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Mercoledì, 17 Agosto 2022
situazione in stallo / Ucraina

C'è una nave italiana bloccata in Ucraina dall'inizio della guerra

Aveva prelevato un carico di acciaio dall'Azovstal da consegnare a una fabbrica in Friuli, a bordo 13 uomini dell'equipaggio. I miliziani filorussi vogliono prendersela e hanno già rubato parte del carico

Una nave mercantile italiana è bloccata in Ucraina, nel porto di Mariupol, dall'inizio della guerra. Si tratta della Tzarevna che da quattro mesi, dal 24 febbraio scorso, è ferma nel porto di Mariupol con tutti e 13 uomini dell'equipaggio, confiscata dalle milizie filorusse che hanno preso il controllo definitivo della città il 20 maggio scorso. La Tzarevna batte bandiera di Malta ma è di proprietà della compagnia di navigazione genovese Cosulich. Augusto Cosulich, il presidente del gruppo, ha riferito a diverse agenzie di stampa che sono in corso trattative con le autorità locali per sbloccare la situazione, anche tramite il sostegno del Ministero degli Esteri italiano.

posizione nave italiana mariupol-2

Cosa trasporta la Tzarevna

La Tzarevna si è trovata in Ucraina proprio all'inizio della guerra mentre era attraccata al porto di Mariupol, sul Mar Nero, con un carico di prodotti in acciaio di 15mila tonnellate proveniente dall'acciaieria Azovstal, l'ultimo luogo della resistenza ucraina a Mariupol. La nave mercantile sarebbe dovuta salpare per il porto friulano di Monfalcone per consegnare il metallo a un’azienda di San Giorgio Nogaro, in provincia di Udine. Il 24 marzo la società armatrice Cosulich ha denunciato che la nave ha subito danni, seppur lievi, da un bombardamento. Tuttavia, il problema è un altro: il porto di Mariupol è disseminato di mine e come confermato dai rappresentanti dell'azienda è impossibile uscire

Il colera a Mariupol

Dieci giorni dopo la caduta di Mariupol, a fine maggio, una nave russa ha lasciato il porto con un carico di acciaio: si tratta proprio del materiale sottratto dalle stive della Tzarevna come aveva segnalato Cosulich: "È un furto, è come si ti rubassero la macchina parcheggiata in strada". Il mercantile italiano finisce addirittura al centro di un equivoco: le autorità del Donetsk avevano dichiarato che la nave era stata confiscata e nazionalizzata, salvo fare retromarcia poche ore dopo. Il leader della Lega Matteo Salvini aveva pubblicato un tweet per festeggiare "la prima nave merci a lasciare il porto di Mariupol"  ma si trattava proprio della nave russa scambiata per la Tzarevna e che in realtà stava portando con sè materiale rubato, tra cui l'acciaio italiano.

Il rischio nazionalizzazione

La Tzarevna vale 9 milioni di dollari e a bordo ha un carico che ne vale altrib 12. C'è il rischio che le autorità del governo filorusso instaurato a Donetsk "nazionalizzino" la nave, appropriandosene. Sono ancora in corso le trattative tra l'Italia e il Donetsk, mentre pochi giorni fa l'armatore Cosulich ha dichiarato che "la nave è ancora a Mariupol e stiamo negoziando per cercare di portarla via: il danno economico in caso di confisca sarebbe di 20 milioni di euro. Ci sono ancora problemi tecnici: una gru bombardata da spostare e un dragaggio da effettuare per permettere alla nave da uscire. Io sono ottimista. Ma ricordo che questa vicenda non è niente di importante, sono solo soldi, rispetto alle cose realmente tragiche come il fatto che questa guerra non sembra avere una fine e che la gente continua a morire".

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