Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Milano

Il rapporto che potrebbe portare Milano e Napoli al lockdown

Un report dell'Istituto di Sanità è atteso per il fine settimana. Saranno quei numeri a indicare alle istituzioni la via per le due città: rimanere in questa fase di chiusure "morbide" oppure andare verso chiusure che potrebbero durare 15 o 20 giorni

Un report dell'Istituto Superiore di Sanità sulla situazione dell'emergenza coronavirus a Milano e a Napoli è atteso per il fine settimana. E mentre il sindaco del capoluogo milanese Beppe Sala parla spesso perdendo la maggior parte delle volte un'occasione per stare zitto, saranno quei numeri a indicare alle istituzioni la via per le due città: rimanere in questa fase di chiusure "morbide" oppure precipitare in un lockdown che potrebbe durare 15 o 20 giorni. 

Il rapporto che potrebbe portare Milano e Napoli al lockdown

Nel frattempo il ministro della Salute Roberto Speranza ha inviato una lettera proprio a Sala e De Magistris, dopo le parole del suo consulente Walter Ricciardi che aveva parlato di lockdown necessario per le due aree metropolitane. Il Corriere della Sera racconta che Speranza ha fatto notare ai due primi cittadini che il sistema di testing non riesce a reggere l'aumento dei contagi e il sistema di monitoraggio "segnala una tendenza netta che richiede la massima attenzione a livello nazionale". 

''L'Istituto Superiore di Sanità e la cabina di regia sono in grado di predisporre un focus specifico sulle città di Milano e Napoli che sarà messo a disposizione delle regioni e dei comuni interessati'', dice la lettera. ''La situazione epidemiologica nel Paese - scrive Speranza - è peggiorata nelle ultime 4 settimane.Il sistema di monitoraggio a cui partecipano formalmente Istituto Superiore di Sanita, ministero della Salute e rappresentanti della conferenza delle regioni segnala una tendenza netta che richiede la massima attenzione di ogni livello istituzionale - evidenzia - Tutti i dati elaborati vengono trasmessi puntualmente alle regioni e sono articolati su base regionale e provinciale''. 

Intanto ieri De Magistris ha vuotato il sacco a Un giorno da Pecora: "Io credo che, se non c'è un immediato rallentamento della curva esponenziale, il lockdown sia questione di giorni, non so quanti. Dipende da quello che ci dicono le strutture tecniche, il sindaco non è un virologo, almeno non io e nemmeno Sala", ha detto l'ex Pm, ricordando che "ci sono delle strutture che si chiamano Istituto superiore di sanità, Comitato tecnico scientifico, Protezione civile nazionale e Protezioni civili regionali, Unità di crisi regionali, che dovrebbero puntualmente informarci invece che annunciare misure a mezzo stampa. Io direi: meno parole esplosive e più collaborazione istituzionale. La cosa che mi lascia un po' perplesso è che stiamo vedendo un po' le immagini di 7 o 8 mesi fa, questa improvvisazione ci lascia un po' perplessi".

Per il sindaco la situazione dei contagi registrati negli ultimi giorni a Napoli "desta molta molta preoccupazione. Ci vorrebbe un tavolo subito tra governo, Regione Campania e la città di Napoli, ma credo che lo stesso valga per Lombardia e Milano". De Magistris esclude l'ipotesi che il Comune possa pensare di disporre un lockdown "perché - dice - per Napoli e Milano è impensabile. La mia idea è deciderlo insieme, se si vuole fare. Questa decisione non può prenderla un sindaco da solo". Anche perché poi dovrebbe assumersene la responsabilità. 

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