Mercoledì, 3 Marzo 2021

“A Natale test rapidi prima di fare visita agli anziani”

Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, raccomanda “prudenza e cautela” in vista delle feste per tutelare soprattutto i più fragili. Dicembre si avvicina e “a tutti noi piacerebbe poter tornare alla vita di prima, ma ancora non è possibile e dobbiamo esserne consapevoli”

Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, in una foto di repertorio Ansa

Sarà un Natale anomalo, questo ormai è chiaro. Mentre il governo è al lavoro su regole e restrizioni per gestire le festività, si susseguono gli avvertimenti: niente cenoni, niente grandi riunioni familiari, niente assembramenti. “Prudenza e cautela”, sono un must, come ha ripetuto al Messaggero Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico.

Se per una decisione sugli spostamenti tra le regioni bisognerà aspettare ancora un po’, quando la tendenza dei contagi sarà più chiara, ammette Miozzo, per quanto riguarda invece le occasioni di incontro la necessità è quella di tutelare il più possibile la salute delle persone, soprattutto quelle più fragili.

Ecco perché per Miozzo “sarebbe utile prima di andare a trovare un familiare più anziano durante le feste, eseguire il giorno prima un tampone rapido”. E comunque un risultato negativo non è un ‘liberi tutti’, ribadisce il coordinatore del Cts: “anche dopo i tampone negativo servono cautela e precauzioni”. 

La ricetta per convivere con il virus secondo Miozzo: "Apertura ma con rigore"

Dicembre si avvicina e “a tutti noi piacerebbe poter tornare alla vita di prima, ma ancora non è possibile e dobbiamo esserne consapevoli”, ripete Miozzo. 

"Possiamo riaprire i bar e i ristoranti, ma allo stesso tempo applicare con molto più rigore le regole. Solo così possiamo convivere, fino a marzo, con questo virus. Voglio dire: da una parte, dopo il 3 dicembre, sarà utile offrire la possibilità, nel Paese, di fare ripartire alcune attività economiche; dall'altra non si dovranno tollerare più immagini della folla al supermercato per acquistare un paio di scarpe

“È evidente”, tuttavia, “che l’andamento è incoraggiante”. “Gli ultimi dati sui nuovi positivi sono buoni, anche se sempre molto alti, ci sono meno nuovi ricoveri in terapia intensiva”. Il traguardo dell'“rt nazionale sotto 1” è ancora lontano, “ci vuole un po’ di tempo”, anche se “alcune regioni come Lombardia e Lazio ci sono. Che senso ha, allora, obbligare alcune attività a restare chiuse?". "Detto questo, però, la cosa veramente importante è fissare delle regole, rispettarle e farle rispettare”, ribadisce. 

"Bisogna spiegare con chiarezza che per convivere con il virus, in maniera compatibile con le esigenze del mercato del lavoro e dell'economia, devi assolutamente darti delle regole ci vuole rigore, ma anche la possibilità di tornare a vivere. La sintetizzerei così: aperture ma con rigore"

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