Mercoledì, 23 Giugno 2021
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In Italia più di 50mila morti di Covid, ma l'epidemia inizia a frenare: "Siamo vicini al picco"

Registrati 22.930 contagi in 24 ore: lunedì scorso c'erano stati quasi 5mila casi in più. Il virologo Massimo Clementi: "Il numero dei decessi è enorme, si dovranno indagare le cause"

In Italia il Covid ha fatto più di 50mila vittime

La discesa sembra iniziata. Sono 22.930 i contagi registrati nelle ultime 24 ore su 148.945 tamponi effettuati. Ieri i nuovi casi erano stati 28.337. Se raffrontiamo il dato di oggi con quelli di lunedì scorso (27.354) e dello stesso giorno di due settimane fa (25.271) la frenata appare ancora più evidente anche perché non c’è "l'effetto week end" a mescolare le carte. La curva dunque ha smesso di crescere e sta anzi dando i primi segnali di un’inversione di marcia. Si tratta ovviamente di un trend in evoluzione che dovrà essere confermato dai prossimi bollettini, ma è comunque un dato importante che va segnalato.  

Così come è un dato molto positivo il rallentamento sempre più evidente del saldo ingressi/uscite dei reparti di terapia intensiva che contano oggi solo nove pazienti in più di ieri. Si tratta di un numero che come ripetiamo spesso è influenzato anche dal numero di decessi e di guariti, e tuttavia non si può non notare come negli ultimi giorni ci sia stata una inversione di tendenza che potrebbe a breve portare un po' di respiro agli ospedali.

bollettino coronavirus oggi 23 novembre 2020-5

Da venerdì scorso è invece tornato a crescere, benché in maniera lieve, il raporto tra casi testati e positivi che si attesta oggi al 15,3%. 

  • 23 novembre 15,3%
  • 22 novembre 15%
  • 21 novembre 14,6%
  • 20 novembre 15.6%
  • 19 novembre 14.4%
  • 18 novembre 14,8%
  • 17 novembre 15.4%
  • 16 novembre 17,9%
  • 15 novembre 17.4%
  • 14 novembre 16.3%
  • 13 novembre 16%
  • 12 novembre 16.2 %
  • 11 novembre 14.6%
  • 10 novembre 16.1%
  • 9 novembre 17.1%

Coronavirus, superati i 50mila morti in Italia

Ma oggi torna a crescere anche il numero dei decessi: nelle ultime 24 ore a causa del Covid sono morte altre 630 persone (ieri erano state 562). Il totale è di 50.423 vittime "ufficiali" provocate dalla pandemia. Un numero impressionante che purtroppo è destinato ad aumentare ancora nelle prossime settimane. Guardando al tasso di letalità peraltro in Italia va molto peggio che in altri Paesi. Basti pensare che la scorsa settimana contavamo 3,8 vittime ogni centro contagiati, contro l’1,6% della Germania, il 2% della Francia e il 2,8% della Spagna. 

Perché? "È accaduto che un virus 'killer' di questa portata si è abbattuto su una popolazione fragile e anziana come quella italiana" ha spiegato all'Adnkronos Salute Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Irccs ospedale San Raffaele, commentando il bollettino odierno del ministero della Salute sull'epidemia di Covid. "Quella italiana è una popolazione con l'età media tra le più alte al mondo - aggiunge - e questo sta a significare che abbiamo una buona sanità. È chiaro che il numero dei decessi in 9 mesi è enorme e si dovranno indagare sui motivi. È probabile che il sistema delle Rsa, se da un lato è funzionale per la gestione dei pazienti anziani, in troppe occasione durante la pandemia ha prestato il fianco al virus. E questo è stato un grave errore".

Battiston: "Picco tra il 26 e il 27 novembre"

Intanto, secondo i calcoli eseguiti dal fisico Roberto Battiston dell'Università di Trento l'Italia si avvicina al picco dell'epidemia previsto fra il 26 e il 27 novembre con circa 830.000 casi positivi. Secondo Battiston, sarebbe invece stato già raggiunto il picco delle ospedalizzazioni, con un totale di oltre 38.200 ricoveri compresi quelli nelle unità di terapia intensiva. Queste ultime potranno invece raggiungere il picco nei prossimi tre o quattro giorni. "Si tratta di un'indicazione concreta che si sta invertendo la tendenza", ha detto il fisico all'Ansa aggiungendo che "adesso serve la massima attenzione perché, anche se stiamo riuscendo a recuperare la situazione rispetto alla crescita esponenziale avvenuta nella prima parte di ottobre, non dobbiamo abbassare la guardia in quando la quantità di persone portatrici dell'infezione è molto alta e senza prendere precauzioni l'epidemia potrebbe ripartire con effetti terribili". Battiston spiega che il numero degli attualmente positivi (che già oggi risulta in calo) potrebbe arrivare a 830mila nei prossimi giorni. Si tratta "di un numero molto grande, che da quel giorno comincerà a calare e potrebbe dimezzarsi per Natale, ma rimarranno comunque 400.000 persone infette attive: un numero grandissimo, che indica come l'epidemia sia molto presente nel Paese". Il fisico ha poi ricordato che "i casi sono sette volte maggiori rispetto a quelli del marzo scorso: dovremo state molto attenti alle misure perché adesso l'epidemia è molto più presente nel Paese rispetto ai tempi del lockdown". 

Clementi: "La priorità è riaprire le scuole. Sui ristoranti va trovato un compromesso"

Anche Massimo Clementi è molto cauto sulle misure da adottare: "Per importanza, significato e tempestività, la riapertura degli impianti da scii dovrebbe venire dopo quella delle scuole. I nostri ragazzi nei licei hanno necessità della didattica in presenza, sono loro a chiederlo e dobbiamo dargli delle risposte. Mentre la riapertura degli impianti da sci si può e si deve rinviare". "Dopo le scuole si potrebbe ragionare sulla riapertura dei ristoranti - ha aggiunto Clementi - se i ristoratori comprendono che in questa fase siamo ancora a rischio e si riesce a trovare un compromesso tra la limitazione delle persone ai tavoli e la possibilità di poter lavorare, immagino che si possa pensare di tenerli aperti fino alle 23 anche durante le festività del Natale".

Il bollettino di oggi 23 novembre 2020

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