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Venerdì, 29 Marzo 2024
Le ipotesi

Come sarà il Natale 2021 tra zone a colori e cene in famiglia

Le regole restano quelle in vigore anche oggi, il dato da tenere d'occhio è la percentuale di pazienti negli ospedali. Bassetti: "Quest'anno nessuno può toglierci le feste". Altri esperti sono più cauti

Fare previsioni è molto difficile, ma certo è lecito aspettarsi che il Natale del 2021 non lo passeremo in lockdown come quello dello scorso anno. La situazione epidemiologica oggi è completamente diversa, ma non mancano i timori visto che la circolazione virale è comunque in ripresa. Giorni fa il ministro della Salute Speranza ha evidenziato che se la situazione dovesse peggiorare, c'è comunque il "paracadute" delle zone a colori. "Noi abbiamo già delle norme che dovrebbero soltanto essere applicate" ha messo in chiaro il ministro.

Con l'attuale impianto normativo, la differenza tra zone gialle e bianche non è per nulla marcata (nelle zone gialle è necessario indossare la mascherina all'aperto e osservare il limite delle 4 persone al tavolo nei ristoranti), ma con un ulteriore passaggio di fascia le cose cambiano parecchio. La zona arancione scatta con un'incidenza di oltre i 150 casi ogni 100mila abitanti e se al contempo la soglia delle terapie intensive oltrepassa il 20% con i reparti ordinari al 30%. Per entrare in zona rossa invece all'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti devono abbinarsi un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 40% in area medica e al 30% in terapia intensiva.

Ad oggi stando ai dati Agenas risultano occupati il 5% dei posti letto di area critica e il 6% dei reparti ordinari. Con ampie differenze regionali. In Friuli Venezia Giulia, per fare solo un esempio, il dato delle terapie intensive è all'11%. Grazie ai vaccini l'aumento dei ricoveri è molto più lento rispetto all'anno scorso, vero è però che per quanto modesta una risalita degli ospedalizzati c'è. A vederlo oggi il bicchiere sembra mezzo pieno, ma tra gli esperti c'è comunque cautela.

Il Natale 2021 secondo gli esperti

Secondo Massimo Ciccozzi, docente di Statistica medica ed Epidemiologia all'università Campus Biomedico di Roma, per avere una situazione più chiara "dobbiamo aspettare la fine di novembre o la prima settimana di dicembre". Se però "ci sarà una risalita dei casi – dice all'Adnkronos - temo che dovremmo passarlo in casa, senza feste o  cenoni con tante persone". Il Green pass non potrebbe permetterci un Natale diverso rispetto a quello dello scorso anno? "Purtroppo non basta - avverte lo studioso - se siamo a cena con tante persone c'è comunque un 25% di rischio di infettarsi,  non possiamo sapere se gli altri commensali hanno avuto contatti a rischio involontari. Se la curva a dicembre sarà in risalita è meglio non correre troppi rischi".

Preglisco: "Terza dose per gli over 60, a tavola distanziati"

Il virologo Fabrizio Preglisco mette già dei paletti in vista del cenone. "Intanto cerchiamo di non esagerare. Tavolatone eccessive è un po' rischioso, facciamole, ma più ristrette". Per passare le feste con i nonni poi sono "imprescindibili assolutamente le tre dosi di vaccino a tutti gli ultrasessantenni fatte". Ma non basta. A casa "cerchiamo almeno di mantenere l'attenzione nell'igiene e nei comportamenti". E anche a tavola, se possibile, "sediamoci un po' distanziati, almeno per nuclei familiari". 

Bassetti: "Giù le mani dal Natale e dalle cene di famiglia"

Molto meno rigido l'infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti. "Spero non inizi il balletto sul Natale - dice - , io credo che chi è vaccinato o ha avuto la malattia potrà farlo tranquillamente. Io non lo farò da solo ma in famiglia: ci è stato già tolto un Natale lo scorso anno e quest'anno nessuno ce lo può toglierlo. Giù le mani dal Natale, dalle cene di famiglia, dagli abbracci tra vaccinati o guariti". Anche sulla terza dose, il camice bianco è molto chiaro. "Chi ha meno di 50 anni ed è vaccinato con doppia dose può fare il Natale come anche gli over 60 che certamente avranno fatto a dicembre la terza dose".

Massimo Galli: "Serve buonsenso"

Sul tema si è espresso anche Massimo Galli, già docente di Malattie infettive all'università Statale di Milano. "Più che colorare di fosche tinte il Natale credo che sia importante sottolineare il fatto che bisogna ancora ricordare che il 'convitto di pietra', il virus, ci può essere e bisogna attrezzarsi per difendersi". Galli comunque ritiene che il prossimo Natale possa e debba essere "normale" a patto di seguire "una linea guida basata su tre elementi: buon senso, vaccinazione e protezione dei fragili".

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