Giovedì, 4 Marzo 2021
Mantova

Multe a raffica al barista che ha deciso di non chiudere più: "Non lavoriamo da un anno, è sopravvivenza"

La protesta di Marzio Francaviglia, titolare di due bar nel Mantovano: "So che i carabinieri fanno il loro lavoro, ma noi vogliamo fare il nostro"

Marzio Francaviglia

“La nostra è una protesta, possiamo dimostrare che siamo in condizione di garantire la salute e la sicurezza dei nostri clienti. Sono arrivati i carabinieri, quattro o cinque pattuglie, abbiamo preso la multa. So che i carabinieri fanno il loro lavoro, ma noi vogliamo fare il nostro. È un anno che non lavoriamo, abbiamo bisogno di mangiare, non siamo più in grado di pagare le utenze, di pagare i nostri dipendenti”.

È battagliero Marzio Francaviglia, 47 anni, titolare di due bar a Bondeno di Gonzaga e Moglia, nel Mantovano. Come altri colleghi, venerdì scorso Francaviglia ha deciso di tenere aperto il suo locale di Gonzana in occasione della manifestazione 'Io Apro'. "Non è una sfida alle forze dell'ordine ma una forma di protesta per sopravvivere", ha riferito alla Gazzetta di Mantova.

Baristi e clienti sono stati multati dai carabinieri sia venerdì che sabato, quando il locale di Gonzaga è rimasto (ancora) aperto. In tutto una ventina di verbali, che il titolare avrebbe già consegnato ad avvocato e commercialista nella speranza che si possano annullare (in caso contrario sono 400 euro di multa a testa).

 “Chiediamo solo al governo di darci più garanzie e più sostegno: noi chiudiamo anche se ci danno quello che ci devono. Prima di tutto la salute, siamo d’accordo. Se non riescono a darci nulla devono lasciarci lavorare”.

“Non siamo noi baristi o ristoratori a far aumentare i contagi. Ero partito bene - racconta -, avevo fatto investimenti per lavorare anche all'aperto. In più per i nostri clienti avevamo preparato un menu con alimenti freschi, ma se mi tolgono anche l'asporto non lavoro più”.

“Io ho prodotti igienizzanti e sono nelle condizioni di rispettare le distanze pur facendo sedere i clienti ai tavolini. Perché non mi fanno lavorare?”, si chiede ancora Francaviglia. “Però le tasse le vogliono. E con cosa le pago se non lavoro?”. Da qui la decisione di non chiudere il suo locale. Nonostante i Dpcm.

Francaviglia  ha raccontato di essersi perso in carico “anche le multe dei nostri clienti perché penso che loro non c’entrino niente. Siamo assistiti da uno studio legale importante, abbiamo già fatto ricorso, speriamo bene. Noi continuiamo nella protesta, nonostante le multe siamo ancora aperti perché crediamo in quello che facciamo”.  

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