Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca / Napoli

Nella Napoli in lutto per Maradona saltano tutte le norme di sicurezza (e spunta persino l'autocertificazione)

Migliaia le persone in strada e allo stadio per tributare l'ultimo saluto al campione argentino. "Gli assembramenti sono sempre pericolosi", dice Giuseppe Ippolito dello Spallanzani

Migliaia di tifosi hanno lasciato messaggi, oggetti e candele all'esterno del San Paolo. Un enorme ritratto è stato svelato in piazza Plebiscito

Una giornata intensa interamente dedicata a Diego Armando Maradona a Napoli. È molto vicina ad una processione quella cui si è assistito all'esterno dello Stadio San Paolo dal mattino fino all'inizio della partita di Europa League contro i croati del Rijeka ieri sera. Migliaia le persone, centinaia i messaggi che i tifosi hanno voluto lasciare per terra o attaccati alle grate dello stadio, insieme a candele, oggetti, maglie, fotografie. Un pubblico eterogeneo, come quello che da sempre segue le gesta del mito argentino.

Nella Napoli in lutto per Maradona saltano tutte le norme anti covid

Dai bambini di sette-otto anni, a uomini e donne vicini agli ottanta, dalla borghesia agli ultras, il richiamo del Dieci più forte di tutti i tempi non ha risparmiato nessuno. Dalle 16.30, all'esterno dello stadio, sono cominciati i cori, cultimati alle 18.20 con una fiaccolata che ha avvolto tutto il San Paolo.

Gli ultras della curva B si sono sistemati lungo tutto il perimetro del San Paolo e hanno acceso i fumogeni rossi, intonando cori inneggianti Maradona. Alle 20 circa, in piazza del Plebiscito, è toccato alla curva A che ha svelato una gigantografia dell'indimenticato campione. Gli omaggi a Maradona, con gli assembramenti allo stadio e nelle piazze della città, hanno fatto però saltare le precauzioni anti covid. Malgrado la Campania sia ancora una regione in zona rossa ad alto rischio contagio, molti hanno "dimenticato" le norme imposte dal governo per cercare di tenere sotto controllo l'epidemia.

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"Gli assembramenti sono sempre pericolosi"

"Gli assembramenti sono sempre pericolosi. La partecipazione al dolore per la morte di Maradona, che ha mobilitato tutto il mondo, fa riflettere. Questa 'commozione comune', la partecipazione così sentita che stiamo vedendo a Napoli, non deve far però far perdere di vista i rischi del momento", ha detto il dottor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, commentando le immagini delle tante persone in piazza nel capoluogo campano per commemorare il fuoriclasse argentino. "In questa fase della pandemia - ha concluso il medico campano - bisogna applicare il massimo dell'attenzione, se vogliamo capitalizzare i sacrifici fatti fino ad oggi".

L'autocertificazione "per rendere omaggio al Dio del calcio"

E tra le migliaia di cimeli lasciati ai piedi della curva B dello stadio San Paolo di Napoli, meta di pellegrinaggio per i tifosi napoletani dopo la notizia della morte di Diego Armando Maradona, è spuntata anche l'autocertificazione "per rendere omaggio al Dio del calcio". Qualcuno, sentendosi evidentemente in difetto nel recarsi al San Paolo nonostante le restrizioni previste dalla zona rossa vigente in Campania, ha provveduto a stampare l'autocertificazione scaricata dal sito del ministero dell'Interno, inserendo come destinazione lo "stadio 'Maradona'", anticipandone così l'intitolazione decisa dall'amministrazione comunale di Napoli. E nello spazio destinato alla giustificazione dello spostamento ha scritto: "Per rendere omaggio al Dio del calcio".

Le vergognose foto con la salma di Diego Armando Maradona prima di chiudere la bara

Gli assembramenti e le istituzioni "che hanno lasciato Napoli ai tifosi"

Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale campano dei Verdi, ha stigmatizzato le commemorazioni spontanee di ieri a Napoli in onore di Diego Armando Maradona. "Da ieri sera sono bombardato da messaggi di medici che non capiscono come possano esserci state quelle scene. La morte di Maradona per alcuni è diventata l'ennesima occasione di trasgredire le regole in una regione fortemente colpita dal coronavirus", ha dichiarato all'Adnkronos.

Secondo Borrelli "ci sono due tipi di responsabilità: quelle della solita frangia estremista, anarchica e a volte anche criminale che ritiene che, quando succede qualcosa di grave, il coronavirus scompaia, e dall'altra parte quelle di forze dell'ordine e istituzioni, che sono scomparse lasciando la città in mano ai tifosi. Ieri abbiamo avuto migliaia di persone in piazza del Plebiscito, sotto la Prefettura, con i motorini entrati in piazza e tifosi che hanno bloccato le strade, come se fosse una città auto amministrata. Era qualcosa di prevedibile e bisognava evitarlo, ma non si è previsto alcun servizio d'ordine straordinario né alcuna organizzazione".

Il consigliere campano sottolinea come "ci sia una Napoli che soffre per Maradona ma che rispetta le regole e alla quale fa rabbia vedere certe scene, che poi vengono utilizzate dall'esterno per una rappresentazione folkloristica della città. Ma fa rabbia anche che sia solo io a parlare, un semplice consigliere regionale, mentre le istituzioni non dicono nulla: vuol dire che c'è una mentalità incancrenita che ragiona ritenendo questo la normalità, ma non lo è. Finché non capiremo questo, non potremo mai svoltare. A questo punto - conclude Borrelli - mi domando: a Capodanno che abbiamo intenzione di fare? Mettere a ferro e fuoco la città e portare gente che si fa male con i petardi negli ospedali già pieni?".

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