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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Un anno dopo / Crotone

Il naufragio di Cutro, perché i migranti sopravvissuti fanno causa all'Italia

Sulla spiaggia la cerimonia in ricordo delle 94 vittime. Il dolore di chi c'era: "Impossibile dimenticare i corpi in mare". I superstiti accusano l'Italia: "Soccorsi tardivi"

Il buio della notte sulla spiaggia di Steccato di Cutro (Crotone) è stato rischiarato da 94 candele, una per ogni vittima del naufragio del Summer Love inabissatosi a una manciata di chilometri dalla costa esattamente un anno fa. Le hanno accese i superstiti e familiari delle vittime con cittadini comuni e volontari delle associazioni che tutelano i migranti. Sulla sabbia anche una maglietta bianca con su scritto Kr46M0: la sigla con cui è stato indicato un bimbo di pochi mesi morto nel naufragio. E poi uno striscione con le fotografie a colori delle vittime e pupazzetti: delle 94 persone ben 35 erano bambini. Il ricordo delle vittime si mescola alla rabbia per i soccorsi tardivi e adesso sopravvissuti e familiari annunciano azioni legali contro l'Italia.

Fiaccolata a Cutro in ricordo delle vittime del naufragio di un anno fa LaPresse 2-2

Il naufragio di Cutro, perché i sopravvissuti fanno causa all'Italia

Cinquanta famiglie delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro e alcuni superstiti faranno una causa civile risarcitoria nei confronti dell'Italia per "omissione di soccorso e per i danni subiti in conseguenza della tragedia". Lo ha annunciato Gul Jamshidi, afghano, che ha perso nel naufragio di Cutro il nipote. Saranno valutate "anche le eventuali responsibilità di Frontex". "Perché noi sappiamo - ha spiegato ai giornalisti - che le istituzioni sapevano da prima che la barca 'Summer Love' si trovava in mare vicino alle coste e che era in pericolo, ma non ha fatto nulla per diverse ore".  

"L'esposto - ha precisato l'avvocato Stefano Bertone, dello studio legale che si occuperà della causa - sarà presentato non prima che siano chiuse le indagini. La prima denuncia la presenteremo a Roma dove ha sede la presidenza del Consiglio dei ministri e la seconda a Catanzaro. Cosa ha fatto Frontex delle informazioni arrivate quella notte? - chiede il legale - Non ci sono solo le responsabilità delle ultime ore, ma c'è un sistema che non ha funzionato. Frontex si tiene le informazioni e facilita il compito delle autorità italiane di sbagliare, che permettono un reato gravissimo. Se fossero stati avvisati prima avrebbero commesso lo stesso errore o no?" E annuncia: "Presenteranno richieste risarcitorie alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero delle Infrastrutture e al ministero dell'Economia e finanze. Decideremo poi, sulla base di ciò che emergerà, se ampliare la platea dei soggetti convenuti anche a Frontex e alle istituzioni europee".

Cutro-naufragio-migranti-Lapresse

Parla un sopravvissuto: "Sono salvo grazie a un pezzo di legno"

"Sono riuscito a salvarmi solo grazie a un pezzo di legno a cui mi sono aggrappato con tutte le mir forze. Fino a quando sono riuscito a toccare la terraferma". A parlare, con la voce rotta dall'emozione, è Samir, un ragazzo di 18 anni dell'Afghanistan, che si trovava sulla barca naufragata un anno fa a Steccato di Cutro. All'alba c'era anche lui sulla spiaggia, con altri superstiti e familiari di vittime. "Ho rivissuto le stesse emozioni di quel giorno - dice -. I soccorsi sono arrivati tardi, avevamo visto una luce e pensavamo fossero i soccorsi invece era un peschereccio. Però, poi, all'arrivo in spiaggia non c'era nessuno".

Fiaccolata a Cutro in ricordo delle vittime del naufragio di un anno fa LaPresse 3-2

Il pescatore che ha soccorso i migranti: "Penso sempre ai corpi in mare..."

Alla cerimonia per l'anniversario del naufragio ha partecipato anche Vincenzo Luciano, uno dei pescatori intervenuti dopo il naufragio: "Purtroppo ricordo tutto di quella mattina. Vorrei tanto dimenticare, ma non ci riesco. Mi do delle colpe, perché non sono arrivato in tempo per salvare qualcuno, ho recuperato solo cadaveri. Chiedo scusa. Solo quella mattina ho tirato fuori dal mare 15 cadaveri, tra cui tanti bambini. Poi, nei giorni successivi, sono stato per 70 giorni a tirare fuori cadaveri dal mare. Fino a quando non hanno trovato il 94esimo corpo. Era una missione, la mia. Me la sentivo. Perché non si possono lasciare i cadaveri in mare. È la prima regola del mare".

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