Sabato, 6 Marzo 2021

Le regole Ue e di Conte per il Natale 2020 e il sì (a sorpresa) al ricongiungimento familiare

Italia, Francia e Germania vogliono vietare insieme le vacanze sulla neve. Nel Dpcm 4 dicembre sì alle visite e alle feste con i familiari stretti, allentamento del coprifuoco e raccomandazioni su tombolate e festeggiamenti

"A Natale non ripeteremo Ferragosto": tra un colpo di tosse e l'altro il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri a Otto e Mezzo da Lilli Gruber è stato categorico sulle vacanze sulla neve e sulla settimana bianca che sono diventate improvvisamente l'argomento del giorno dopo le richieste della Conferenza delle Regioni sugli impianti di sci da riaprire al più presto. Ma a sorpresa arriva anche il sì ai ricongiungimenti familiari. Soltanto però ad alcune condizioni. Mentre il Cts predica attenzione. 

Le regole dell'Europa e di Conte per il Natale 2020

Sotto la prima neve gli italiani troveranno a dicembre prima un Dpcm (il 4 dicembre, probabilmente) che subentrerà a quello in scadenza e sarà più aperturista - sul coprifuoco, ad esempio - ferma restando la divisione in colori a seconda del rischio per le Regioni. Il periodo natalizio richiederà invece un Dpcm ad hoc e, probabilmente, misure più restittive rispetto ai periodi lavorativi. Ma la novità è che la stretta sulle vacanze sarà europea e per questo probabilmente molto più efficace: la Ue ai primi di dicembre dovrebbe dettare le linee guida comuni per la stagione sulle piste da sci in Europa e per il Natale. Il documento di Bruxelles è programmato per il 2 dicembre, scrive oggi Il Messaggero, e sarà un protocollo a cui oggi stanno lavorando anche Francia e Germania. Sarà una raccomandazione e indicherà agli Stati membri della Ue gli orientamenti generali sui movimenti durante le Feste. 

Il motivo della necessità di attendere Bruxelles è stato spiegato da Conte a Otto e Mezzo: "Quello degli impianti sciistici è un problema necessariamente europeo: se gli italiani vanno a sciare in Francia o in Austria, potrebbero tornare e contagiare. Lo shopping è diverso". Che succederà ai turisti che hanno già prenotato gli alberghi nelle principali località di vacanza sulle nevi? Tutto è ancora da decidere. Mentre il governatore del Veneto Luca Zaia tiene il punto: "I nostri tecnici hanno stilato un documento con le prescrizioni che se adottate e seguite con scrupolo possono consentire l'avvio regolare della stagione sciistica. Adesso sottoporremo le nostre linee guida al Cts". 

Ma il governo prepara comunque un piano nel nuovo Dpcm:  "A Natale ci saranno delle limitazioni alle occasioni di socialità in generale, sarà un Natale diverso. Ci saranno occasioni, per quanto riguarda lo shopping. L'orientamento del governo è ridurre la socialità, ma garantire la tradizione a me molto cara dello scambio di doni, quindi lo shopping. Vogliamo fare correre l'economia", ha concluso. Aprendo poi su un tema centrale: il governo è al lavoro "sullo spostamento tra regioni a Natale, ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Tuttavia, il periodo natalizio richiede misure ad hoc". Quali?

Il bollettino della Protezione Civile ieri riportava 630 morti e 22930 contagiati e con i numeri di ieri l'Italia ha superato quota 50mila morti. Per questo il primo punto all'ordine del giorno sono gli spostamenti tra regioni: l'altroieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto sapere che probabilmente ci si potrà spostare solo tra zone gialle mentre in quelle arancioni e rosse dovrebbero rimanere gli attuali vincoli. 

Un Natale 2020 in lockdown soft

E per questo la linea del governo è di evitare di favorire la terza ondata. "Il sistema ci consente di intervenire in modo circoscritto, senza misure che finiscono per penalizzare territori che non lo meritano e senza imporre sacrifici anche economici ingiustificati", hanno spiegato fonti di palazzo Chigi citate dall'agenzia di stampa Agi, "il governo è pienamente consapevole che affrontare le festività natalizie senza alcune cautele aggiuntive sarebbe da irresponsabili". Il Natale 2020 in lockdown soft si presenterà quindi con: 

  • niente tombolate, festeggiamenti, veglioni e cenoni;
  • la deroga al coprifuoco solo per la vigilia di Natale;
  • si potranno raggiungere i parenti solo nelle zone non a rischio; 
  • cenone e veglione saranno solo con i parenti stretti. 

Intanto restano in bilico le scuole.  La ministra Lucia Azzolina, insieme con il collega di governo Alfonso Bonafede, spinge per la riapertura, così come auspicato dal Comitato Tecnico Scientifico che paventa "danni gravi per i ragazzi". Ma non tutte le regioni sembrano essere pronte al ritorno alla normalità negli istituti. Da mercoledì però torneranno aperte le porte di asili e prime elementari in Campania, così come in Calabria dove il Tar ha sospeso l'ordinanza regionale con cui il presidente facente funzione della Regione, Nino Spirlì, aveva disposto, dal 16 al 28 novembre, la sospensione della didattica anche delle scuole materne, elementari e prime medie. Ma restano comunque in vigore le ordinanze dei sindaci e, dunque, in molti comuni (come per esempio Catanzaro o Pomigliano d'Arco) la didattica resterà ancora sospesa, in attesa di ulteriori miglioramenti nella curva dei contagi. Intanto  Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, ai microfoni di Radio Uno raccomanda prudenza: ''Le feste di Natale saranno un momento di serenità auspicabile però è comunque un incontro a rischio, dobbiamo esserne consapevoli, il virus se ne frega dell'identità familiare''. ''Se vorremo replicare quanto fatto questa estate nella logica del 'liberi tutti - ha aggiunto Miozzo - possiamo essere certi che a metà/fine gennaio saremo nel pieno della terza ondata della pandemia''.

Le regole sui posti a tavola e il sì al ricongiungimento familiare in ogni zona

Una novità la annuncia il Corriere della Sera e riguarda il sì al ricongiungimento familiare: nel nuovo Dpcm 4 dicembre si valuta la possibilità di inserire una norma che consenta il ricongiungimento familiare per tutti, ovvero anche per chi si trova in zone rosse o arancioni; riguarderà però solo parenti stretti, ovvero genitori e figli, coniugi, partner conviventi anche se non domiciliati insieme, senza però concedere di riunire intere famiglie. In questa ottica per le regioni arancioni o rosse eventuali deroghe in vista del Natale verranno decise proprio per consentire il rientro a casa, anche se tecnicamente non si tratta della propria abitazione

Novità anche sui posti a tavola: per quanto riguarda le case non è però possibile inserire divieti nei provvedimenti del governo, il governo può limitarsi a semplici raccomandazioni. Si suggerirà quindi l'organizzazione di pranzi e cene soltanto con i parenti stretti, e con un numero massimo di persone: ora sono sei, non è escluso che per le festività si possa aumentare almeno ad otto sempre che ci sia lo spazio sufficiente per garantire il distanziamento. Un allungamento dell’orario di apertura dei negozi porterebbe inevitabilmente a uno slittamento dell’orario del coprifuoco alle 23 o addirittura alle 24. Certamente si potrà circolare oltre la mezzanotte la sera di Natale, anche per consentire la partecipazione alle funzioni religiose. Sarà il Consiglio dei ministri a stabilire l’orario di rientro massimo. 

Per Repubblica l'idea del governo è di prevedere una zona gialla rafforzata e il nuovo Dpcm potrebbe essere varato già entro la fine della settimana per illustrarlo alle Camere il 2 dicembre. I negozi potranno riaprire semplicemente passando da zona gialla a zona arancione. Per i ristoranti invece le restrizioni potrebbero rimanere (e tra queste la più importante è la chiusura entro le 18). Per quanto riguarda i movimenti tra regioni, fanno paura gli spostamenti verso il Sud durante le feste. Ci sarà un divieto esplicito tra tutte le regioni, anche qelle gialle. 

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