Martedì, 2 Marzo 2021

"Per i negazionisti del coronavirus niente terapia intensiva"

La proposta-provocazione dell'economista Willie Oggier: "Chi si autoproclama negazionista deve essere lasciato indietro rispetto all'anziano ammalato"

Chi non vuole portare la mascherina, non mantiene le distanze sugli autobus e nella vita sociale ed è un negazionista del coronavirus dovrebbe essere registrato dalle autorità e gli dovrebbe essere negato l'accesso alle terapie intensive se si ammalasse di Covid-19. L'idea-provocazione è dell'economista specializzato in sanità Willy Oggier, che ne parla in un'intervista al giornale svizzero Tagesanzeiger ripresa anche da Blick

Nell'intervista Oggier suggerisce di registrare per nome i ribelli del coronavirus per poterli escludere dalle terapie intensive in caso di intasamento: spesso è necessaria una penalità affinché il sistema funzioni e questo tipo di approccio potrebbe essere un deterrente al dilagare dei comportamenti antisociali e di ribellione nei confronti delle regole sanitarie. Oggier dice che non si tratta di un'intimidazione ma di semplice giustizia: "Chi si autoproclama negazionista deve essere lasciato indietro rispetto all'anziano ammalato". L'economista è anche a favore della vaccinazione obbligatoria. "Penso che la sua considerazione non sia completamente sbagliata - dice a Repubblica Christian Camponovo, direttore della Clinica Moncucco di Lugano, uno dei due ospedali Covid del Canton Ticino - esiste una responsabilità individuale dove ognuno è libero di fare e di dire quello vuole, ma poi vi è anche una responsabilità collettiva, che è quella di preservare le strutture sanitarie dalla saturazione". Per Camponovo quindi la provocazione di Oggier è eticamente plausibile: "Prima di parlare ciascuno deve assumersi la responsabilità di quello che dice e, quindi, deve essere disposto a subirne le conseguenze".

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