alarm Phone. Ad annunciare il suo arrivo nella cittadina del Ragusano è stato lo stesso sindaco Roberto Ammatuna. Si tratta del primo sbarco dell'anno a Pozzallo, dove in passato si erano registrati numerosi arrivi di migranti.

Migranti, è vero che gli sbarchi sono diminuiti?

Due sbarchi in pochi giorni dunque. Dall'inizio di giugno sono 317 i migranti arrivati sulle nostre coste. Che succede? In realtà se si guardano i numeri Salvini ha ragione nel dire che i migranti sono in calo. Nel giugno del 2018 gli arrivi erano stati 3147: a meno che non ci sia un'impennata nelle partenze è un numero che non verrà raggiunto. Nello stesso mese del 2017 i migranti arrivati in Italia erano stati addirittura 23.526, ma parliamo del periodo antecedente agli accordi siglati dall'ex ministro degli Interni Marco Minniti in Libia, accordi che com'è noto hanno ridotto notevolmente i flussi. 

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In totale nel 2019 gli sbarchi sono stati finora 1878 contro i 13.815 arrivati nello stesso periodo dell'anno precedente e i 61.201 del 2017. Un calo dell'86,41% rispetto all'anno scorso. Un migrante su cinque è arrivato dalla Tunisia (21%), seguonoPakistan (16%), Algeria (12%), Iraq (12%), Bangladesh (8%). 

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Crollano le richieste di asilo 

Crollano anche le richieste di asilo e i permessi per motivi umanitari. Complice la drastica diminuzione degli arrivi, dal primo gennaio al 31 maggio 2019, secondo i dati del Viminale le richieste di asilo sono state 15.014 contro le 28.901 di un anno fa (calo del 48,05%). Le istanze pendenti al 31 maggio 2019 sono 64.216.

Nello stesso periodo dell'anno precedente erano 135.337 (calo del 52,55%). Esiti delle istanze degli immigrati dal primo gennaio al 31 maggio 2019: status di rifugiato 11%; protezione sussidiaria 7%; motivi umanitari 2%; provvedimenti di diniego 75%. La rimanente quota percentuale riguarda i richiedenti asilo che si sono resi irrintracciabili. 

Nel Mediterraneo centrale a maggio ci sono stati però più morti rispetto al 2018: secondo i dati della piattaforma Missing Migrants gestita dall'Oim a maggio 2019 sono scomparsi 64 migranti, contro gli 11 dell'anno precedente. Va però sottolineato che rispetto agli anni in cui i flussi erano più sostenuti, il numero dei morti è diminuito sensibilmente: a maggio del 2017, per fare un esempio, erano stati 621 i richiedenti asilo dispersi nella traversata, nel 2016 addirittura 1130. 

Il calvario dei migranti arrivati a Pozzallo: "Per tre giorni in mare senza acqua né cibo"

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