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Domenica, 16 Giugno 2024
numeri inquietanti

Ogni settimana 17 persone escono di casa per andare al lavoro e non tornano più

Nel primo semestre del 2023 oltre 400 vittime, in aumento tra i giovani: dove si rischia di più la vita per lavorare

Nei primi sei mesi del 2023 si sono registrati 450 morti sul lavoro. Di questi, sono 346 gli infortuni mortali in occasione di lavoro e 104 quelli "in itinere". I dati sono stati pubblicati dall'Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega. Nel 2023 aumenta l'incidenza di mortalità giovani con un'età compresa tra i 15 e i 24 anni, quasi il 100 per cento in più rispetto ai colleghi nella fascia tra i 25 e i 34 anni. E fino ai 14 anni si rilevano ancora 30.712 denunce di infortuni (oltre il 10% del totale). Tra le altre cose, l'Osservatorio produce una mappa su base regionale: in alcune Regioni si muore più che altrove e alcune categorie sono più esposte di altre. 

I settori e i lavoratori più colpiti

"Giunti a metà anno il bilancio è ancora drammatico - dice il presidente dell'Osservatorio di Vega Mauro Rossato -. Nel corso dei 14 anni in cui monitoriamo quotidianamente l'emergenza, constatiamo mese dopo mese come la situazione sia grave, anzi gravissima. E a testimoniarlo, purtroppo, è il numero dei decessi in occasione di lavoro, che rimane stabile negli anni. Ciò significa che il livello di sicurezza raggiunto negli ambienti di lavoro non è sufficiente a tutelare la vita dei lavoratori".

I lavoratori stranieri sono quelli più esposti: il loro rischio di infortunio mortale è quasi doppio rispetto agli italiani, con un'incidenza di mortalità di 25,3 contro 13,8. Le denunce sono però in diminuzione, -22,4% rispetto a giugno 2022 a causa di minori "infortuni per covid".

Riguardo i settori lavorativi, il manifatturiero rimane il più colpito dagli infortuni (35.503). Per i decessi invece, nei primi sei mesi del 2023 è sempre il settore trasporti e magazzinaggio a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 50. Ed è seguito dalle Costruzioni (39), dalle attività manifatturiere (37) e dal commercio (27).

Dove si muore per lavorare

Come si vede dalla mappa dell'Osservatorio di Vega, rispetto alla media nazionale si muore di più sul posto di lavoro in Umbria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. In queste regioni l'incidenza è  superiore del 25 per cento rispetto alla media nazionale.

La mappa dei morti sul lavoro in Italia nel 2023: i dati dell'osservatorio Vega

In totale, alla Lombardia la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (64). Seguono: Lazio (33), Veneto (32), Campania (29), Piemonte (27), Emilia Romagna (26), Sicilia (22), Puglia (19), Toscana (14), Abruzzo (13), Friuli Venezia Giulia e Umbria (11), Trentino Alto Adige (10), Marche e Calabria (9), Liguria (8), Sardegna (6), Basilicata (2) e Valle d'Aosta (1). 

La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (127 su un totale di 346). Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a giugno 2023 sono 23, mentre 11 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 60, mentre sono 19 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere.

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